Quesito

Caro Padre Angelo,
sono una ragazzina di sedici anni e al momento abbastanza confusa. Sono cattolica. Sin da piccola i miei genitori mi hanno insegnato che è importante andare in Chiesa,rispettare i comandamenti che il Signore ci ha dato e credere in Dio, naturalmente.
Ora però andando a scuola e affrontando temi attinenti alla religione con i miei compagni….sono un po’ confusa.
Le spiego meglio: vorrei essere certa di poter dopo la morte andare in paradiso,ma mi hanno detto che poche persone ce la fanno. Allora ho pensato: “Allora in purgatorio….sconterò i miei peccati!” ma molti amici mi hanno detto che nella Bibbia non se ne parla e quindi che non esiste!! Ecco perché ora sono un po’ disorientata. Mi piacerebbe quindi che lei mi potesse chiarire quanto le ho detto.
Inoltre, personalmente credo alla figura del sacerdote che rappresenta Dio e al quale possiamo confidare i nostri peccati, ma da troppo tempo ne ho uno che pesa sulla mia coscienza e che quando vado a confessarmi non riesco a dire.
Sono consapevole che è un peccato, ma nonostante la mia consapevolezza, ci casco sempre in questo tranello!! Ripeto: nonostante io ne sia consapevole!! So che questo è un grande peccato, e ho chiesto anche aiuto alla Madonna,ma nulla!! Mi spiace disturbarla con uno dei miei problemi,ma la prego di aiutarmi. Spero mi possa rispondere presto.
Tanti saluti
Un’adolescente molto confusa!!


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. a proposito di coloro che vanno in Paradiso forse i tuoi amici non si sono spiegati bene. Sono pochi quelli che vanno direttamente, senza passare dal Purgatorio.
Ma dobbiamo sperare che siano molti quelli che si salvano perché non sia resa vana la Passione di Cristo.
Santa Teresa d’Avila, che aveva il dono di vedere la destinazione eterna delle persone che morivano, attesta che solo tre sono entrate direttamente in Paradiso senza passare dal Purgatorio.
Non mi meraviglio di questa affermazione dal momento che nell’Apocalisse si legge che nella Gerusalemme celeste (cioè in Paradiso) “non entra nulla d’impuro” (Ap 21,27).
Ora d’impuro in noi vi sono almeno le radici del peccato, le inclinazioni al male ereditate dal peccato originale, inclinazioni che si sono rinforzate attraverso i peccati attuali.
La confessione sacramentale elimina la colpa, attutisce le cattive inclinazioni, ma non le toglie del tutto.
Anche San Paolo le scopriva in se stesso quando diceva: “Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio” (Rm 7,18-19).

2. Da questo testo e da molti altri si è arguita un’ultima misericordia che Dio concede per poter entrare in Paradiso: la possibilità di purificarsi.
Di questa possibilità ne parla apertamente la Sacra Scrittura già nell’Antico Testamento, in particolare nel secondo libro dei Maccabei, dove si legge: “Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato” (2 Mac 12,45).
Anche San Paolo accenna a questa possibilità di purificazione quando dice che costruisce l’edificio della sua vita spirituale con materiale scadente ”si salverà, però come attraverso il fuoco” (1 Cor 3,15).
La Bibbia di Gerusalemme annota: “Qui il purgatorio non è inteso direttamente, ma questo è uno dei testi da cui è partita la Chiesa per esplicitare la sua dottrina”.
Come vedi, i tuoi compagni non ti hanno detto giusto.
Nella Bibbia non troverai la parola Purgatorio, ma ne viene ammessa l’esistenza.

3. Che cosa dovrebbero concludere i tuoi compagni affermando che in Paradiso vanno pochi e che il Purgatorio non esiste?
Che la quasi totalità andrebbe all’inferno.
Penso che neanche loro si sono accorti di questa conseguenza, che sarebbe davvero tragica e che soprattutto non è corrispondente a quello che Dio ci ha rivelato.

4. Circa il peccato che non sei ancora riuscita a confessare: è una vera tentazione del demonio, il quale finora è riuscito a vincere tenendoti lontana da una vera confessione che ti assolva da tutti i tuoi peccati.
Ma vai fiduciosa. Il sacerdote non si scandalizzerà.
Vai soprattutto per compiere un atto di amore nei confronti di Gesù.
Ti costa, ma vai volentieri ad unire la tua umiliazione a quella ben più grave che Lui ha sopportato per te con la sua passione e morte.
Unendo la tua umiliazione alla sua, espii già in buona parte il tuo peccato e dai una forza immensa a tutta la Chiesa, a tanti che troveranno la decisione di andarsi a confessare. Perché il bene che compiamo viene sempre messo a profitto di tutto il corpo mistico di Cristo, di tutti i membri della Chiesa.

5. Che si tratti di una tentazione te ne accorgerai subito dopo la Confessione per il senso di liberazione che invaderà il tuo animo e per l’infinito sollievo che proverai dentro di te. Sentirai il gaudio per la presenza personale del Signore dentro il tuo cuore.
Da troppo tempo il diavolo tenta di lasciarti nell’angoscia e priva di Dio.
Vai dunque al più presto perché il Signore, attraverso il Sacerdote, ti attende.
Gli dirai che diverse volte hai taciuto quel peccato per un senso stupido di vergogna e che hai fatto ugualmente la S. Comunione.
Ma che adesso sei venuta per amore di Gesù Cristo.

Ti assicuro la mia preghiera perché al più presto possa compiere questo bel passo.
Ti auguro una fruttuosa e santa quaresima e ti benedico.
Padre Angelo