Quesito

Caro Padre Angelo,
questo il bilancio della mia vita: anni 39 , relazione di lungo fidanzamento (8 anni) appena chiusa per lenta agonia di una storia mai decollata, in cui non c’è mai stato né amore, né attrazione tra due bravi ragazzi , chiusura mia contemporanea anche di una ancor più lunga relazione ‘‘clandestina’ parallela ,  con un uomo sposato a cui ho dato, PER AMORE,  in tutti questi anni, TUTTA ME STESSA.
Ripeto, storia clandestina, sporca, peccaminosa ma che mi ha fatto scoprire e vivere il vero Amore.
Son sempre stata conscia dell’azione brutta che stavo compiendo, ma davvero, io questo uomo l’ho amato (e amo pure ora anche se ho detto basta)con tutta me stessa.
Non nego che al non decollo della mia storia di fidanzamento regolare abbia contribuito anche questa mia storia clandestina, soprattutto facendo i paragoni tra tutto quello che ricevevo dal mio amante e il nulla che ricevevo dal mio ragazzo che credo soffrisse di un male gravissimo: l’incapacità di amare e di lasciarsi amare.
Ora mi ritrovo a dovere partire da zero, col morale sotto terra, senza più credere all’amore, in un’età che mi sta precludendo la possibilità di formarmi una famiglia che è sempre stato il mio sogno.
Vorrei tantissimo avere dei figli, ma dentro me non ho più nessuna voglia di rimettermi in gioco, anzi, credo di avere chiuso per sempre col pianeta maschile (che mi ha devastato l’anima) e in più ho una grande paura-timore che Dio, punendomi per le mie azioni peccaminose del passato (durata della mia relazione clandestina:15 anni!!!) mi chiuda per sempre la strada verso il mio sogno di formarmi una famiglia.
Caro Padre Angelo, in poche parole: sto male, molto male  e pure nei confronti dei miei genitori (siamo da sempre una famiglia molto cattolica) mi sento ingrata, fallita, sbagliata….E tutto il mio dolore lo tengo dentro, senza parlarne con nessuno.
Non chiedo consigli o chissà che parole di conforto o riflessione da Lei, voglio solo portare a conoscenza degli altri la mia triste storia per fare in modo che chi ha situazioni analoghe alle mie vissute, si fermi prima di cadere nel baratro come ho fatto io.
Però, nel frattempo mi chiedo anche perchè Dio, conoscendo la grandezza del mio cuore (son una persona sensibile, generosa, altruista) non abbia mai messo al mio fianco un fidanzato degno di meritare il mio grande cuore, perchè ripeto, io avrò tutte le colpe del mondo (avendolo da sempre tradito), ma lui stesso colla sua freddezza (gli ultimi due anni della nostra storia li abbiamo vissuti da fratello sorella per sua freddezza inspiegabile) mi ha sempre fatto sentire non amata, né desiderata, quasi una sorta di alibi per far vedere agli occhi degli altri che pure lui aveva una fidanzata, salvo poi vivere  la storia come un dovere e senza la minima spontaneità, trasporto, entusiasmo. Salvo poi addossare a me la non volontà di concretizzare la storia in un matrimonio scontato. Ho sbagliato a non capire da  subito che non era l’uomo per me, ma ho lasciato passare gli anni per inerzia, pensando che in fondo era un ragazzo affidabile, serio, ben voluto pure dalla mia famiglia. E ho sbagliato a mai parlarne con lui, ma  è il classico tipo che propensione al dialogo: zero!
Grazie se mi risponderà caro Padre.
Anima devastata


Risposta del sacerdote

Carissima,
pubblico volentieri la tua testimonianza perché è più eloquente delle mie parole.
Tuttavia desidero dire due cose su quello che hai scritto.

1. La prima: dici hai amato per quindici anni clandestinamente quell’uomo sposato con tutta te stessa.
Sì, c’era l’intensità del sentimento. Ma non basta questo perché vi sia amore vero.
L’amore vero è quello puro.
E quell’amore era tutto impuro perché quell’uomo non ti apparteneva, perché lo aiutavi in continuazione a fingere all’interno della sua famiglia.
Inoltre quell’amore era impuro perché facevi contraccezione (segno eloquente che non donavi tutta te stessa).
Per quest’ultimo punto non  dico che dovevi rimanere incita, ma che c’è donazione vera e totale solo all’interno del matrimonio.
Nel matrimonio infatti ci si espropria di se stessi, ci si mette in gioco per la procreazione e si è consapevoli dell’appartenenza reciproca e definiva.

2. La seconda cosa che desidero rilevare è la seguente.
Mi scrivi: “nel frattempo mi chiedo anche perchè Dio, conoscendo la grandezza del mio cuore (son una persona sensibile, generosa, altruista) non abbia mai messo al mio fianco un fidanzato degno di meritare il mio grande cuore”.
Ma io mi chiedo: come poteva metterti a fianco un fidanzato degno di ricevere il tuo grande amore se nel frattempo continuavi una relazione clandestina con un uomo sposato?
Come vedi, non c’erano le premesse per ricevere un dono così bello.
Abbiamo bisogno di renderci capaci di accogliere i doni di Dio.
È insieme con la purezza che si ricevono tutti gli altri beni (Cf. Sap 7,11)

3. Aggiungo un’ultima cosa in questo momento di grande sconforto per la tua vita.
Desidero ripeterti una sola parola del Signore: “Nel silenzio e nella speranza sta la vostra forza” (Is 30,15).
Per speranza s’intende la preghiera, anzi la molta preghiera. San Tommaso dice che la preghiera è l’interprete della speranza. È l’interprete davanti a Dio della nostra speranza.
Vedrai, non ti abbandonerà.

4. Confida dunque nel Signore che è capace di fare nuove non solo tutte le cose (Ap 21,5), ma anche tutte le persone.
Ti affido a Maria, Regina del cielo e della terra che oggi festeggiamo. È la madre generosa di tutte le grazie.

Ti benedico.
Padre Angelo