Quesito

Salve Padre Angelo,
viaggiando in internet, casualmente (??) ho incontrato il vostro sito, che mi ha colpito per la chiarezza e l’essenzialità.
Se me lo consente, mi aggiungo all’elenco dei “questuanti consiglio”.
Chiedo scusa in anticipo se si dovrà ripetere; magari questi argomenti sono già stati trattati però, lo confesso,  non  ho avuto la pazienza di scorrere tutte le lettere pubblicate e la ricerca  interna al sito non funziona……
In particolare oggi vorrei lumi sulla Confessione e la Direzione Spirituale.

Mi sembra di aver capito che entrambi sono essenziali per la personale crescita spirituale ma, in concreto:
a)        Ogni quanto tempo confessarsi?
b)        E’ preferibile farlo sempre dallo stesso confessore?
c)         Ci si deve limitare ad esporre i peccati oppure la confessione è
anche occasione per fare il punto sulla propria vita? In questo caso,
non si rischia di pretendere dal sacerdote quel conforto psicologico
che, in fondo, non è tenuto a dare?

Personalmente preferirei avere un confessore fisso col quale maturare un rapporto di fiducia. Mi  rendo conto che la mia potrebbe essere una pretesa, perchè il Sacramento è sempre valido e Cristo sempre mi perdona, indipendentemente dall’empatia fra me e il Confessore. Però il desiderio rimane e ho l’impressione che confessarsi da “uno sconosciuto” sia sempre un pò come ricominciare da zero….

Forse in me è viva la necessità di esser indirizzato, provocato e di trovare un “maestro” che sia punto di riferimento e confronto.
1.        Sto forse cercando una Guida Spirituale?
2.        E’ questa la funzione della Direzione Spirituale?
3.        Quando, magari confusamente, ho esposto questo bisogno a due diversi confessori, ho notato un irrigidimento o, meglio ancora, come se loro dessero alla questione un significato così ‘alto’ da non sentirsela di coinvolgersi in questo impegno. Non essendo per natura invadente e rispettando al massimo la libertà altrui, ho incassato il colpo e non ho insistito. Quali sono quindi le reali implicazioni di una Direzione Spirituale?
4.        Come riconoscere la “giusta Guida”?
Grazie in anticipo per l’aiuto. Probabilmente Le scriverò ancora.

Saluti
Pierangelo


Risposta del sacerdote

Caro Pierangelo,
1. il mio primo consiglio è quello della confessione frequente: ogni quindici giorni, meglio ancora settimanalmente.

2. Un secondo consiglio è quello di confessarsi sempre dal medesimo confessore, in modo che si sappia quando lo si può trovare ed è disponibile per la confessione.

3. La confessione verte sui peccati da accusare e che hanno bisogno di ricevere l’assoluzione.
All’accusa dei peccati si può accompagnare la direzione spirituale. Ma, secondo me, questa viene fuori da sola, senza chiedere al confessore di farci da direttore spirituale.
Quando uno si confessa periodicamente e nel contempo chiede anche qualche lume e ascolta le indicazioni del confessore, la direzione spirituale è già in atto.

4. Un terzo consiglio concerne la brevità della confessione, soprattutto quando è frequente (quindicinale o settimanale).
Non è necessario spiegare perché si è giunti a quel peccato.
È chiaro che se il sacerdote fa qualche domanda relativa all’accusa è necessario rispondere.
Ma l’accusa dei peccati deve essere breve: uno, due minuti al massimo.
Poi ascolti quello che dice il confessore.
E così la confessione diventa facile per te e per il confessore stesso.

5. Riconosco che in te c’è il bisogno di una Guida e fai bene a cercarla.
Riconosci che la Guida è quella giusta quando trovi che le indicazioni del confessore sono evangeliche, aderenti al Magistero della Chiesa e pertinenti.
In una parola, quando senti che la sua guida ti porta al meglio, alla Santità.
Se senti che le sue indicazioni non sono aderenti al Magistero, cambia subito. Ti porterebbe fuori strada.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo