Quesito

Caro Padre Angelo,
Ho due domande di teologia dogmatica da porle.
La prima riguarda l’Ascensione di Gesù e l’Assunzione di Maria. Poiché entrambi sono saliti in cielo in anima e corpo, dove si trovano adesso i loro corpi, visto che non possono trovarsi a navigare nello spazio?
Hanno subito un processo di smaterializzazione oppure sono, per così dire, passati ad un’altra dimensione?
La seconda riguarda la creazione dell’anima individuale. Come risolvere il dissidio tra il dogma della creazione di ogni anima direttamente da parte di Dio (e quindi ogni anima sarebbe perfetta) e il dogma che ogni anima è “macchiata” dal peccato originale (quindi bisognosa di purificazione, quindi ben lungi dall’essere perfetta)?
La ringrazio per la risposta e La saluto
Che Dio La benedica
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
1. Le numerose espressioni con cui la Sacra Scrittura parla del Paradiso (cielo, regno dei cieli, regno di Dio, vita, vita eterna, salvezza, regno, paradiso, gloria del Signore, banchetto nuziale, convito…) inducono a pensare che non si tratti di un luogo, ma di uno stato.
Se leggi il Catechismo della Chiesa Cattolica vedrai che non parla mai del luogo del Paradiso.
Piuttosto fa capire che si tratta di uno stato soprattutto quando afferma: “Questa vita perfetta, questa comunione di vita e di amore con la Santissima Trinità, con la Vergine Maria, gli angeli e tutti i beati è chiamata «il cielo»” (CCC 1024).

2. I corpi di Gesù e di Maria sono stati trasformati: non sono più soggetti alle necessità legate al tempo. Sono gloriosi: si può dire che sono stati spiritualizzati.
Non appartengono più a questo mondo spazio temporale, ma al mondo di Dio.

3. L’anima che esce dalle mani di Dio, sebbene non sia ancora santificata, è straordinariamente bella. Basta pensare che è fatta ad immagine di Dio.
Ma diventando l’anima di un corpo che porta le ferite del peccato originale e le inclinazioni al male, diventa essa stessa bisognosa di essere purificata.
Anima e corpo influiscono molto a vicenda.
L’anima vivifica il corpo, fa sì che il corpo sia il corpo di un essere intelligente e libero.
Ma anche il corpo dà la sua impronta all’anima: proprio mediante l’attività del corpo, l’uomo prolunga la creazione di Dio mediante il lavoro.
Proprio mediante il corpo, l’uomo partecipa della paternità divina mediante la generazione ed educazione dei figli.
Tuttavia proprio perché il corpo porta con sé le ferite e le conseguenze del peccato originale, tutto l’uomo, compresa l’anima, diventa un essere inclinato al male, bisognoso di purificazione, di redenzione e di santificazione.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo