Questo articolo è disponibile in: Italiano

Quesito

Gentile Padre,
volevo chiederLe chiarimenti sull’idea di partecipazione alla vita di Dio (“Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventasse Dio”). Che cosa significano queste parole? Che cosa l’uomo è destinato a condividere di Dio e cosa invece resta inattingibile? Gesù Cristo è integralmente uomo e Dio, ma per noi quale accesso alla divinità è possibile, con quali differenze e limiti (avremo le stesse prerogative divine, saremo capaci di onniscienza, onnipotenza, di creare?).
Grazie, distinti saluti, Carlo


Risposta del sacerdote

Caro Carlo,
la tua domanda richiederebbe come risposta un trattato di teologia. Ma questo esula dalla portata e dalle finalità della presente rubrica e anche del nostro sito.
Mi limito pertanto a risponderti così:

1. Con le proprie risorse l’uomo è incapace di comunicare direttamente alla natura divina.
Ma con la sopraelevazione della grazia e cioè con l’innesto in Cristo come tralcio alla vite, l’uomo viene introdotto nel mondo soprannaturale: riceve una nuova somiglianza con Dio (la somiglianza nella grazia), diventa amico di Dio, capace di dialogo (perché conosce i pensieri di Dio) e di comunione d’amore.

2. Il termine partecipazione, presente nella seconda lettera di san Pietro (1,4), di suo è ben eloquente: l’uomo non diventa Dio. Rimane uomo, rimane creatura.
Ma diventa partecipe della natura e della vita di Dio.
Un esempio: il legno messo nel fuoco diventa partecipe della natura del fuoco, ma rimane sempre legno.

3. Dio ci vuole rendere partecipi di tutte le sue perfezioni divine, per quanto questo è possibile a un soggetto che rimane una creatura e pertanto limitato.

4. Il concetto di partecipazione richiama anche quello di progressività.
Fin che siamo nella vita presente cominciamo a diventare partecipi.
Di là lo saremo in pienezza nella misura della grazia di Dio e del nostro merito.
Ma non diventeremo mai del tutto identici a Dio perché il nostro soggetto rimane sempre limitato, rimane creatura.
Anche di là non diventeremo onniscienti come lo è Dio, ma partecipi della sua onniscienza, partecipi del suo potere creativo, partecipi del suo potere di governare il mondo…

5. A seconda dei meriti di ciascuno, anche i gradi di partecipazione differiscono.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile in: Italiano