Quesito

Caro padre Angelo,
per caso ho scoperto il vostro sito, poiché girovagavo su internet alla ricerca di qualche chiarimento su una discussione aperta in classe riguardo il prendere o meno il voto di castità da parte dei preti. E così ho scoperto questo bellissimo sito a mio riguardo molto utile di questi tempi, in cui molti giovani come me hanno molti dubbi su diversi aspetti della Chiesa. Ritornando alla discussione aperta in classe, il prof. ci ha spiegato che i preti non prendono il voto di castità, che non è scritto da nessuna parte, e perciò, se colti in atti impuri, non incombono nella scomunica, ma è soltanto un peccato mortale come tanti altri, non dando tanto peso alla gravità della cosa, a differenza di quello che dicono le Sacre Scritture. Perciò mi sono documentato un pò e molti dicono che è vero che i preti non prendono i voti di castità, ma fanno la promessa di celibato, cosa che scaturisce la stessa conseguenza di non avere rapporti sessuali. Ho visto anche nel Codex Iuris Canonici del 1917 nel canone 984, 4, ma non riesco a trovare una risposta ai miei interrogativi. Quindi è vera o non è vera questa cosa? Inoltre non vi è una legge che vieta i rapporti sessuali dei preti? Le chiedo cortesemente maggiori chiarimenti. Spero in una sua risposta e in una nostra futura corrispondenza….
Grazie in anticipo.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è vero che i preti non hanno il voto di castità, come fanno i religiosi, ma fanno la promessa di celibato. Questa promessa l’emettono nel giorno della loro ordinazione diaconale.
Ma per quanto riguarda l’astinenza dall’esercizio della genitalità si tratta della stessa cosa del voto di castità.

2. È anche vero che infrangere il voto di castità non fa cadere nella scomunica, e cioè nel mettersi fuori dalla comunione ecclesiale con la conseguente proibizione di partecipare ai sacramenti.

3. Ma dal momento che con l’ordinazione diaconale si entra a far parte del clero e si viene consacrati per servire il Signore all’interno del popolo cristiano, se un consacrato viola il sesto comandamento con se stesso o con altre persone compie un sacrilegio.
Usando un gergo ecclesiastico, col diaconato uno diventa “in sacris”, e cioè persona consacrata e deputata esclusivamente al culto di Dio.

4. Il sacrilegio può essere di diverse specie: si può profanare un luogo sacro, si può profanare una realtà sacra (ad esempio un sacramento) oppure si può profanare una persona consacrata, come avviene nel nostro caso.
Ugualmente, anche chi compie atti impuri con un consacrato, commette un peccato di sacrilegio.

5. Come vedi, il peccato sessuale nella persona consacrata si aggrava di un ulteriore peccato.
A nessuno è chiesto di fare la promessa o il voto di castità.
Ma, dal momento che uno si impegna in maniera così solenne davanti a Dio e dal momento che al consacrato è richiesta una purezza tutta particolare per poter svolgere un ministero così santo, indubbiamente il suo peccato è più grave di chi non ha questo impegno. Per il sacerdote deriva anche dagli obblighi del proprio stato.

6. Questo peccato di sacrilegio non comporta una scomunica e può essere assolto da qualsiasi sacerdote confessore.
Ma, ripeto, è un peccato particolarmente grave perché è doppiamente grave.

7. Mi chiedi se esista una legge che proibisce ad un prete di avere rapporti sessuali.
A parte che ogni persona, se non è sposata, non può compiere atti sessuali né con se stessa né con altre persone, c’è una legge ecclesiastica che dice così: “i chierici sono tenuti all’obbligo di osservare la continenza perfetta e perpetua per il regno dei cieli, perciò sono vincolati al celibato, che è un dono particolare di Dio mediante il quale i ministri sacri possono aderire più facilmente a Cristo con cuore indiviso e sono messi in grado di dedicarsi più liberamente al servizio di Dio e degli uomini” (Can. 277, § 1).
Ora la continenza perfetta e perpetua per il regno dei cieli comporta nel suo versante positivo di “aderire più facilmente a Cristo con cuore indiviso” e di mettersi “in grado di dedicarsi più liberamente al servizio di Dio e degli uomini”.
Nel suo versante negativo invece richiede l’astensione perfetta da ogni atto sessuale.

Ti auguro un buon profitto nello studio e anche nella vita cristiana.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo