Quesito

Caro Padre Angelo,
questa è la mia prima domanda che le pongo, se lo ritiene opportuno potrà pubblicarla.
Le scrivo a proposito delle parole consacratorie, in particolare della frase “fate questo in memoria di me”: ho discusso (anche piuttosto animatamente) con una persona, atea dichiarata, ex insegnante di lettere e conoscitore di greco e latino.
Questa persona contestava la grammatica greca di questa frase, dicendo invece che nell’originale greco dei Vangeli ci sarebbe scritto invece “avrete fatto questo in memoria di me”, cioè sostanzialmente “avrete fatto questo questa volta e mai più”, con ciò quindi squalificando in ultima analisi la Liturgia Eucaristica e quindi la Santa Messa.
Non è servito spiegargli che è sbagliato attaccasi ai singoli versetti, che la Chiesa Cattolica non è fatta solo di Scrittura ma anche di Tradizione. Non ha capito.
Volevo chiederle: cosa posso dire a questa persona, dal punto di vista storico (e solo quello dato che si tratta di un ateo) per convincerlo che “quello che fa il prete durante la Messa” non è affatto una stupidata, come invece dice lui?
La ringrazio molto,
Nicola


Risposta del sacerdote

Caro Nicola,
1. sono quattro i testi del Nuovo Testamento in cui si parla dell’istituzione dell’Eucarestia.
Il primo è quello dell’evangelista Matteo il quale scrive: “Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo».
Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio»” (Mt 26,26-29).
Qui non compaiono le parole: “Fate questo in memoria di me”.

2. Il secondo testo è quello di San Marco: “E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».
Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti.
In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio»” (Mc 14,22-25).
Anche qui non compaiono le parole: “Fate questo in memoria di me”.

3. Il terzo testo è quello di San Luca dove compaiono le parole Fate questo in memoria di me: “Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi»” (Lc 22,19-20).

4. Il quarto è quello della prima lettera ai Corinzi: “Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me.
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me.
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (1 Cor 11, 23-26).

5. In tutti e due i testi di San Luca e di San Paolo le parole: “Fate questo in memoria di me” sono indicate con l’indicativo e non con il futuro.
Il testo greco cui si riferisce il tuo interlocutore dice ποιεῖτε, in latino: facite, in italiano: fate.
Non viene usato il futuro, nel qual caso San Paolo e San Luca avrebbero dovuto scrivere: ποιέσετε.

6. Nel testo greco, latino e italiano che io possiedo sono riportate in nota le varianti riscontrate in altri codici del Nuovo Testamento. Ebbene sulle parole: “Fate questo in memoria di me” non si riscontra alcuna variante tra tutti i codici.
Ce ne fosse stata almeno una, il tuo interlocutore avrebbe potuto dire: “ In un codice è scritto così”.
Ma non puoi dire neanche questo.

7. Inoltre, come avrai notato, il testo della prima Corinzi si conclude così: “Fate questo, ogni voltache ne bevete, in memoria di me”.
Quell’ogni volta non sottintende affatto quello che dice il tuo amico: “avrete fatto questo questa volta e mai più”.

8. C’è da dire infine che i testi della Sacra Scrittura, soprattutto quelli menzionati, sono stati oggetto di discussioni da parte dei protestanti i quali negano la presenza reale di Gesù.
Però mai nessun protestante hai impugnato il testo greco per variarlo secondo l’arbitrario piacimento del tuo interlocutore.
Questo tuo amico ha diritto di essere ateo finché vuole. Ne risponderà quando volente o nolente dovrà comparire davanti al tribunale di Dio (Rm 14,10).
Tuttavia non può manipolare il testo e fargli dire quello che il testo greco, che è l’originale, assolutamente non dice.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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