Quesito

Caro Padre Angelo,
chi scrive e’ un medico.
Vorrei chiederle cosa pensa di alcuni problemi che non mi risultano immediatamente chiari. Io lavoro in un reparto di Medicina Interna dove afferiscono molti pazienti con tumori.

1) Alle donne giovani che devono subire chemioterapia l’oncologo comunemente prescrive un metodo contraccettivo ormonale; e’ quest’ultimo in qualche modo lecito? A me puo’ essere chiesto di contribuire preliminarmente, ad esempio firmando l’ordine del farmaco dalla farmacia (a volte questo mi viene chiesto da un’infermiera che va di corsa e non c’e’ molto tempo di riflettere o di parlare);
2) Ai pazienti maschi con lo stesso problema di un tumore e di una prospettiva di chemioterapia viene proposta la raccolta e la crioconservazione del seme. Potrebbe questo mai essere lecito in se’ (cioe’ anche prescindendo da una eventuale fecondazione artificiale futura), se la raccolta non avvenisse per masturbazione (come invece comunemente avviene)? A me in questo caso e’ stato chiesto di collaborare indirettamente, nel senso che mi e’ stato richiesto di prescrivere esami per cercare se il paziente era affetto da epatite (nel qual caso non avrebbero accettato il suo seme nella banca del seme); io mi sono limitato a scrivere sulla richiesta un generico “screening”; all’infermiera che ha fatto il prelievo ho detto che non mi sentivo d’accordo ma che obbedivo meramente a un ordine, al paziente che aveva accettato la procedura ma che mi sembrava preoccupato un po’ per tutta la situazione ho fatto capire che non necessariamente doveva seguire tutta la procedura; pero’ forse avrei dovuto dire sia a lui che al primario che non ero d’accordo? Tenga presente che io non sono un oncologo;
3) e’ lecito prescrivere la pillola estroprogestinica alle ragazze con irsutismo grave o per curare disturbi del ciclo gravi, quindi essenzialmente per motivi psicologici? (questo mi interessa direttamente perché sono un endocrinologo: ho bisogno di capirne in modo certo le ragioni, in modo da trasmettere certezza).

Molti cordiali saluti.
Cristian


Risposta del sacerdote

Caro Cristian,
1. la prima domanda che mi poni richiede diverse spiegazioni.
Ad esempio se le giovani donne sia sposate o meno.
Se l’uso della pillola sia ordinato semplicemente ad evitare una gravidanza (in altri termini, per usare un linguaggio corrente, per garantire l’attività sessuale) oppure se abbia una finalità terapeutica.
In ogni caso, cerco di rispondere alla varie ipotesi.
Se le giovani donne non sono sposate, l’eventuale “attività sessuale” (è molto brutta questa espressione, come se ciò che tocca l’intimo nucleo di una persona possa essere assimilato ad un esercizio di ginnastica!) è sempre priva del suo vero significato.
Qui il medico dirà che è necessaria l’astensione sessuale.
E se la paziente chiedesse un contraccettivo ormonale, il medico stesso può rifiutarsi.
Se tu fossi richiesto di attuare la prescrizione, puoi dire che la facciano altri.

2. Quando ci si trova di fronte ad una donna sposata in trattamento chemioterapico è necessario dire che sarebbe pericolosa una gravidanza e che pertanto si rendono necessari l’astensione sessuale o il ricorso ai ritmi di fertilità e di infertilità.
Prescrivere la pillola ormonale, senza esserne richiesti, mi pare offensivo della dignità della donna, la quale per motivi etici e medici potrebbe aver già deciso in cuor suo l’astensione o il ricorso ad altri metodi.

3. Se invece l’assunzione della pillola ormonale fosse destinata a coadiuvare la cura che si sta facendo, allora la sospensione dell’ovulazione non sarebbe cercata per contraddire il disegno di Dio sulla sessualità e sull’uso del matrimonio, ma si configurerebbe solo come conseguenza prevista e tollerata di un effetto collaterale ad un’azione che di suo ha principalmente una finalità buona.

