Quesito

Buonasera Padre Angelo,
mi chiamo … e ho … anni. Ho ricevuto i S. Sacramenti, fino alla Professione di Fede, ed ho frequentato la Chiesa fino all’età di 17 anni; poi sono caduto nell’indifferenza e nel peccato per diversi 13 anni, nei quali al massimo mi sono recato alla funzione del S. Natale – e nemmeno ogni anno. Da più di 3 anni intrattengo un rapporto di fidanzamento con una ragazza non battezzata e, a suo dire, atea o comunque agnostica. Inizialmente abbiamo avuto frequenti rapporti intimi.
Un paio di anni or sono ho avvertito, dopo tutti questi anni trascorsi nell’indifferenza,  l’"esigenza" (mi perdoni il termine poco elegante) di riavvicinarmi alla Chiesa e ad una vita di Fede; il mio cuore mi diceva che dovevo ritrovare il sentiero sciaguratamente abbandonato molti anni prima, e che non potevo limitarmi a recitare qualche preghiera ogni tanto nel mio privato. Dovevo – e volevo – ritrovare Cristo. Ma la volontà, evidentemente non ancora così determinata, si scontrava con la situazione sentimentale in cui mi ero cacciato.
Da allora ho gradualmente ridotto i rapporti intimi (rifiutandoli sempre più) fino a ridurli a un paio di episodi in svariati mesi, e per qualche tempo ho anche ripreso ad andare a Messa (ovviamente senza comunicarmi).
Ho provato a instaurare un dialogo su Dio e sulla religione cattolica con la mia ragazza ma, credo a motivo delle mie scarse cognizioni dottrinali e capacità (ed anche e soprattutto della mancanza di Grazia), ogni tentativo si è rivelato vano, e lei insiste nel negare ogni prospettiva di accettazione di Cristo, e di matrimonio (e quindi anche di mettere al mondo figli). L’ho anche condotta a Messa, una volta, ma il dialogo su Dio e la Religione cattolica che ne è seguito si è presto spento a causa della insofferenza che mostrava quando reiteravo l’argomento.
Ora, immagino ch’io debba prendere una decisione – e mi rendo conto che ogni decisione importante (questa è fondamentale) porta con sè gravi difficoltà. Immagino di dover troncare questo rapporto.
Però mi domando se – prima di decidere di imboccare la strada "mia" che mi porterebbe a potermi confessare, a riprendere pur faticosamente il sentiero per rientrare in comunione con la Chiesa e giungere infine ad accogliere definitivamente Cristo nella mia vita – sia lecito esperire ulteriori tentativi nel persuadere questa persona ad intraprendere con me un cammino di conversione (perchè è chiaro che anch’io ho bisogno di convertirmi), con l’aiuto fondamentale di un sacerdote (ma non sono certo che lei accetterebbe questo aiuto).
Inoltre, qualora io decidessi di porre fine a questo rapporto, rimarrei scapolo – almeno temporaneamente; in merito, ho consultato il Catechismo, che parla di celibato per il Regno dei Cieli o matrimonio. La condizione di scapolo non consacrato è invece ammessa nel Magistero come condizione permanente nella vita di una persona? O invece essa è lecita solo come situazione transitoria precedente al matrimonio?
Congedandomi, desidero ringraziarvi per la disponibilità e il grande aiuto che date.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è vero che la tua domanda verte sulla possibilità di esistere come scapoli all’interno della Chiesa, ma prima di rispondere a questo voglio dirti una parola sul rapporto con questa ragazza.
Come saprai, la volontà ferma di non avere figli comporta la nullità del matrimonio perché non si accetta un elemento di così grande importanza da costituirne un suo obiettivo primario.

2. Indipendentemente dal fatto che la tua ragazza sia atea o agnostica che di per sé non impedisce il matrimonio (sebbene per un cristiano lo sconsigli), c’è dunque un altro elemento che sbarra la strada e impedisce di proseguirla: la volontà di sposarsi e di non avere figli.

3. Certo puoi fare altri tentativi di persuasione.
E, oltre al dialogo, io mi permetto di indicarti altre strade che sono assolutamente necessarie per poter sperare in una persuasione e anche in una conversione.
Sono quelle indicate da Santa Teresina di Gesù bambino: “Ah, preghiera e sacrificio formano tutta la mia forza, sono le armi invincibili che Gesù mi ha date, toccano le anime ben più che i discorsi, ne ho fatto esperienza spesso” (Storia di un’anima, 317).
Nella preghiera è racchiusa anche la partecipazione alla S. Messa e soprattutto fare la Santa Comunione per la tua ragazza.
Invoca per te e per la tua ragazza la Madre del buon Consiglio recitando il Rosario.

4. Vengo adesso alla tua esplicita domanda: sì, è possibile permanere all’interno della Chiesa anche come scapoli.
Quante persone di ambo i sessi hanno deciso di non sposarsi e nello stesso tempo di non “prendere i voti” (per usare il gergo popolare)!
Ognuno ha la sua via, nel convincimento però che in ogni strada si è chiamati a donarsi e ad amare con l’amore e con la dedizione più grande.
La santità infatti passa attraverso la strada dell’amore, anzi passa attraverso  la maniera di amare di Gesù Cristo.

Ti sono vicino con la preghiera in questo momento di così grandi decisioni per la tua vita e ti prometto un ricordo speciale nella S. Messa.
Ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo