Quesito

Salve Padre Angelo,
Da giorni sto riflettendo su di un argomento raramente discusso nella teologia.
Come sappiamo per rivelazione divina grazie alla testimonianza dei santi, il purgatorio conosce la dimensione temporale e ad essa è strettamente collegato: le anime sono soggette ad un’azione purificatrice per un determinato tempo.
Nelle stesse rivelazioni di mistici e santi il "massimo della pena" sembrerebbe essere il soffrire sino al giorno del giudizio (prendo come testimonianze quelle di Natuzza Evolo e Padre Pio).
Seguendo questa logica possiamo dunque affermare che il purgatorio cesserà d’esistere quando il Salvatore tornerà per la seconda volta.
La domanda che sorge è dunque questa: se tra gli ultimi uomini ancora viventi nel momento del giudizio universale (che non hanno quindi affrontato il giudizio particolare) vi si trovano anime in bilico tra purgatorio ed inferno o anime che, pur essendo in grazia, devono necessariamente purificarsi per poter entrare nel paradiso, come verranno giudicate e/o quale sarà la loro sorte?
La ringrazio in anticipo per la risposta chiarificatrice.
Cordialmente,
Lorenzo


Risposta del sacerdote

Caro Lorenzo,
1. quelli che saranno presenti al momento del ritorno di Cristo sulla terra non moriranno: alcuni andranno direttamente con Cristo in paradiso e altri andranno all’inferno.
Il purgatorio con la fine del mondo si estinguerà.

2. Dal momento che nella Gerusalemme celeste non entra nulla d’impuro, quelli che al ritorno di Cristo sulla terra si trovano in grazia e hanno bisogno di purificazione, avranno la possibilità di farla.
Il purgatorio è una grazia, un atto di misericordia di Dio.
Al dire di alcuni santi, come ad esempio Sanata Caterina da Genova, trovarsi di là nello splendore della gloria di Dio e di tutti i santi, con la propria veste macchiata e rimanervi così per sempre, sarebbe più doloroso di mille inferni.
Dobbiamo dunque pensare che Cristo darà la possibilità, a quelli che ne hanno bisogno, di purificarsi. E lo farà attraverso vie che lui solo conosce.

3. D’altra parte la purificazione si può già fare di qua.
Tanti santi, passando attraverso la notte dei sensi e dello spirito, come dice San Giovanni della croce, hanno la possibilità di essere purificati.
E, come si dice ancora nella teologia cattolica, il purgatorio fatto di qua non è solo purificatorio, ma è anche meritorio. Pertanto conferisce un aumento di santità e di grazia.
Mentre il purgatorio fatto di là è solo purificatorio.

4. Nella tua ultima domanda inserisci una categoria particolare. Parli di anime che “si trovano in bilico tra purgatorio ed inferno”.
Non esiste questo bilico.
Perché o si è in grazia oppure si è privi della grazia. Non vi è via di mezzo.
Pertanto chi al momento della morte o anche della parusia (ritorno del Signore) è privo della grazia, finisce all’inferno.
Chi è in grazia: se è totalmente purificato va dritto in paradiso; chi ha bisogno di purificazione passa dal purgatorio.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo