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Quesito

Salve,
durante una discussione su Twitter riguardante la ragazza che è rientrata in Italia dalla Somalia, mi sono state inviate delle immagini tratte da un sito con passi biblici, a loro dire molto duri nei confronti delle donne. C’era il passo e poi sotto il commento dell’autore/blogger del sito (commento chiaramente in contrasto). Uno è un passo del Deuteronomio, l’altro non viene segnalato. Nel passo che ho potuto vedere, con la citazione, ho scoperto che ha decontestualizzato da ciò che viene detto dopo.
Può spiegarmi questi passi?
Grazie.

 


 

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il passo che sei riuscito a decifrare è quello di Dt 21,10-15.
Ed è il seguente: “Se andrai in guerra contro i tuoi nemici e il Signore, tuo Dio, te li avrà messi nelle mani e tu avrai fatto prigionieri, se vedrai tra i prigionieri una donna bella d’aspetto e ti sentirai legato a lei tanto da volerla prendere in moglie, te la condurrai a casa. Ella si raderà il capo, si taglierà le unghie, si leverà la veste che portava quando fu presa, dimorerà in casa tua e piangerà suo padre e sua madre per un mese intero; dopo, potrai unirti a lei e comportarti da marito verso di lei e sarà tua moglie. Se in seguito non ti sentissi più di amarla, la lascerai andare per suo conto, ma non potrai assolutamente venderla per denaro né trattarla come una schiava, perché tu l’hai disonorata”.

2. Il commento che è stato fatto: “L’opinione e la volontà della donna conta meno che zero”.
E poi: “Qui la cosa fondamentale è che sia bella d’aspetto. Poi può anche rapirla, portarla a casa, raderla a zero, spogliarla e infine sposarla. In pratica un oggetto”.

3. Il primo commento è del tutto fuori posto.
Qui non si tratta di andare fuori del contesto, ma fuori del testo stesso il quale inizia così: “Se andrai in guerra contro i tuoi nemici e il Signore, tuo Dio, te li avrà messi nelle mani e tu avrai fatto prigionieri”.
Si tratta dunque di prigionieri di guerra.
Come può dire il commentatore: “L’opinione e la volontà della donna conta meno che zero”?
Tra i prigionieri di guerra non solo “l’opinione e la volontà della donna conta meno che zero”, ma anche “l’opinione e la volontà dell’uomo, del soldato, dal capitano, del Re “conta meno che  zero”.

4. Come vedi, molto spesso si perde solo del tempo a discutere con persone incapaci di intendere.
E io adesso vado avanti per commentare il resto del passo che ad una lettura solo superficiale sembra rivelare un’incomprensibile e gratuita umiliazione della donna fatta prigioniera.

5. Leggo in un Commentario biblico: “Diritto di guerra relativo alle donne fatte prigioniere”.
Prima di sposarla “la donna deve sottomettersi ad alcuni riti simbolici di purificazione destinati a farle comprendere la rinnovazione che sta per operarsi in essa nel passare dalla condizione di schiava a quella di sposa e dalla religione pagana a quella del popolo d’Israele”.
Si trattava pertanto di conferirle una grande dignità: passare da schiava a sposa e da una religione pagana che serviva gli idoli e i demoni a dare culto al Dio unico e vero.

6. Doveva poi radersi il capo e tagliarsi le unghie: questi due atti erano segni di lutto e anche di purificazione (Lv 14,8; Nm 8,7; Gs 4,8).
Nel nostro caso si tratta di un segno di purificazione perché passa da una religione pagana considerata impura ad un popolo santo, che qui significa separato dagli altri popoli.

7. Doveva deporre il vestito per indicare che non voleva più essere pagana ma appartenere al popolo di Dio, al popolo eletto.
Le si concedeva un mese per piangere e consolarsi della perdita dei suoi cari, e dimenticare la casa paterna (Sal 44,11) e acquistare la necessaria tranquillità.

8. Non si trattava dunque di umiliare la donna che per altro si intendeva elevare a dignità di sposa, ma di sottometterla ad alcuni riti di purificazione.

9. Nel medesimo tempo (lo spazio di un mese) il futuro sposo aveva pure l’opportunità di testimoniarle il suo affetto.

10. Nel caso che poi che cambiasse parere e volesse dimetterla da casa sua doveva farlo in modo amichevole perché era stata ammessa all’unione coniugale (cfr. Es 21,8).

11. Il Commentario biblico conclude: “Su questo punto la legislazione mosaica è molto superiore a quella degli altri popoli antichi i quali non riconoscevano alcun diritto ai prigionieri di guerra”.

12. Come vedi, il commento dell’autore/blogger del sito di cui parli non solo ha disatteso le circostanze di cui si parlava (i prigionieri di guerra), ma non ha compreso nulla dei riti cui veniva sottoposta la prigioniera.
Li ha scambiati per umiliazione gratuita mentre al contrario mostravano l’affetto verso di lei dello sposo che da schiava la elevava a sposa e da una religione pagana la faceva passare al culto del Dio vero.

Ti ringrazio di avermi dato quest’opportunità, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo