Quesito

Caro Padre,
perché «conferito una volta per sempre, il Battesimo non può essere ripetuto»? (C.C.C. n° 1272)
E se invece venisse ripetuto sulla medesima persona, cosa accadrebbe?
E se non accade nulla, perché non può essere ripetuto?
La ringrazio anticipatamente per la risposta


Quesito

Caro Padre Angelo,
Le chiedo un chiarimento sulla dichiarazione di nullità del matrimonio. Ho 50 anni. Sono stata battezzata cattolica e ho fatto la Prima Comunione e la Cresima. I miei genitori mi hanno cresciuta nell’indifferenza alla fede e all’avversione verso la Chiesa e ai sacerdoti, anche se sono state persone estremamente oneste, buone e generose.
Mi sono sposata a 25 anni con matrimonio religioso perché lui e la sua famiglia erano praticanti e poiché per me il Sacramento non aveva alcun valore ho accondisceso per evitare attriti con lui e la sua famiglia.
Convivevamo già da alcuni anni e mi sono decisa a sposarlo solo perché mia mamma mi disse che era meglio farlo (all’epoca dipendevo molto psicologicamente dai suoi giudizi….).
Si doveva fare il corso prematrimoniale, ma mi sono rifiutata. Ho fatto solo obbligatoriamente un colloquio con il sacerdote della parrocchia e ricordo ancora che alle sue domande rispondevo con una bugia dietro l’altra.
Abbiamo vissuto insieme circa 2 anni di cui molti periodi separati, sia perché lui per lavoro abitava in un’altra città ed altri perché io già sentivo l’esigenza di allontanarmi. Usavamo metodi contraccettivi e non abbiamo mai affrontato l’argomento figli o forse io non voglio ricordarmene.
Dopo un periodo di continui litigi ho deciso di chiedere il divorzio e lui è stato d’accordo.
Dopo alcuni anni ho conosciuto un uomo, abbiamo convissuto per un periodo e poi ci siamo sposati civilmente e ora abbiamo figli. Dopo averlo conosciuto ho cominciato molto gradualmente a riavvicinarmi alla Chiesa e con la nascita dei bambini ho ritrovato la fede cominciando un cammino di conversione che perdura e tento di alimentare quotidianamente.
Mi dispiace aver liquidato questo cambiamento in poche righe ma Lei avrà capito che la mia vita ha un senso solo da quel momento e la mia felicità è turbata solo dal fatto (per mia colpa!) di non poter accedere alla Santa Comunione. Con i bambini appena nati ci siamo trasferiti all’estero, in un altro continente. Lì ho conosciuto un caro sacerdote che mi ha ascoltata e mi ha detto che potevo fare la Comunione e intanto fare richiesta per la dichiarazione di nullità.
Qualche anno fa ho avuto un colloquio con un consulente del Tribunale Ecclesiastico che mi ha detto che “potrebbero” esserci gli estremi ma dovevo dare inizio alla causa per poter approfondire e che dovevo trovare dei testimoni. Qui è il problema: non frequento più le persone che ci conoscevano, ho cambiato città e non potrei più rintracciarle. Mi hanno detto che potrei chiamare mia madre, ma lei è molto anziana.
Mio marito, il padre dei miei figli, credente e praticante, persona molto razionale, sempre buono con me e i nostri bambini, dice che ormai è tardi, oppure dovrei accettare di fare come tanti che trovano come testimoni degli amici che dicono qualsiasi cosa per amicizia. A Medjugorje mi hanno ricordato che posso fare la Comunione Spirituale, ma non posso fare la Confessione e ricevere l’assoluzione, ma così oltre al fatto della mia convivenza si aggiunge anche il non poter confessare anche gli altri peccati (e quanti se se commettono, anche avendo intrapreso un cammino di fede ….).
La ringrazio per un Suo consiglio.
Cordialissimi saluti.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. sono contento che tu abbia conosciuto Gesù Cristo e che da quel momento tu sia rinata. Hai trovato la ragion d’essere della tua vita.
Sì, è proprio così: non c’è altra ragion d’essere che possedere e comunicare Dio.
Nella comunione e nel possesso di Dio noi cominciamo già a vivere la vita eterna.
Adesso capisci che se ai tuoi figli non dessi Dio, li ameresti troppo poco, perché non daresti loro la ragion d’essere e il contenuto della loro esistenza e del loro futuro.

2. Venendo al tuo problema particolare, a Medjugorie ti hanno detto la verità: per ora non puoi confessarti e fare la Santa Comunione se non spiritualmente.

3. Ma in te vi sono gli elementi per dimostrare che, quand’anche il tuo precedente matrimonio fosse valido, non è stato però consumato.
Secondo la Chiesa il matrimonio è veramente consumato quando i due coniugi si sono donati in totalità, senza riserva alcuna. Ora la contraccezione fa sì che non ci si doni in totalità.
Se avete sempre praticato la contraccezione è sufficiente la vostra testimonianza. Non è necessario portare testimoni esterni.
La chiesa, come saprai, scioglie un matrimonio valido ma non consumato quando c’è una ragionevole causa. E per te la ragionevole causa c’è: principalmente il bene integrale dei tuoi figli.
Da sposa cristiana, anche col sacramento, tu dai ai tuoi figli una bella testimonianza.

4. Sii dunque sollecita nel ricorrere al tribunale ecclesiastico. Sarà un bene per te, per la tua famiglia e anche per quell’uomo che un giorno hai sposato in Chiesa. Anche lui forse avrà bisogno di regolarizzare la sua attuale situazione.

5. Secondo me è più breve la strada dello scioglimento del matrimonio super rato et non consumato che quella di chiedere la dichiarazione di nullità.
Ma rimettiti alla buona volontà del giudice ecclesiastico.

6. Potrai finalmente fare la tua confessione sacramentale: vedrai che grazia e che consolazione!
Anche l’attuale tuo marito potrà finalmente confessarsi.
E poi potrete anche accostarvi alla Santa Comunione con i vostri due carissimi figli. La vostra diventerà una Chiesa domestica, come vuole il Signore.

Ti assicuro la mia preghiera, soprattutto nella celebrazione della Santa Messa e ti benedico.
Padre Angelo