Quesito

Caro Padre Angelo,
oggi parlando con un amico siamo finiti a parlare dell’inferno. Mi é venuta alla mente una cosa letta nelle risposte che di volta in volta da ai lettori. Ho provato a cercare questa risposta in modo da non disturbarLa, ma non penso di averla trovata… Ora ho questo dubbio ed anche uno scrupolo nei confronti di questa persona. Le spiego in breve la faccenda. Se non erro, mi corregga se sbaglio, Lei citò un passo del Vangelo di Matteo (all’incirca 25,41) per dire che l’inferno non é vuoto in quanto il Signore parlerebbe di alcuni che vi finirebbero… E’ così? Spero di non aver detto sciocchezze in quel caso La prego di perdonarmi! Più in generale: é lecito sperare che l’inferno sia vuoto oppure il Vangelo in questo é chiaro? Mi scusi se La disturbo, ma ormai ho questa cosa che mi ronza nella testa e vorrei, se possibile, una risposta chiara così da non ingannare gli altri. La ringrazio per la Sua cortesia che mi ha già dimostrato in altre occasioni.
Un cordiale saluto.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. hai ricordato molto bene quello che avevo scritto.
In Matteo 25,41 e ss. Gesù dice: “Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere…”.

2. Sarebbe davvero strano che dopo aver pronunciato tale insegnamento, il Signore volesse farci intendere: ma alla fine, anche se non date da mangiare al vostro prossimo, anche se volutamente lo fate morire di fame e di sete, anche se lo sfruttate, anche se lo ammazzate per i vostri porci comodi, va tutto bene. Il paradiso è comunque assicurato.
Come si potrebbe asserire una cosa del genere senza mettere in ridicolo tutto il Vangelo?

3. Ma adesso desidero ricordare ancora un’altra cosa.
L’insegnamento del Signore in Mt 25 è presentato sotto forma di parabola.
Ora la parabola non è una favola.
Ciò che primariamente distingue una parabola dalla favola è questo: la parabola coglie lo spunto dell’insegnamento da fatti reali.
Le favole invece, sebbene siano talvolta anch’esse ordinate a insegnare tante belle cose, non partono da fatti reali, ma sono ricostruzioni fantasiose: mai, ad esempio, una volpe si mette a parlare al corvo. Mai un corvo si mette a cantare…

4. Gesù non ha raccontato favole, ma parabole. Ed è ben diverso ed è necessario ricordarlo.
Allora, quando Gesù parla del giudizio finale, fa riferimento ad un fatto reale, a quanto avverrà con sicurezza, sebbene lo descriva con linguaggio figurato, come quando parla di pecore e di capri, di destra e di sinistra.

5. Mi chiedi se sia lecito sperare che l’inferno sia vuoto.
Ma l’inferno non è vuoto. Ci sono per lo meno i demoni. Questo è di fede.
Potrebbe essere lecito sperare che non vi sia alcun uomo. Ma questa nostra speranza non conta niente.
Gesù dice che alcuni rimangono fuori del regno di Dio e che gridano: Signore aprici (Mt 25,11). Ma per costoro la risposta è la seguente: In verità vi dico, non vi conosco (Mt 25,12).

Ti saluto cordialmente, ti ricordo al Signore e ti benedico.
padre Angelo