Quesito

Caro Padre Angelo,
le voglio fare una domanda che riguarda la pirateria informatica: oggigiorno questo fenomeno è molto vicino alla realtà di tutti, specialmente di noi giovani ed i suoi chiarimenti saranno utilissimi.
Parliamo innanzitutto dei film, dei telefilm, della musica e dei videogiochi: questi prodotti commerciali vengono creati per mezzo del lavoro di tantissime persone che gravitano intorno a questi ambienti (a volte non ci rendiamo conto di quante siano) ed il loro prezzo serve a pagare la giusta mercede a tutti quelli che vi hanno contribuito. Un tempo si aveva solo la possibilità di comprare i videogiochi, le VHS, i DVD, i CD audio o al massimo si registrava dalla televisione togliendo le pubblicità. Ora, grazie all’aumento notevole della velocità di connessione, è possibile scaricarsi dalla rete tutto quello che si vuole compresi interi cd audio appena usciti, film che non sono ancora nei Cinema sottotitolati, intere serie televisive e tanto altro ancora. Ovunque milioni di persone invece che comprare questi prodotti li scaricano da internet ad uso personale ed altri invece li vendono ricavandone un profitto.
Da un po’ di tempo circolano dei messaggi dove viene detto che fare questo è come rubare poiché usufruisci di un prodotto che non è tuo, che non hai pagato e commetti un atto gravissimo; se poi lo vendi l’atto è ancora più grave.
Il ragionamento è molto convincente e, come cristiano, mi sono molto interrogato a riguardo: apparentemente sembra che non stia facendo niente di male ma se invece sto rubando vuol dire che sto peccando e se sto peccando sto allontanando il mio cuore da Dio cioè sto facendo una cosa che è causa di morte interiore.
Dopo tali interrogativi ho tagliato bruscamente tutti i miei rapporti con questo genere di cose ma sono stato tentato nuovamente appena ho avuto maggiori informazioni sulla legislazione in merito: in Italia il decreto Urbani punisce la cosa mentre la Comunità Europea la concede a patto che sia per solo uso personale, cioè senza commercio abusivo.
Nonostante questo so che non mi posso fidare al 100% della legge perchè a volte essa permette cose ingiuste come l’aborto e sono convinto che mi interessa sapere piuttosto ciò che è giusto e ciò che è sbagliato perchè dovrò rendere conto delle mie opere a Dio e non agli uomini.
Come si deve comportare un cristiano in questo frangente? Se è sbagliato questo comportamento allora si deve anche evitare di registrare film o altro dalla TV? Il tutto vale anche per i libri dell’Università che si ha la tentazione di fotocopiare per risparmiare?
Concludo ringraziandola profondamente di tutto quello che fa per noi. Da tempo ho desiderato avere qualcuno a cui rivolgere tutte le mie domande e da cui ottenere risposte soddisfacenti e complete e Dio ha proprio ascoltato le mie preghiere.
Dio la colmi di ogni grazia
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
ho girato a Umberto, particolarmente competente in questo settore, il tuo quesito e ti presento la sua risposta.
Ai suoi saluti, unisco anche i miei. Ti benedico. Padre Angelo

“Il quesito formulato dal nostro visitatore tocca diversi argomenti quali la pirateria informatica e audiovisiva e la violazione del copyright (diritto d’autore). 
Questi comportamenti illeciti sono oggi strettamente connessi all’utilizzo diffuso di Internet, che consente con estrema semplicità agli utenti interessati la possibilità di reperire, scaricare e condividere grandi quantità di software, materiale video, audio ecc..
Non c’è bisogno di addentrarsi in spinose questioni giuridiche per affermare che alcune delle azioni configuranti la pirateria derivano da un uso “improprio” del diritto di utilizzare il software secondo le condizioni alle quali è stato rilasciato dall’autore o dal detentore dei diritti economici di sfruttamento dell’opera: la violazione di questi diritti e condizioni, in Italia, è giuridicamente perseguibile.
La pirateria informatica, dunque, si compone da una parte dell’illecito di chi rende indebitamente disponibile materiale coperto da diritti, e dall’altra dall’illecito dell’utente che ne effettua il download senza averne titolo.
Dal CNR giunge invece un allarme circa quella che è la situazione della pirateria audiovisiva nel nostro Paese. I dati vengono elencati dall’Istituto di Informatica e Telematica di Pisa in un recente comunicato ufficiale del 23 aprile 2007: «sessanta milioni di euro, un quarto abbondante di tutto il mercato discografico italiano. Tanto vale l’industria della pirateria musicale nel nostro paese: un settore saldamente nelle mani della criminalità organizzata che – nonostante la raffica di denunce, sequestri e arresti – regala al Belpaese un poco invidiabile posto nella top-ten mondiale delle nazioni più vessate dal business delle copie contraffatte o scaricate da Internet».
Il visitatore si chiede: come si deve comportare un cristiano in questo frangente?
Da alcuni anni la Chiesa cattolica si sta aprendo anche con atti ufficiali alle nuove tecnologie. Rimane storico in tal senso il primo intervento ufficiale in merito, ovvero la lettera apostolica intitolata “Il Rapido Sviluppo” che Papa Giovanni Paolo II dedicò alla benedizione delle nuove tecnologie come strumento di conoscenza e veicolazione di informazioni.
Ciò detto, consiglio ad Alessandro di continuare ad utilizzare le nuove tecnologie nel rispetto delle leggi vigenti. Lui stesso nella sua lettera individua bene i limiti e le prescrizioni esistenti.
Infine bisogna precisare che anche se risulta “facile” scaricare materiale dalla Rete o fotocopiare un libro intero non vuol dire che questo sia un comportamento moralmente lecito. In tal senso, se utilizzo questo materiale senza l’autorizzazione del legittimo titolare devo sapere che forse sto commettendo un peccato.
L’utilizzo appropriato di questi preziosi strumenti deve invece costituire una vera e propria missione apostolica per il credente, poiché con il loro ausilio è possibile entrare in contatto e comunicare direttamente con tante persone (leggi tante anime).
Pertanto l’augurio che faccio ad Alessandro è quello di essere sempre un testimone coerente di Cristo e un luminoso esempio da imitare.
Un saluto e una preghiera.
Umberto