Quesito

Caro padre Angelo,
sarebbe così gentile da rispondere alle seguenti domandine?
1) conoscerà la preghiera “ti adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore…ad un certo punto dice: “ti offro le azioni della giornata fà che sia tutte secondo la tua santa volontà e per la maggior tua gloria”… l’espressione maggior tua gloria come intenderla? Noi non aggiungiamo niente alla gloria di Dio, giusto?
2) c’è un canto che, riprendendo, Isaia 42 e al ritornello dice: Dio da ricco che era si è fatto povero in Gesù. L’espressione “in Gesù” mi confonde… mi sa di docetismo.
3) quando contempleremo il volto di Dio, cosa ne sarà della nostra memoria (storica)? Sarà un relazionarsi direttamente e solo con Lui? Grazie.
Massimo


Risposta del sacerdote

Caro Massimo,
1. I teologi distinguono una duplice gloria di Dio: la gloria interna e la gloria esterna.
La gloria interna è costituita dalla sua stessa vita o perfezione.
La gloria esterna è la sua vita comunicata alle creature.
È chiaro che noi non possiamo aggiungere nulla alla gloria interna di Dio. Saremmo schiocchi solo al pensarlo. Dio è perfettissimo, non gli manca nulla.
L’espressione “per la tua maggior gloria” pertanto significa chiedere che la sua vita divina si irradi sempre più nelle sue creature, conformemente alla sua volontà.
La massima lode che possiamo dare a Dio (ecco perché si chiama gloria) consiste nel conoscerlo, amarlo e possederlo sempre di più.

2. Sì, il canto si ispira a Isaia 42, ma le parole “da ricco che era si è fatto povero” sono desunte da 2 Cor 8,9: “Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà”.
Secondo me non dà l’impressione di docetismo. I docetisti erano quelli che affermavano che Gesù non avrebbe assunto una vera natura umana, ma ne avrebbe preso solo l’apparenza. Con questo si veniva a negare la realtà dell’incarnazione, della passione, morte e risurrezione di Cristo.
Le parole del canto vogliono dire che Dio si è spogliato in qualche modo della sua gloria, per assumere la nostra condizione umana. Questa spoliazione è avvenuta in Cristo, che è Dio fatto carne.

3. La nostra memoria storica rimarrà intatta nella vita futura. E non potrebbe essere diversamente dal momento che in Dio rivedremo tutta la nostra vita presente.
Tuttavia questa memoria sarà immersa nella sua gloria e sarà trasfigurata perché dietro tutti gli eventi della nostra vita vedremo come Dio ci traeva a sé, ci sollecitava perché ci aprissimo sempre più alla sua azione salvifica e desiderava che ogni nostra azione fosse fatta in Cristo per avere un merito universale e infinito.
Vedremo anche che i nostri peccati sono stati permessi in vista del pentimento e di un bene più grande.
Sicché rimarremo eternamente stupiti di questo fatto: di come Dio sia così onnipotente e così buono da far sì che dove sono abbondati i peccati, lì sovrabbondi per sempre la sua grazia e l’effusione della sua misericordia.

Ti ringrazio dei quesiti, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo