Quesito

Carissimo Padre Angelo,
già tempo fa ebbi una risposta molto importante e chiara da Lei e per questa eccezionale Sua disponibilità e profondità Le scrivo ancora. Io, peccatore, bisognoso di tutto. Mi scuso solo per la lunghezza di queste mie considerazioni.
Sono marito e papà di un bimbo di … anni che si chiama …
Ho la fortuna di avere una mente lucida che mi permette di riflettere e pensare ma sono la debolezza in persona. Quest’anno, pur conoscendo un po’ come tutti San Francesco e Padre Pio, oggi santo, quest’anno dicevo li ho davvero scoperti.
Soprattutto Padre Pio. Ho scoperto la profondità di quell’uomo in cui viveva e si muoveva lo stesso Gesù. Ebbene, non ho nemmeno fatto in tempo a metabolizzare, diciamo così, queste nuove conoscenze bellissime, questi esempi di luce, che subito nella mia mente sono sorti dei dubbi. Mentre cercavo alcuni nuovi racconti su Padre Pio ecco che la mia attenzione è caduta sulle male lingue che un tempo avevano riferito addirittura a Papa Giovanni XXIII che Padre Pio "copulava due volte alla settimana" e altre cose terribili. Parole che entrarono in Vaticano portate da sacerdoti che dovevano "investigare". Oggi si legge che quelle erano cattiverie ordite contro il Santo e che sono state accantonate come non vere. Però, nella mia povera e misera testa, hanno lasciato un solco di dubbio che contrasta con l’entusiasmo di poco prima di avere riscoperto uno dei più straordinari santi del nostro tempo. E’ il demonio che ci e mi tenta così? Che sparge confusione? Che cerca di oscurare tutto? Che cerca di cancellare le cose belle che riusciamo a trovare?
Questa è la prima cosa che Le chiedo anche se penso di avere superato il momento di sconforto relativo a quelle dicerie di cui ho letto ma mi chiedo perchè non sia possibile restare nella luce senza che qualcosa la oscuri subito.
La seconda cosa riguarda me direttamente ed è molto ma molto grave. Le ho detto che mi sento debolissimo, incapace di fare scelte forti e seguirle.
Da solo sono impotente.
Sono attratto dalle donne e più volte mi sono lasciato andare al desiderio di incontrale per il mio piacere egoistico. E così è stato. Ogni volta però sono arrivato al punto in cui mi sentivo uno straccio. Vergognoso di me stesso.
Consapevole del mio peccato e desideroso, ma per davvero, di riconciliarmi con Dio. Ebbene, ogni volta che sono riuscito a superare certi atteggiamenti qualcosa, dentro di me, mi faceva sentire tutta la mia impotenza. Ogni volta che mi pentivo e desideravo davvero cambiare una voce mi diceva che sarei ricaduto e che non valeva la pena confessarsi senza la certezza di non peccare più. Peggio. Come recuperavo la gioia vera che si prova a ritrovare Dio, la strada, la Luce… qualcosa subito cercava di distruggere quella nuova situazione. Qualsiasi banale cosa, una pubblicità, un filmato, una foto, una donna che passeggia per la strada diventavano oggetto di disturbo e un fiume di pensieri mi rimettevano in crisi. Dentro di me ho sentito e sento una lotta. Una lotta vera, concreta e durissima tra l’attrazione verso la Luce, che mi rende sereno e pulito e la bramosia del piacere che non appaga se non per istanti ma che stuzzica e turba e coinvolge. Ho patito e patisco le pene più indicibili dentro. Un combattimento interiore che mi sta snervando.
E non so come reagire. Ad ogni decisione (non ad ogni semplice proposito) di ricominciare da capo… qualcosa dentro si mette di mezzo con pensieri, sensazioni, disagi e dubbi. E tutto ricomincia. Mi viene da pensare al maligno… non saprei che altro dire. Mi immagino che ci sia qualcuno che cerca con tutti i mezzi di buttarmi a terra. Di allontanarmi. Come posso fare se è Dio soltanto che può dare quella Grazia e quella forza che possono aiutarmi a non soccombere? Da solo sappiamo che posso nulla. Forse non la merito la Grazia ma allora devo pensare di essere già perduto? O come posso fare perché Dio mi conceda ciò di cui ho bisogno per non perire? Mi perdoni ancora per questa lunghissima mail ma la lotta in me è durissima.
Grazie Padre per la risposta che vorrà darmi.
Giovanni


