Tre domande da parte di un nostro visitatore:
1) la prima: 
Secondo il Vangelo ai versetti Mt 10, 26-27:
“26 Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto  che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. 27 Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze”.
Ma se è così, allora perché nel caso della elemosina chiede Mt 6,2-4: “Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”?
I temi o gli argomenti di cui tratta nei due versetti sono sicuramente diversi, uno credo sia la verità dell’annuncio che si fa comunque strada, l’altro sono i gesti di carità che non vanno sbandierati, vero?

Carissimo,
le affermazioni riguardano cose diverse.

1. Nel primo caso si tratta della verità evangelica, che va predicata a tutti.
Sotto questo aspetto il cristianesimo non è una religione esoterica, adatta per pochi iniziati.
A tutti sono donati i tesori della vita di Dio e tutti sono chiamati alla santità.

2. Quest’affermazione può anche essere riferita al giudizio universale, quando tutti conosceremo i segreti di tutti, compresi i peccati.
E conosceremo anche quello che essi avranno dato segretamente in elemosina quando erano di qua.

3. Che la destra non sappia ciò che fa la sinistra riguarda l’umiltà che si deve conservare quando si fa l’elemosina, per non perdere il merito davanti a Dio e non gravarsi di un peccato di ostentazione e vanagloria.

 

2) la seconda domanda: Mc 10,28-30

“Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà”.
Si può chiarire meglio ed individuare dove, come, quanto questo cento volte tanto si riceva già ora in questo tempo?
Perché fa la distinzione fra “causa mia” e “del Vangelo”?

Mi pare che la cosa sia evidente per i religiosi.
Ad esempio io sono un domenicano e come tale posso dire: noi domenicani abbiamo case in Francia, in Spagna, in Germania, in Inghilterra, in tutte le parti del mondo.
Tu puoi dire la stessa cosa?
Inoltre posso dire ho migliaia di fratelli, di sorelle, di madri (nella vita della grazia e dell’apostolato)…
Marco specifica: per causa mia e del Vangelo. Vale a dire per stare con Gesù e per spendersi per le opere di Gesù.

 

3). L’Eucarestia dopo la digestione
Il pane, dopo la prolazione delle parole consacratorie, diventa Corpo di Gesù per effetto della transustanziazione e Lo rimane fino alla digestione delle specie eucaristiche, ma dopo o/e durante la digestione, progressivamente cosa succede, la detransustanziazione progressiva?

 Non è la sostanza che si deconverte, ma sono gli accidenti che cambiano la loro fisionomia, quegli accidenti ai quali quella Sostanza è unita in maniera mirabile.
Quando dunque gli accidenti del pane vengono trasformati in acido e non sono più pane, la sostanza, e cioè la presenza sacramentale di Gesù viene meno.

Ti saluto, ti auguro buone cose e ti benedico.
Padre Angelo.