Quesito

Gentile Padre Angelo,
desideravo proporle un altro quesito, connesso con quello precedente.
Dalla caduta degli angeli è poi nata la distinzione tra il bene e il male? Prima il male non esisteva?
Perché poi Dio ha creato il mondo e l’uomo? Quando ci penso mi sembra quasi come una sfida tra Lui e Satana del tipo: ora che esiste questa nostra contrapposizione creiamo un Universo dove l’uomo è libero di scegliere e vediamo tra di noi chi vince, se il bene o il male e quante anime si salvano e quante si dannano. Non capisco proprio da dove nasca l’idea, l’impulso a creare tutto quanto esiste?
Cercherò di ricordarla con affetto e ammirazione nelle mie prossime preghiere.
Saluti,
Paolo


Risposta del sacerdote

Caro Paolo,
1. La distinzione tra bene e male c’è sempre stata nella mente di Dio.
Il male è comparso con la ribellione degli angeli.
Ma va subito precitato che il male non esiste in se stesso come realtà autonoma, ma come privazione o perversione di una realtà buona.

2. Dio non ha creato l’uomo perché scegliesse tra due realtà.
Ha creato l’uomo solo perché scegliesse il bene e così fosse artefice della propria beatitudine.
L’uomo può abusare di questa facoltà di elezione e scegliere il male.
L’esito finale di questa scelta perversa è il fallimento del progetto divino su di lui. Questo fallimento è l’inferno.

3. Va detto anche che non c’è nessuno che cerca l’inferno.
Tutti solo alla ricerca del paradiso, della felicità.
Ma non di rado il paradiso cercato non è quello vero.
Nessun uomo si allontana da Dio cercando positivamente la propria infelicità.
Molti cercano la propria felicità in una direzione sbagliata.
Questa direzione sbagliata porta all’assenza di Dio, all’assenza e alla privazione di qualsiasi bene: ecco l’inferno.

4. La creazione non nasce da alcun bisogno.
Scrive San Tommaso: “a Dio, primo agente, che è pura attualità, non si può attribuire l’azione per giungere al possesso di un fine; perché egli mira soltanto a comunicare la propria perfezione, che è la sua stessa bontà” (Somma teologica, I, 44, 4).
Sicché “agire per indigenza non si addice che a un essere imperfetto, il quale è portato a porre attivamente il proprio atto e a subirlo (come un perfezionamento di se stesso).
Ma tutto ciò in Dio va escluso.
Per conseguenza egli soltanto è massimamente liberale, perché non agisce per propria utilità, ma solo per la sua bontà” (Ib., I, 44, 4, ad 1).
E conclude: “Dio non ha prodotto le creature per qualche bisogno né per qualche altra causa estrinseca, ma per amore della sua bontà” (Ib., I, 32, 1, ad 3).

5. Il Concilio Vaticano I ha confermato autorevolmente questa dottrina insegnando che Dio “non per aumentare la sua beatitudine, né per acquistare ma per manifestare la sua perfezione con i beni concessi alle sue creature, nella piena libertà del suo volere, all’inizio del tempo ha fatto dal nulla le creature sia dell’ordine spirituale che di quello materiale, cioè il mondo angelico e quello terrestre” (DS 3002).

Ricordati di fare la preghiera che mi hai promesso.
La ricambio di cuore.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo