Quesito

Sono un ragazzo.
Nel Nuovo Testamento non c’è alcun riferimento a Gesù che condanna l’omosessualità, o la masturbazione, o i rapporti prematrimoniali…o altre modalità di vivere la sessualità che voi giudicate immorali e riprovevoli. Lei ritiene addirittura l’omosessualità una forma di perversione.  E come mai Gesù non si è espresso al riguardo? In tutte le apparizioni mariane, la Madonna piange di fronte a temi quali l’aborto, il divorzio, le guerre… L’unico argomento in cui è ravvisabile la componente sessuale è quello relativo ai preti che infrangono il sacro voto della castità. Non c’è scritto da nessuna parte che amare una persona del proprio stesso sesso costituisce un peccato contro Dio. "Perversione" è un termine che avete coniato voi. Non Dio, nè Gesù, né la Madonna! E’ questa la cosa grave: la Chiesa si pronuncia su temi sui quali Gesù Cristo non si è mai pronunciato. Questo è il motivo per il quale io personalmente sono stato per anni lontano dalla Chiesa e dalle messe.
Preferisco coltivare da autodidatta la mia vita spirituale: leggo tantissimo, studio, mi documento, prego e recito il Rosario, faccio opere di carità… Mi definisco un mariologo, per il mio amore smisurato verso la Mamma Celeste e Santissima.
(La mail continua con riferimenti personali)


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è vero che Gesù nel vangelo non parla di omosessualità e di masturbazione.
Il Signore parlava secondo le necessità di chi aveva davanti.
Tuttavia ha anche detto che non è venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento. E al giovane che gli chiede che cosa doveva fare per ereditare la vita eterna, gli risponde di osservare i comandamenti.

2. Qualcuno ha notato che S. Paolo e S. Pietro parlano dei problemi sessuali ben più di quanto ne parli nostro Signore nel Vangelo.
Come risposta è interessante quanto scrive C. Spicq: “Le denuncie della lussuria sono molto più frequenti in S. Paolo o in S. Pietro che nei Vangeli; il motivo è che gli Apostoli si rivolgono a dei convertiti, le cui antiche religioni non legano la nozione di peccato all’atto carnale, e consideravano la bellezza fisica come un dono divino che va di pari passo con la bellezza morale: solo un’anima bella può animare un corpo bello” (C. Spicq, Théologie morale du Nouveau Testament, I, p. 211, nota 5).

3. Il Signore, se non ha parlato con la propria bocca, ha parlato con la bocca degli apostoli.
Ti riporto allora alcune testimonianze del Nuovo Testamento sull’omosessualità.
1. Abbiamo l’insegnamento di S. Paolo: “Non illudetevi: né effeminati, né sodomiti… erediteranno il Regno di Dio” (1 Cor 6,10).
2. Nella lettera ai Romani San Paolo presenta questo fenomeno come conseguenza del rifiuto di Dio. Dopo aver detto che i pagani sono inescusabili perché non hanno riconosciuto Dio attraverso le opere da Lui compiute, aggiunge: “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi… Li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento… E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” (Rm 1, 24.26-27.32).
Parlando di rapporti naturali, S. Paolo si riferisce al disegno del Creatore, alla legge della natura.
3. In 1 Cor 6,9 l’omosessualità è menzionata all’interno di una serie di vizi che sono il segno dell’assenza della giustizia (santità) di Dio.
4. In 1 Tm 1,10 l’omosessualità viene condannata come una pratica contraria alla dottrina del vangelo.
5. Anche S. Pietro parla di questo peccato quando dice che Dio “condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie” (2 Pt 2, 6-8).
E, a consolazione di quelli che lo leggono, soggiunge: “Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio, soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore” (2 Pt 2,9-10).
6. Un giudizio analogo si trova nella lettera di Giuda: “Così Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno” (Gd 7).
Sicché dall’insieme della S. Scrittura appare netto il giudizio sulle relazioni omosessuali.
Un apprezzato studioso dell’omosessualità, Hermannn Hartfeld, pastore protestante a Zurigo, ha una sostanziale consonanza con la lettura della Bibbia fatta dalla Chiesa cattolica. Egli afferma che, nonostante i costumi dei popoli vicini, il mondo giudaico cristiano ha rifiutato sempre e risolutamente ogni pratica omosessuale (h. hartfeld, Homosexualität im Kontest von Bibel Theologie und Seelsorge. Cfr. l. ciccone, Etica sessuale, pp. 192-193).

4. Della masturbazione nel Nuovo testamento, come del resto anche nel Vecchio non viene pronunciato neanche il nome.  Se ne aprl asoto il nome di impurità.
Anche don Bosco non pronunciava mai questa parola. Era sottintesa nella parola più generica di impurità, impudicizia o di atti impuri.
Ora nel Nuovo Testamento vi sono diversi riferimenti all’impurità che è un peccato che a detta di san Paolo esclude dal Regno di Dio.
È sufficiente però che ti riporti questo unico testo particolarmente incisivo: “Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e di libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda o inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e attestato. Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme, non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che ci dona il suo santo Spirito” (1 Tess 4,3-8).

5. Ma basterebbe anche quanto S. Paolo dice in Rm 12: “Vi esorto dunque per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale” (Rm 12,1-2) per comprendere quale debba essere lo spirito animatore di ogni azione del cristiano e quale il loro fine.

6. Nelle apparizioni mariane approvate dalla Chiesa non vi sono riferimenti espliciti ai peccati sessuali.
La Madonna accoglie tutti, è “il rifugio dei peccatori”.
Ma poi, chiedendo di pregare, di fare penitenza, di confessarsi e di fare la S. Comunione con molta dolcezza conduce anche i peccatori a fare ciò che Gesù dice.
Per questo sono fiducioso anche in te proprio perché sei devoto di Maria. La Madonna ti conquisterà.

Proprio per questo ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo