Quesito

Carissimo Padre,
volevo chiedere come si fa ad ottenere una grazia, cioè nel caso specifico una guarigione.. Ottenerla anche nel caso in cui il Signore nel mentre non avesse in mente di concederla….Come si fa a fare “violenza al Cuore di Gesù”?
Certo un metodo che dura anni non è quello adatto a questo caso, a me serve una cosa efficace in un lasso breve di tempo…
Sinceramente io sto pregando, implorando, da molto tempo, ma forse lo faccio male non so o forse il Signore proprio non vuol sentire ragioni….non sono il tipo da preghiera cadenzata e ripetuta come il rosario, che cmq in casi necessari recito, ma non per mesi e mesi, io sono più da dialogo col Signore, però non mi pare di ottenere benefici.
“Fortunatamente” non devo guarire da un male incurabile, però è un problema che x una donna è grave, crea disagio, uno stato depressivo, complessi, stress psicofisico…..chiaramente ho fatto tutte le analisi del caso ma sembra che io stia benissimo in base a queste…
Caro Padre se in una situazione di difficoltà neanche Dio ci vuole aiutare da chi andremo? Il Signore ci pone già di qua all’inferno! dove neanche più Dio può fare nulla!
Le rinnovo i miei saluti
Antonella


Risposta del sacerdote

Cara Antonella,
1. non dobbiamo pensare che vi siano delle preghiere simili a formule magiche, che facciano violenza anche al cuore di Dio.

2. Le nostre preghiere non servono a Dio, che conosce tutte le nostre necessità e ad esse vuole provvedere, basta che gli apriamo la porta.
La preghiera serve a noi, per metterci in grado di aprire la porta al Signore ed essere capaci di accogliere la grazie e le grazie che ha già deciso di accordarci.

3. Allora la domanda giusta è questa: qual è la preghiera che serve maggiormente a trasformare il nostro cuore e ad aprirlo all’azione misericordiosa di Dio?

4. Indubbiamente è il Padre nostro, che è la preghiera insegnataci da Gesù.
A questo proposito ti presento l’insegnamento di san Tommaso.
“Tra tutte le preghiere la più eccellente è certamente quella del “Signore”, o “Padre nostro”. Essa possiede in sommo grado i requisiti che ogni preghiera ben fatta deve avere: essere cioè sicura, retta, ordinata, devota e umile.

1) È sicura: ebbene, questa preghiera dà senz’altro molta fiducia perché è stata composta dal nostro Avvocato presso il Signore, l’Intercessore sapientissimo “nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” (Col 2, 3) e del quale si dice: “Abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1 Gv 2,1?2).
Giustamente S. Cipriano dice: “Avendo come avvocato dinnanzi al Padre il Cristo, che è difensore per i nostri peccati, lasciamo parlare il nostro Avvocato”.
La sicurezza diventa ancora più grande nostra fiducia viene poi ulteriormente incoraggiata se si pensa a questo: che colui che ci ha insegnato questa preghiera, è lo stesso che, insieme al Padre, ha il compito di esaudirla, adempiendo quanto è detto nel salmo 91,15: “Mi invocherà e gli darò risposta”.
E indubbiamente è questa la ragione per cui questa preghiera non si recita mai senza frutto, sicché essa ci ottiene tra l’altro, come dice S. Agostino, anche la remissione dei peccati veniali.

2) È retta: ogni preghiera deve essere retta. Infatti ogni persona che prega deve chiedere a Dio le grazie che sono un bene per lui. Questo è il motivo per cui molte volte la preghiera non viene esaudita: perché vengono chieste cose che non sono un bene per noi, come dice S. Giacomo: “Chiedete e non ottenete perché chiedete male” (Gc 4,3).
Sapere che cosa chiedere è difficilissimo, perché è difficilissimo conoscere quali siano i veri beni da desiderare. Il Cristo però, che è nostro Maestro, ci ha personalmente insegnato quello che dobbiamo chiedere quando i discepoli gli chiesero: “Signore, insegnaci a pregare” (Lc 11,1).
Perciò la nostra preghiera è rettissima quando chiediamo al Signore le cose che lui stesso ci ha insegnato a chiedere.
Insegna in proposito S. Agostino: “Se vogliamo pregare in modo retto e conveniente, qualunque sia la parola che usiamo, non dobbiamo chiedere altro che non sia contenuto nella Preghiera del Signore”.

3) È ordinata: la preghiera deve essere ordinata, così come ordinato dev’essere il desiderio.
Il giusto ordine vuole che tanto nel desiderare come nel chiedere preferiamo i beni spirituali a quelli materiali e i beni del cielo a quelle della terra. Il Signore infatti ci ha ammonito: “Cercate innanzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta” (Mt 6,33).
E questo ordine appunto il Signore ci ha insegnato ad osservare nella sua preghiera, nella quale ci fa domandare prima i beni celesti e poi quelli terreni.

4) È devota: la devozione si stempera se la preghiera è prolissa. Per questo il Signore stesso ci ha comandato di evitare lungaggini quando ha detto: “Pregando non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole” (Mt 6,7).
Va ricordato che la devozione sgorga dalla carità, e cioè dall’amore di Dio e del prossimo. E questi due amori vengono raccomandati in questa preghiera.

5) È umile: da ultimo, la preghiera deve essere umile perché Dio “si volge alla preghiera dell’umile e non disprezza la sua supplica” (Sal 102,18). Vedi anche la parabola del fariseo e del pubblicano (Lc 18,10?14) e la preghiera di Giuditta: “Tu sei il Dio degli umili, sei il soccorritore dei derelitti” (Gdt 9,11).
E questa umiltà viene osservata in questa preghiera. Infatti si ha vera umiltà quando uno non presume assolutamente nelle proprie forze, ma aspetta tutto dalla potenza divina alla quale si rivolge supplichevole”. Il Signore ha detto anche: “Tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete” (Mt 21,22); “Chiedete ed otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,24).
“Questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. E se sappiamo che ci ascolta in quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già quello che gli abbiamo chiesto” (1 Gv 5,14)” (Esposizione del Pater, Prologo).

5. Ti consiglio anche di recitare il Rosario ogni giorno.
È una preghiera che porta molta pace nell’anima e nella famiglia. Il motivo è semplice: si rimane per un certo lasso di tempo con la porta della nostra vita spalancata perché vi entri il Signore.
E il Signore, quando entra, entra sempre con la pace, essendo Lui per antonomasia il Principe della pace.

Mettiti subito all’opera.
E mentre ti saluto, ti assicuro la recita di un Pater per te.
Ti benedico e ti saluto.
Padre Angelo