Quesito

Caro Padre,
come sempre una domanda abbastanza complicata…
Sappiamo che dopo la morte vi sarà un giudizio particolare, con il quale «Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del Cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre».
Tuttavia vi sarà anche un giudizio universale, che però riguarda “tutta l’umanità”, quindi non si è in realtà giudicati due volte, ma una volta sola: diciamo si è messi dalla parte dei “buoni” (Paradiso o Purgatorio) o dei “cattivi” (Inferno).

a) Il secondo giudizio sarebbe quindi per il singolo uomo una “pro forma” (perdoni la brutta espressione), oltre che la manifestazione della gloria di Dio, dal momento che in realtà l’uomo è già salvo o dannato per il giudizio particolare?

b) Ora però una questione…
Cristo ha detto che ci giudicherà secondo il criterio “ero affamato e mi avete dato da mangiare…”, etc… ovvero sull’amore per il prossimo e per Dio. Ora se un uomo durante la vita è stato tra coloro che “ero affamato e non mi avete dato da mangiare”, ma si pente in punto di morte, quindi diciamo è tra i “salvati” nel giudizio particolare, sarà anche salvato nel giudizio universale?

c) Quindi, finendo, l’espressione “avevo fame…etc.” si traduce in “avete rispettato i comandamenti verso Dio ed il Prossimo”? Ovvero anche se durante la vita l’uomo non ha amato il prossimo può essere anche in extremis salvato dalla Misericordia di Dio?

Prego per lei e la saluto
Pierluigi


Risposta del sacerdote

Caro Pierluigi,
i giudizi cui andremo incontro al termine della nostra vita saranno due: il giudizio particolare che avverrà al momento della nostra morte e il giudizio universale che avverrà alla fine del mondo.

1. Sull’esistenza del giudizio particolare abbiamo diverse affermazioni della Sacra Scrittura.
Il ricco epulone e il povero Lazzaro al momento della oro morte ricevono subito la loro retribuzione (Lc 16,19-31).
Al buon ladrone Gesù dice: “oggi sari con me nel Paradiso” (Lc 23,43).
San Paolo dice di attendere la “corona di giustizia che il Signore giusto giudice gli darà” come la darà anche a tutti quelli che attendono la sua venuta (2 Tm 4,6).
Nella lettera agli ebrei si legge: “E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio” (Eb 9,27).

2. Del giudizio universale ne parla Gesù in maniera molto vivace in Mt 25.
Ne parla anche San Paolo più volte: 2 Cor 10; Rm14,10; 2 Ts cap. 1-2.

3. Si tratta di due giudizi diversi: il primo è fatto tra il singolo e il Signore, il secondo al cospetto di tutto il cielo.
Il giudizio universale non è solo un pro forma, perché potremo dire della sorte di tutti: “veri e giusti sono i tuoi giudizi” (Ap 16,7).
Inoltre nel primo giudizio non c’è il corpo. Nel secondo c’è anche il corpo, il quale riceverà la sua parte in bene o in male, a seconda della sorte del primo giudizio.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo