Quesito

Ciao,
ho ricevuto un quesito da un carissimo amico. Non sono stato in grado di rispondere con esattezza, ma solo assicurarlo della infinita bontà di Dio.
Ha riscoperto da poco la masturbazione e gli capita talvolta di farne uso non perchè viziato da erotismo ma semplicemente perchè non riesce a superare i lunghi periodi di astinenza; la moglie infatti spesso è stanca, a volte svogliata, altre volte non vuole.
Così, in certi momenti diventa nervoso ed agitato tanto da non dormire tranquillo; così, per non forzare la volontà della patner o usarla ha riscoperto questa cosa.
Domanda: Commette peccato mortale?
Ti prego, rispondimi per poter rasserenare chi si è confidato con me.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
sì, è un peccato grave.
Questo tuo amico non può usare della moglie come di un oggetto per scaricare la propria libido.
Se trattasse la moglie così, non sarebbe vero amore, degno di persone umane.
Può darsi anche che la moglie mostri scarsa volontà di prestarsi ai rapporti coniugali perché si sente usata e avverte chiaramente che quelli non sono gesti di amore.
Ma a parte queste considerazione, è bene riportare il pensiero di Dio, espresso dalla Sacra Scrittura:
“Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come gia vi abbiamo detto e attestato. Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che vi dona il suo Santo Spirito (1 Ts 4,3-8).
Desidero annotare che per impudicizia si intende la masturbazione.
Scrive il documento Persona humana della Congregazione per la dottrina della Fede: “anche se non si può stabilire con certezza che la Scrittura riprova questo peccato con una distinta denominazione, la tradizione della Chiesa ha giustamente inteso che essa veniva condannata nel Nuovo Testamento quando questo parla di ‘impurità’, di ‘impudicizia’, o di altri vizi, contrari alla castità e alla continenza” (PH 9).
Inoltre San Paolo dice:ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e libidine. Il proprio corpo, secondo le note della Bibbia di Gerusalemme, è anche il corpo del coniuge, con il quale lo sposo ormai costituisce una sola carne.
Infine mi piace ricordar quanto afferma un altro documento del Magistero della Chiesa: Sessualità umana, verità e significato: “Il fatto stesso che tutti siano chiamati alla santità, come ricorda il Concilio Vaticano II, rende più facile da capire che, tanto nel celibato quanto nel matrimonio, possono esserci – anzi, di fatto capitano a tutti, in un modo o nell’altro, per periodi di più breve o di più lunga durata -, delle situazioni in cui siano indispensabili atti eroici di virtù. Anche la vita di matrimonio implica, pertanto, un cammino gioioso ed esigente di santità” (n. 19).

Pertanto se il tuo amico conoscesse ancora l’esperienza del peccato di cui hai accennato, digli di accostarsi con umile perseveranza al sacramento della Confessione. Troverà sempre il Signore con le braccia spalancate.
E così sarà anche più sereno.
Assicuro a te e a lui una preghiera.
Vi benedico.
Padre Angelo