Risposta del sacerdote

Caro Giovanni,
1. il demonio ha cercato di perseguitare Padre Pio fin da quando era ragazzo.
Anche nella vita religiosa e nel corso del suo ministero lo ha combattuto in tutte le maniere. Ma non ha mai potuto vincere
Anche adesso, post mortem, continua a combatterlo, perché Padre Pio dal Cielo ottiene tante grazie, tante conversioni e tanti miracoli per gente.
Ma nonostante tutto quello che può montare contro di lui non può far nulla: le grazie che la gente ottiene per l’intercessione di Padre Pio sono la più bella garanzia della sua santità.

2. Circa la diceria che mi hai riportato viene solo da ridere: come se all’interno della vita conventuale si fosse potuta nascondere una cosa del genere!
Padre Pio non aveva un attimo di vita personale. Era sempre con la gente che attendeva davanti al confessionale. Sotto questo aspetto era controllato a vista da tutti.
E quando si ritirava nella sua celletta, che si trova al fondo del corridoio, avrebbe dovuto passare accompagnato da una donna, violando la clausura, cosa che a quei tempi era severissima e rendeva scomunicati.
I frati a San Giovanni Rotondo erano numerosi: non si rendevano conto di nulla? Erano tutti ciechi e sordi?
Sappiamo invece quanto padre Pio fosse prezioso per loro, lo assistevano perché era sofferente per le stigmate e lo accompagnavano dappertutto.
Solo chi non ha la minima conoscenza di come è fatta la vita religiosa può rimanere vittima di un inganno del genere.

3. Vengo ora al secondo problema, perché il primo, grazie a Dio, Padre Pio te l’ha fatto superare.
Come tu stesso avverti, solo la grazia di Dio, e cioè una forza straordinaria che viene dal  Cielo ti può liberare.
Il Signore questa grazia la dà a chi mostra di avere il terreno adatto per accoglierla.
La prima cosa dunque che devi fare è quella di renderti disponibile ad accogliere la grazia di Dio.
E qui arriviamo al punto perché il Signore non fa nulla senza la nostra collaborazione.

4. Dal momento che nella Sacra Scrittura (secondo la versione della Volgata) si legge: “Sapendo che non avrei ottenuta la capacità di essere casto, se Dio non me l’avesse concessa… mi rivolsi al Signore e lo pregai” (Sap 8,21), anche tu devi pregare.
Anzitutto con Santo Rosario quotidiano, come ha chiesto la Madonna a Fatima quando ai tre pastorelli nella prima apparizione del 13 maggio 1917 ha detto espressamente: “Chiedo a tutti di recitare ogni giorno il santo Rosario…”.
Poi ti consiglio la confessione frequente. In questo sacramento, che è stato istituito da Cristo il giorno della sua risurrezione, viene data una forza particolare: ecco la grazia!
Si direbbe quasi che nella confessione veniamo investiti della forza della risurrezione di Cristo e di poter cominciare una vita nuova.
Ti raccomando anche l’Eucaristia quotidiana, se è possibile, e la lettura della sacra Scrittura o di qualche altro libro religioso. Abbiamo bisogno di tenere la nostra mente popolata da santi pensieri e il nostro cuore acceso da santi affetti.
Senza queste risorse non si può che soccombere e sentirsi sempre debolissimi e impari di fronte a tutte le tentazioni.

Ti ringrazio per la fiducia, ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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