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Quesito

Reverendissimo Padre,
Vorrei farle delle domande su un punto dei Vangeli che mi interessa in modo particolare e mi fa venire delle domande senza risposta. Si tratta del ritrovamento di Gesù al tempio. Ho letto le risposte che negli anni lei ha dato ad altri lettori ma le chiedo se posso ancora farle queste domande.
Ho letto la risposta circa l’interrogatorio che veniva fatto ai giovani di 12 anni per farli diventare adulti. Ma Gesù, un bambino di 12 anni, vaga per tre giorni da solo in una grande città. Dove è stato? Chi lo ha ospitato, gli ha dato da mangiare e da dormire? Cosa ha raccontato di sé a chi lo ha ospitato?
Gesù chiede ai suoi genitori “perché mi cercavate, non sapevate che mi devo occupare delle cose del Padre mio”. Dovevano dunque già sapere che si doveva occupare delle cose del Padre suo? D’altra parte Maria sapeva che era il “Figlio dell’Altissimo”. Mi fa pensare ad alcuni vangeli apocrifi che parlano di un Gesù in qualche modo già manifestato, in privato ai suoi genitori, durante l’infanzia. L’enciclica Mystici Corporis afferma che Gesù da subito sapeva di essere Dio, ma i suoi genitori lo sapevano? Avrebbero dovuto saperlo al punto di non doversi preoccupare della sua sparizione ?
Il brano prosegue dicendo che “non capirono” ma “Gesù li seguì e stava loro sottomesso”. Anche se Gesù ha autocoscienza di essere Dio, è comunque un bambino che sta imparando dai genitori come vivere. Può essere che in un modo adeguato alla sua età, provi a comportarsi di conseguenza alla sua divinità? E a questo punto, incontri la “non comprensione” di Maria, attraverso la quale Gesù “impara” delle verità su come lui stesso deve manifestare la sua divinità, e le metta in pratica attraverso l’obbedienza a sua Madre? (Giuseppe è presente ma lascia che sia Maria a parlare, forse intuisce che la Madre doveva capire delle realtà di Gesù più di lui?).
Questo sarebbe anche un grandissimo esempio dell’umiltà di Dio che accetta delle verità su se stesso, come uomo, dall’umile Maria. Leggere che Gesù è sottomesso a Giuseppe e Maria dovrebbe rispondere a molti che al giorno d’oggi di obbedienza e sottomissione non ne vogliono sapere!
La ringrazio infinitamente della sua attenzione e se mi vorrà rispondere, o anche indicare dei testi dove posso approfondire.
Dio la benedica tanto per il ministero che fa.
Un caro saluto.
Stefano

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Stefano,
1. l’interrogatorio che i ragazzi subivano verso i 12 anni quando si recavano al tempio in genere era breve.
Per Gesù invece le cose andarono diversamente. Infatti rispondeva in maniera così profonda che nello stesso tempo suscitava desiderio di approfondimento da parte dei dottori che a loro volta gli ponevano domande per saperne di più.
Questo è quanto emerge dal Vangelo: “Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava” (Lc 2,46).

2. Il testo sacro va avanti e dice: “E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte” (Lc 2,47).
Dove abbia alloggiato il Signore in quei giorni non lo sappiamo.
Si era a Pasqua tuttavia, e gli ebrei residenti a Gerusalemme davano volentieri ospitalità ai pellegrini che venivano per la festa da tutte le parti della Palestina e anche dalla diaspora.
Non è fuori posto pensare che Gesù abbia domandato a qualcuno se l’alloggiavano e ancor meno, forse, che i maestri, vista l’acutezza della sua intelligenza e del suo sapere non se lo siano lasciato sfuggire, ma l’abbiano invitato a trattenersi con loro.
Questo sarebbe il motivo del prolungamento del suo soggiorno a Gerusalemme.

3. I genitori di Gesù hanno capito bene chi era quel Padre a cui si riferiva Gesù quando disse: “Non sapevate che mi devo occupare delle cose del Padre mio”.
La Madonna sapeva bene chi era Gesù: “il Figlio dell’Altissimo”, come tu stesso hai ricordato.
Anche San Giuseppe lo sapeva perché l’Angelo gli aveva detto:“Egli viene per rimettere al suo popolo i suoi peccati” (Mt 1,21). Ora San Giuseppe sapeva bene che i peccati li rimette solo Dio e che il popolo di cui parla l’Angelo e di cui dice che è il suo popolo è il popolo di Dio.

4. Che cosa allora non capirono?
Gesù aveva detto: “Non sapevate che mi devo occupare delle cose del Padre mio” e cioè che debba stare nella sua casa?
Così interpreta M-J. Lagrange, il quale aggiunge: “Un giovane israelita assai pio avrebbe potuto chiamare il tempio la casa del Dio d’Israele nostro padre e tutti avrebbero capito, ma nel pensiero di San Luca Gesù parlava del Padre suo in modo del tutto particolare e si esprimeva come Figlio unico. Preludeva con ciò all’evangelo; ma Maria che ne conosceva la origine poteva pur domandarsi perché le avesse procurato al cuore quella ferita…” (L’Evangelo di Gesù Cristo, p. 47).

5. Non credo invece che sia verosimile la tua interpretazione – per quanto ingegnosa – che suonerebbe come un rimprovero che la Madonna fa a Gesù perché da lei avrebbe dovuto imparare a manifestare la sua divinità.
La Madonna non rimprovera. Ma nell’eccesso del dolore di San Giuseppe e del suo manifesta il suo animo.
Adesso non comprende.
Ma un altro giorno comprenderà, dice San Carlo Borromeo, quando ripercorrerà le medesime strade di Gerusalemme con un dolore ancora più atroce per un’altra assenza della medesima durata (tre giorni), quella della passione e della morte.

Ti ringrazio per il quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo