Quesito

caro padre Angelo,
ho per caso curiosato sul sito le domande poste dagli utenti e mi sono soffermato sul quesito riguardante la posizione della chiesa sulle altre forme di vita nell’universo.
Lei ha risposto bene sottolineando come queste realtà debbano essere indagate dalla scienza, e soprattutto è riuscito in modo abile ad eludere un problema che tuttavia sta alla base del quesito che il signore utente ha proposto.
Indipendentemente dal fatto che esistano altre forme di vita, di cui già è un problema appurarne l’esistenza, e indipendentemente dal fatto che queste forme di vita siano anche razionali e si possa comunicare e dialogare con loro, il quesito nasconde un problema cosmo-teologico più importante. Il problema della potenza infinita di Dio e dell’esercizio di tale potenza infinita anche oltre alla realtà che egli stesso ha creato. In questo caso riprendo le parole di Tommaso d’Aquino contenute nel volume De potentia Dei 1,5 nella quale si fa riferimento alla distinzione tra potenza assoluta e potenza regolata e ordinata. Con questa distinzione si permette infatti di risolvere il problema della potenza di Dio mantenendo la sua alterità rispetto al mondo e insieme applicando questa potenza per la creazione del mondo stesso.
La potenza infinita e trascendente di DIo con questa distinzione si estende e si esercita su molte più cose rispetto a quelle che egli ha scelto di fare. Insieme la potenza che egli esercita nel momento in cui sceglie di creare la realtà nostra non toglie nulla alla inesauribile potenza di creare altre cose.
La distinzione permette così di sottolineare come l’azione creatrice di Dio a livello assoluto non si eserciti solo su questo mondo ma anche su altri mondi. Tuttavia il discorso nulla aggiunge sull’esistenza di questi mondi, in quanto la loro esistenza deve essere a livello scientifico fondata sull’esperienza e a livello teologico saggiata da un discorso sulla volontà di Dio di esercitare la propria potenza e di trasmettere la propria bontà su realtà che siano altri dal nostro mondo (e una lettura di Leibniz potrebbe essere importante come anche non esserla).
Alla fine è solo una mia riflessione, volevo aggiungere questa postilla e chiederle un parere di poche parole.
Un saluto
Daniele


Risposta del sacerdote

Caro Daniele,
la tua riflessione è esatta. L’onnipotenza di Dio si esprime anche nei confronti di tutti i mondi possibili, che sono tutti perfettamente presenti alla sua mente, anche se, nei suoi disegni, non ha decretato che esistano anche fuori di essa.
D’altra parte, per quanto possa sembra strano, nella sua mente hanno un’esistenza più perfetta che in se stessi.
Anche a questi mondi possibili, che esistono solo nella mente di Dio, sii può applicare quello che San Tommaso dice nella somma teologica: “Le cose naturali, assolutamente parlando, hanno un essere più vero in Dio che in se stesse, perché nella mente di Dio hanno l’essere increato, in se stesse, invece, l’essere creato” (I, 18, 4, ad 3).
Il commentatore dell’edizione italiana della Summa scrive: “Confrontando l’essere che hanno in Dio con quello naturale, questo è un nulla, o un riflesso bisognoso continuamente di venire tratto dal nulla e trattenuto dal ricadervi”.
Quando saremo di là e potremo godere della visione beatifica saremo ammessi anche alla contemplazione di tutti questi mondi possibili, pensati dalla mente di Dio ed esistenti in Lui.
Questa contemplazione non costituirà l’oggetto essenziale della nostra beatitudine. Ma, sempre al dire di San Tommaso, la gioia che proveremo nel contemplare le divine perfezioni riflesse in tutte queste creature esistenti in mente Dei sarà più grande di ogni gioia che possiamo sperimentare di qua.

Ti ringrazio per la riflessione che ci hai proposto.
Ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo