Quesito

Revmo Padre Angelo,
pur essendo consapevole del significato profondo da attribuire a questo precetto, ultimamente in famiglia ne ho introdotta un’osservanza rigorosa.
Mi è sorto tuttavia un dubbio e mi rivolgo a Lei per dissiparlo: il pane fatto utilizzando lo strutto invece dell’olio è da considerarsi prodotto a base di carne, essendo lo strutto un grasso animale? (in Emilia se ne fa uso)
La stessa cosa vale per la torta salata di bietole o spinaci che oltre allo strutto contiene ingredienti come lardo o pancetta utilizzati per insaporire le verdure.
Credo che prima di rispondermi Lei sorriderà e oso sperare che Gesù stesso lo faccia, ma, Le ripeto, queste prescrizioni che introducono nelle famiglie disciplina, ordine e ubbidienza  col procedere degli anni mi trovano sempre più attenta.
La ringrazio di vero cuore e Le chiedo di benedire insieme a me i miei famigliari Vito ed Erik..
Antonia


Risposta del sacerdote

Cara Antonia,
1. quelle che mi poni sono questioni minuziose, che interessano ad alcune persone che nel loro comportamento vogliono essere fedeli alle leggi della Chiesa in tutto, anche nei particolari.
Non sorrido pertanto della domanda, come se fosse un inutile perditempo.

2. Ebbene, in un manuale di morale di un grande Autore del secolo scorso leggo:
col nome di carne si intendono le carni degli animali che vivono per terra e in aria e che hanno sangue caldo
Ugualmente per carne s’intendono: il sangue, il lardo, il brodo di carne, il cosiddetto estratto di carne.                                                                                   
Non rientrano nella carne i derivati della carne come le uova, il latte, il burro, il formaggio.

3. Col nome di pesci s’intendono non solo i pesci strettamente detti, ma anche tutti gli animali di sangue freddo, rettili e anfibi, come le rane, lumache, ostriche. gamberi…

4. Col nome di condimento s’intende tutto ciò che viene aggiunto in modica quantità ad un determinato cibo per renderlo più saporito, come ad esempio piccole e poche  particelle di lardo fuso o di grasso di animali per condire u cibi e soprattutto le verdure.

4. L’attuale codice di diritto canonico vieta semplicemente l’uso della carne o di altri cibi.
Mentre il vecchio codice di diritto canonico era più esplicito e vietava l’uso della carne, degli estratti della carne, ma non dei condimenti derivati dalla carne, come il grasso animale.

5. La conferenza episcopale italiana dice che per astinenza s’intende la privazione “dell’uso della carne o di cibi e bevande che ad un prudente giudizio sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi” (Nota pastorale del 4 ottobre 1994).
Pertanto cadono tutte le determinazioni sul brodo di carne o dell’uso di estratti della carne.

6. Venendo al tuo caso: un conto è lo strutto col quale puoi preparare il pane e condire gli alimenti e un altro conto sono i pezzetti di lardo o di pancetta. Questi rientrano semplicemente nella carne e sono proibiti.
Anche questa astensione rientra nel precetto e nello spirito della penitenza.

Ricordo volentieri te e i tuoi cari nella mia preghiera e vi benedico.
Padre Angelo