Quesito
buonasera carissimo padre Angelo,
oggi vorrei chiederle qualche chiarimento a proposito della scomunica ai comunisti che, da quel che so, è ancora valida, e vorrei sapere a quali condizioni vi si incorra. Basta farne professione pubblicamente o bisogna fare una propaganda più sistematica?
Grazie mille e sentitissimi auguri di una buona festa di Maria, madre della Chiesa.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. la scomunica per chi crede nell’ideologia comunista secondo cui la religione sarebbe l’oppio dei popoli e andrebbe annientata con tutte le forze non è mai stata ritirata.
2. La scomunica è una pena medicinale e viene data ai battezzati per scongiurarli dall’incorrere in un male particolarmente grave per la loro salvezza e anche per il bene della società.
3. Quando fu emanata questa censura c’era il pericolo che molti si lasciassero abbagliare da tale ideologia che non veniva presentata alla povera gente nel suo satanico odio verso la religione, ma come una sorta di messaggio messianico per i poveri.
Certamente il timore della scomunica ha avuto il suo benefico effetto.
4. Parlare di scomunica per i comunisti di oggi sembra un anacronismo sia perché l’ideologia comunista di fatto è crollata da sola sia perché coloro che vi si rifanno l’hanno svuotata del suo odio per Dio e per la religione.
Sotto tale aspetto non costituiscono alcun pericolo immediato per la società.
5. A proposito del mutamento degli uomini di oggi nel recepire l’ideologia marxista Giovanni XXIII, già nel 1961, aveva osservato nell’enciclica Mater et Magistra: “Nell’epoca moderna varie ideologie sono state elaborate e diffuse a tale scopo (ordinamento della convivenza): alcune si sono già disciolte, come nebbia al sole; altre hanno subìto e subiscono revisioni sostanziali e altre hanno attenuato di molto e vanno ulteriormente perdendo le loro attrattive sull’animo degli uomini. La ragione è che sono ideologie che dell’uomo considerano soltanto alcuni aspetti e, spesso, i meno profondi. Giacché non tengono conto delle inevitabili imperfezioni umane, come la malattia e la sofferenza; imperfezioni che i sistemi economico sociali anche più progrediti non possono eliminare. Vi è poi la inestinguibile esigenza religiosa che si esprime ovunque e costantemente, anche quando è conculcata con la violenza o abilmente soffocata” (MM 222).
6. Due anni dopo, nel 1963, pubblicando l’enciclica Pacem in terris, ribadisce e approfondisce la distinzione tra le ideologie e i movimenti che ad esse si ispirano. Perché l’ideologia, una volta fissata, rimane sempre la stessa. Ma i movimenti che ad essa si ispirano con l’andare del tempo e con le trasformazioni della società stessa subiscono non di rado profondi mutamenti.
Ecco le sue parole: “Va altresì tenuto presente che non si possono neppure identificare false dottrine filosofiche sulla natura, l’origine e il destino dell’universo e dell’uomo, con movimenti storici a finalità economiche, sociali, culturali e politiche, anche se questi movimenti sono stati originati da quelle dottrine e da esse hanno tratto e traggono tuttora ispirazione. Giacché le dottrine, una volta elaborate e definite, rimangono sempre le stesse; mentre i movimenti suddetti, agendo sulle situazioni storiche incessantemente evolventisi, non possono non subirne gli influssi e quindi non possono non andare soggetti a mutamenti anche profondi. Inoltre chi può negare che in quei movimenti, nella misura in cui sono conformi alla retta ragione e si fanno interpreti delle giuste aspirazioni della persona umana, vi siano elementi positivi e meritevoli di approvazione?” (Pt 57).
7. Credo che oggi non vi sia nessun battezzato praticante che faccia professione di ideologia marxista. Si tratterebbe di una contraddizione nei termini perché o non sa che cosa significhi essere cristiano o non sa che cosa significhi essere marxista.
Ne è segno il fatto che la Chiesa non sente il dovere di richiamare l’attualità della scomunica. E non già perché la scomunica sia superata, ma perché è superato il problema dell’adescamento della povera gente.
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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