4. Venendo alla procedura per i maschi: anche qui sono doverose delle distinzioni.
Se la raccolta viene attuata per masturbazione, non è mai lecita. L’esercizio della sessualità è sempre legato all’intimo nucleo della persona, all’oblazione e al dono di sé nell’amore totale.
Se la raccolta, anche attraverso tecnica post coitale, viene attuata per la riproduzione medicalmente assistita, ugualmente non è mai lecita. La generazione della vita umana è sempre legata ad un atto personale, ad un atto di amore totale e vicendevole dei coniugi. Non è semplicemente il frutto dell’unione di uno spermatozoo con un ovulo.
Se invece la raccolta viene fatta da una persona sposata con tecnica post coitale, con un atto aperto alla procreazione e per finalità diagnostiche, allora è lecita. Qui infatti ci si limita a raccogliere una parte o anche una buona parte del seme, lasciando all’atto coniugale il suo intatto significato unitivo e procreativo.

5. Il Comitato nazionale di bioetica, in data 5.5.1991, ha pubblicato un documento sui Problemi della raccolta e trattamento del liquido seminale umano per finalità diagnostiche.
Vi si legge che “soggettivamente la raccolta del liquido seminale per masturbazione può comportare, sia nel medico che nel paziente, problemi e perplessità di ordine morale personale anche non esclusivamente religiosi”, che “deve essere strettamente salvaguardato, nel rapporto deontologico medico-paziente, il pieno rispetto delle convinzioni religiose e culturali e della dignità personale del paziente”; che “deve essere altresì garantita al paziente stesso la piena informazione su eventuali metodiche alternative scientificamente valide”; “deve essere comunque salvaguardata la libertà del medico di rifiutare per motivazioni personali l’esecuzione di alcune prove, relative all’esame spermatico, che ritiene in contrasto con la propria coscienza” e che “la stessa masturbazione, quasi sempre gravata da difficoltà di ordine psicologico indipendentemente dai convincimenti religiosi del soggetto, può non dare esito ad un liquido seminale perfettamente “fisiologico”. Molti individui, inoltre, proprio per difficoltà di ordine psicologico e culturale, si rifiutano di produrre il liquido spermatico nell’ambiente sanitario; ed il trasporto da ambiente esterno del campione può, come noto, alterarne profondamente le caratteristiche.
Appare quindi di grande importanza teorica e pratica la “acquisizione di metodiche alternative valide”.

6. Sull’esame che ti è stato ordinato di fare non vi è una cooperazione diretta al compimento di un’azione cattiva. Quell’esame poteva servire anche ad altro, e forse realmente lo è stato.
In ogni caso hai fatto bene a dire all’infermiera che non eri d’accordo e forse potevi aggiungere qualcosa d’altro per il paziente che sembrava disorientato e quasi a domandare un aiuto per farsi un giudizio integro sulla sua situazione. Potevi allora dirgli che non solo non era obbligato a quella procedura, ma anche che sotto il profilo morale tale procedura lascia perplessi e che i possibili figli sono soggetti ad un tasso più alto di infermità e che in definitiva era meglio lasciar stare.
Il fatto di sapere che si mette l’atto della procreazione in mani altrui, sia pure con i propri spermatozoi, che non si sa in quale momento quel gesto procreativo fuori del matrimonio viene attuato e che qualcuno conserva in laboratorio la capacità di mettere al mondo dei figli che in definitiva biologicamente sono di chi ha depositato il seme, non può non destare delle perplessità morali.

7. Mi chiedi infine se sia lecito prescrivere la pillola estroprogestinica alle ragazze con irsutismo grave o per curare disturbi del ciclo gravi, quindi essenzialmente per motivi psicologici.
Se non vi è altro modo di curare o di attutire tali disfunzioni, la risposta è affermativa.
Sottolineo l’espressione “se non vi è altro modo di curare o di attutire tali disfunzioni” perché gli effetti collaterali della pillola sono sempre pesanti.
Se poi queste ragazze approfittano dell’uso della pillola prescritta per una finalità terapeutica e compiono azioni che davanti a Dio sono in se stesse riprovevoli, la responsabilità di questo ricade esclusivamente su di loro.

Ti ringrazio per la fiducia, ti assicuro la mia preghiera davanti al Signore per te stesso e per l’esercizio della tua professione e ti benedico.
Padre Angelo