Quesito

Buongiorno Padre,
le scrivo perchè sono molto confuso dopo un episodio che mi è accaduto ieri: tra un mese mi sposerò e ieri ho effettuato davanti al prete della mia parrocchia la compilazione dei documenti per fare le pubblicazioni.
Il mio sacerdote mi ha imposto di giurare sulla bibbia di dire tutta la verità riguardo alle mie risposte alle sue domande. Io l’ho fatto perchè non volevo creare problemi a lui ed alla mia ragazza però adesso mi trovo in grande disagio con la mia coscienza perchè ero dell’idea che non è bene giurare perchè
Gesù nel vangelo ha detto: ” NON GIURATE” (Matteo 5,33-37).
Ma perchè il mio prete, che ben conosce il vangelo, mi ha fatto giurare se Gesù ha detto che non bisogna giurare?
Grazie se mi aiuterà a capire meglio la volontà di Dio con la sua risposta.
Marco


Risposta del sacerdote

Caro Marco,
1. Gesù non ha detto semplicemente “Non giurate”.
Ma ha detto: “Avete anche inteso che fu detto agli antichi: non spergiurare, ma adempi col Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto né per il cielo perché è il trono di Dio, né per la terra perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo cappello. Sia invece il vostro parlare sì sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,33-37).
Come vedi Gesù non ha proibito il giuramento, ma ha proibito di giurare per il cielo, per la terra, per Gerusalemme, per la propria testa.
San Girolamo dice: “Considera che il Salvatore non ha proibito di giurare per Iddio, ma per il cielo e la terra.
Infatti è noto che i giudei hanno la pessima abitudine di giurare per gli elementi” (Super Matth. 1, ad 5,34 ss ).

2. Del resto il Signore non è venuto per abolire la legge, ma per portarla a compimento.
Ora la legge antica data da Mosè diceva: “Temerai il Signore tuo Dio, lo servirai, nel suo nome giurerai” (Dt 6,13).
A riprova che Gesù non proibisce il giuramento in quanto tale, ecco che cosa Lui stesso ha detto: “chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l’abita” (Mt 23,20-21).
Richiama pertanto a giurare per Dio.
In realtà il giuramento è un atto di lode che si fa a Dio, e rientra tra gli atti inclusi nel secondo comandamento.
Per giuramento s’intende l’invocazione del nome di Dio in testimonianza della propria veracità.
Si giura perché si è intimamente coscienti della possibilità di dire il falso. Allora si chiama Dio a testimonio, come garante di quanto si giura, perché egli è la verità e la fedeltà in persona.

3. San Paolo giura per lo meno due volte, e non possiamo certo dire che San Paolo sia andato contro il dettato di Cristo. Lo fa quando chiama Dio a testimonio del suo operato (2 Cor 1,23) e quando attesta davanti a lui di non mentire (Gal 1,20).
S. Agostino dice: “l’Apostolo giurando nelle sue epistole mostrò come vanno interpretate le parole: “Io vi dico di non giurare affatto”; in modo cioè da non arrivare coi giuramenti alla facilità di giurare, e di cadere dalla facilità all’abitudine e dall’abitudine allo spergiuro” (De mendacio, 15).

4. La Chiesa nella sua prassi prescrive talvolta dei giuramenti e nella sua dottrina ne conferma la liceità.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Seguendo san Paolo, la Tradizione della Chiesa ha inteso che la parola di Gesù non si oppone al giuramento, allorché viene fatto per un motivo grave e giusto (per esempio davanti a un tribunale). Il giuramento, ossia l’invocazione del nome di Dio a testimonianza della verità, non può essere prestato se non secondo verità, prudenza e giustizia” (CCC 2154).
San Tommaso dice che la Chiesa ne fa uso “non abitualmente, ma cautamente e raramente, come in tal modo si fa uso della medicina” (Somma Teologica, II-II, 89, 5).

5. Tra i casi in cui la Chiesa chiede di giurare c’è proprio quello relativo ai futuri sposi, in modo tale che un giorno non possano dire: “Io non volevo figli, io non ero d’accordo sulla indissolubilità del matrimonio, ecc…”.
Si obietterà: ma tu hai giurato davanti a Dio che intendevi celebrare un matrimonio secondo la sua volontà e secondo l’insegnamento della Chiesa…
Il tuo sacerdote dunque ha agito secondo l’insegnamento di Cristo e secondo quanto gli ha comandato la Chiesa.

Ti porgo i più cordiali auguri per il tuo prossimo matrimonio: che il Signore lo benedica largamente.
Per questo ti assicuro anch’io la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo