Quesito

Caro Padre Angelo,
sono sempre … e, innanzitutto, colgo l’occasione per ringraziarLa della disponibilità e delle risposte che mi ha dato e chiedo scusa se queste mail che le mando la stanno scomodando in qualche modo. Vado subito al dunque, perché ho un dilemma morale che non riesco a risolvere e che mi turba da molto tempo:
Io frequento la Parrocchia locale della mia città ed è una realtà piena di giovani, tra i quali ci sono molti dei miei amici. Questa mia compagnia di amici, però, non sembra rispecchiare ciò che è il messaggio Cristiano e che, da membri attivi della Parrocchia, dovrebbe provare a seguire. Molti dei miei amici, infatti, bevono, fumano sono scurrili e talvolta quasi blasfemi ed inoltre non osservano neanche in minima parte quelli che sono i consigli che la Chiesa ci dona riguardo al tema della sessualità. Tra loro, infatti, quasi tutti ritengono che l’astinenza sessuale prima del matrimonio sia qualcosa di poco conto e pertanto l’hanno infranta numerose volte; inoltre i miei amici maschi vedono le persone dell’altro sesso come oggetti del piacere.
Aprendo una piccola parentesi vorrei chiedere se i preti possano essere fumatori assidui (Le chiedo ciò in quanto i preti della mia Parrocchia sono accaniti fumatori e penso che ciò abbia influenzato negativamente anche i giovani che frequentano l’ambiente).
Fatta tale premessa, Le volevo chiedere sei il mio allontanamento da questa compagnia di amici fosse una soluzione adeguata. Infatti, spesso, mi chiedo come far loro capire che lo stile di vita che seguono non è eticamente corretto (o almeno io la penso così, secondo lei invece?) Allo stesso tempo però mi capita di uscire con altri amici e di divertirmi, ma con moderazione, mentre loro sembrano sempre felicissimi mentre bevono e ballano a più non posso nei sabato sera, magari in discoteca. Come posso risolvere questi momenti di dubbio che prevalgono su di me e durante i quali mi chiedo se i miei sforzi di vivere una vita Cristiana magari siano superflui? 
Scusandomi per la lunghezza della mail, volevo porLe due ultime domande: 
1) Come faccio ad avvicinarmi alla lettura della Bibbia? È da tempo infatti che ho preso l’abitudine di leggere quotidianamente un passo biblico e rifletterci sopra prima di dormire, ma vorrei approfondire il mio studio Biblico, come faccio? da dove posso iniziare? 
2) In questo periodo mi è capitato di fare una riflessione: che senso ha pregare per la guarigione di una persona, se è Dio che decide, alla fine, la sorte di ogni uomo? 
In attesa di una Sua risposta, La ringrazio infinitamente per il tempo che dedica a rispondere a queste mail, e Le assicuro i miei pensieri in preghiera. 


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. mi spiace innanzitutto di averti fatto attendere.
Circa la frequentazione degli amici: mi spiace molto che tra gli amici della parrocchia tu non trovi giovamento a motivo del loro comportamento che ha poco o nulla di cristiano.
Se le cose stanno così come tu le hai descritte, non c’è nessun progresso nella loro vita spirituale.
Anzi, vivendo nel peccato grave succederà che prima o poi smetteranno anche di frequentare la parrocchia.
Il peccato infatti è un allontanamento da Dio. Così lo definisce Sant’Agostino. E se si continua ad allontanarsi, non solo si perde il fervore, ma viene del tutto spento.

2. In merito a questo, io ti suggerirei di frequentare tutti e due i gruppi.
Il secondo perché ti trovi meglio.
Il primo perché la tua presenza in mezzo a loro è preziosa.
Sei un dono di Dio per loro. Devono vedere che si può essere giovani e divertirsi senza degradarsi.
A questo proposito, ti chiedo anche di pregare molto per loro.
Se hai la bella abitudine di pregare con il santo Rosario, tienili sempre presente. Ne hanno bisogno.

3. Circa i preti della tua parrocchia, che sono accaniti i fumatori.
Va detto che non è un peccato fumare. Certo, però, non sono di esempio.
Se un prete è accanito fumatore non potrà mai esortare a non fumare.
È bello essere signori di noi stessi.
Per un sacerdote l’impegno deve essere ancora più forte perché il suo comportamento deve essere esemplare in tutto.
Deve essere sempre in grado di poter dire insieme con San Paolo: “Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo” (1 Cor 11,1).

4. Vengo adesso alle altre domande.
Chiedi come avvicinarti alla Bibbia.
Il mio consiglio è di avvicinarti partendo dai Vangeli corredati di buoni commenti.
Purtroppo, alcuni commenti, pur pregevoli, sono troppo sintetici e perlopiù di carattere scientifico.
Mentre chi legge il Vangelo sente l’esigenza di nutrirsi spiritualmente.
A questo proposito, mi permette di segnalarti i vangeli commentati dal domenicano padre Marco Sales, che è stato un grande biblista e teologo del Papa (a quei tempi si chiamava maestro del sacro palazzo).
In Internet lo trovi e lo puoi acquistare
È vero che è stato commentato quasi un secolo fa. Ma il Vangelo è sempre lo stesso e ti accorgerai che le note, sempre ben documentate, sono insieme di carattere scientifico, spirituale e morale.

5. Chiedi infine che senso abbia pregare se infine è Dio che decide.
Ebbene, Dio ha già disposto che alcune grazie si ricevano mediante la preghiera. Anzi, mediante la preghiera perseverante.
E non certo per fargli conoscere le nostre necessità, ma perché la preghiera introduce Dio nella nostra vita e lo rende presente e operante.

6. Non solo, ma anche perché la preghiera giova a noi per renderci disposti a ricevere le grazie che il Signore ha già decretato di donarci.
Se la grazia che domandiamo non arriva, dobbiamo sempre domandarci: c’è forse qualcosa nella mia vita che impedisce l’arrivo di questa grazia? Non va dimenticato che l’obiettivo ultimo per cui Dio ci dona favori e grazie e quella della nostra santificazione.

7. Nello stesso tempo dobbiamo anche essere disposti a fare la volontà di Dio, il quale sa meglio di noi se certe grazie che gli domandiamo siano in definitiva un bene per noi.
Nel donarci grazie, Dio tiene sempre presente l’obiettivo dell’eternità, della salvezza eterna. Perché questa è la cosa più importante.
In ogni caso, però, anche se Dio non ci donasse ciò che noi gli chiediamo, ci dona sempre qualche cosa di molto più importanti e più prezioso. Egli esaudisce le nostre preghiere sempre aldilà del nostro merito.
Per cui la preghiera non è mai vana.

Con l’augurio di ogni bene e di grande progresso nella tua vita cristiana, mentre ti ringrazio per la preghiera che volentieri contraccambio, ti benedico.
Padre Angelo