Quesito

Carissimo padre Angelo,
vorrei alcuni chiarimenti su tre argomenti distinti: la beatificazione, la giustizia divina e il Purgatorio.

Sulla beatificazione:
Il Papa impegna la propria infallibilità nel proclamare santo qualcuno?
La beatificazione sancisce anche la giustezza di tutto quanto la persona beatificata ha fatto, detto e scritto in vita (dopo, s’intende, un’eventuale conversione). Io credo di no, ma vorrei che lei mi chiarisse bene questo punto. In che senso, in quali ambiti i santi sono per noi guide sicure? Leggendo le vite di alcuni, ho provato perplessità per certi comportamenti e dichiarazioni: per questo glielo chiedo.

Sulla giustizia divina:
E’ vero che le colpe dei padri ricadono sui figli? Voglio dire: è successo con il peccato originale, ma succede anche per altre colpe, per specifici peccati?
E’ possibile che Dio punisca tutti per le colpe di pochi?
Conseguentemente: le sofferenze degli innocenti possono essere viste come riparazioni imposte per peccati altrui?

Sul Purgatorio:
Qual è la visione che le altre confessioni cristiane hanno del Purgatorio?
Anche ortodossi e protestanti credono alla necessità delle Messe di suffragio?
La ringrazio moltissimo per le sue risposte e le auguro buon lavoro.
Silvia.


Risposta del sacerdote

cara Silvia,
1. La canonizzazione è la solenne sentenza con la quale il Papa dichiara che un beato gode attualmente della gloria del cielo e ne impone il culto a una porzione di Chiesa o a tutta la Chiesa, a seconda dei casi.
In questo giudizio, secondo la dottrina più comune, il Papa è infallibile.
Mentre la beatificazione è una sentenza preliminare, non infallibile e soltanto permissiva del culto, la canonizzazione invece è un giudizio definitivo, infallibile e precettivo del culto.

2. La Chiesa per i santi non martiri esamina se abbiano esercitato le virtù nel massimo grado di carità.
È ovvio che nei santi vi sono comportamenti legati al loro carattere, alla loro sensibilità, alla loro storia, per cui alcune delle loro azioni, decisioni o affermazioni possono risentire della loro tipica personalità e di particolari condizionamenti. Talvolta vi è da imitare più l’ispirazione che il comportamento stesso, che è inimitabile.

3. Circa la giustizia di Dio: le colpe dei padri non ricadono sui figli come castigo, ma come conseguenza.
Anche il peccato originale che noi abbiamo ereditato non è un castigo, ma la conseguenza di una colpa. Abbiamo ereditato una natura corrotta.

4. Certamente il dolore degli innocenti va visto anche come una chiamata a completare ciò che manca in noi alla passione di Cristo a favore del suo corpo che è la Chiesa (Col 1,24).
L’esperienza dei beati Francesco e Giacinta Marto, i due pastorelli di Fatima, ne è una testimonianza viva.

5. Circa il Purgatorio:
– i protestanti pensano che al momento della morte, muore tutto e si rimane in attesa della risurrezione. I suffragi per i defunti pertanto risultano inutili.
– gli ortodossi inizialmente non ebbero nessuna differenza con i cattolici sulla questione del purgatorio, considerandolo come un periodo intermedio tra la morte e il Paradiso. Solo dal secolo XIII cominciarono discussioni soprattutto sulla natura della pena. In ogni caso condividono con i cattolici la legittimità dell’intercessione per i defunti mediante preghiere, elemosine, opere buone e soprattutto mediante l’offerta dell’Eucaristia.

Auguro anche a te buon lavoro.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo