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Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo… sono uno studente di medicina.
Siccome le Sue risposte mi sono state molto utili per risolvere alcuni dubbi che mi erano insorti durante lo studio, mi permetto di scriverLe ancora.
Stamane ho assistito a due parti cesarei e, uno di questi, si è concluso con la legatura delle tube della paziente.
A Dio piacendo vorrei specializzarmi in … e quindi mi troverò ad affrontare, nel corso della professione medica, situazioni di tutti i generi.
Ben sapendo che non mi è lecito, come cattolico, prendere parte alla soppressione della vita nascente tramite l’aborto, mi domandavo quale debba essere il mio atteggiamento nei confronti di pratiche come appunto la sterilizzazione che, pur non attentando alla vita di nessuno, risultano essere non buone alla luce della morale cattolica.
Grazie di cuore.

Le auguro una buona e santa Pasqua.
Un caro saluto


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. al di fuori della sterilizzazione terapeutica, nessun altra sterilizzazione è lecita.
Il caso che tu mi hai proposto si configura come una sterilizzazione contraccettiva.

2. Il S. Ufficio (22.2.1940) la condannò anche se fatta solo temporaneamente.
Pio XII ribadì la condanna nel discorso delle ostetriche (20.10.1953): “La sterilizzazione diretta, cioè quella che mira, come mezzo e come scopo, a rendere impossibile la procreazione, è una grave violazione alla legge morale, ed è quindi illecita. Anche l’autorità pubblica non ha alcun diritto, sotto pretesto di qualsiasi indicazione, di permetterla e molto meno di prescriverla o farla eseguire a danno di innocenti”.
Paolo VI nell’Humanae vitae afferma: “È parimenti da condannare, come il Magistero ha più volte dichiarato, la sterilizzazione diretta, sia perpetua che temporanea, tanto dell’uomo che della donna” (HV 14).

3. In particolare, la Congregazione per la Dottrina della Fede in un documento del 1975 indirizzato agli operatori pastorali degli ospedali cattolici afferma: “Ogni sterilizzazione che per se stessa, e cioè per la sua propria natura e condizione, ha per unico effetto immediato di rendere la facoltà generativa incapace di procreare, deve essere considerata sterilizzazione diretta, nel senso in cui questa è intesa nelle dichiarazioni del magistero pontificio, specialmente di Pio XII.
Perciò essa rimane assolutamente proibita secondo la dottrina della Chiesa. (…).
Qualunque cooperazioneistituzionale dei medici e paramedici approvata o ammessa ad azioni per se stesse (ossia per loro natura o condizione) ordinate ad un fine contraccettivo, e cioè affinché siano impediti gli effetti connaturali degli atti sessuali deliberatamente compiuti da un soggetto sterilizzato, è assolutamente interdetta.
Infatti, l’approvazione ufficiale della sterilizzazione diretta e ancor più la sua regolazione ed esecuzione recepita negli statuti degli ospedali è cosa oggettivamente, per sua natura, ossia intrinsecamente, cattiva alla quale un ospedale cattolico per nessuna ragione può cooperare.
Qualunque cooperazione così prestata sarebbe del tutto sconveniente alla missione affidata a siffatte istituzioni e sarebbe contraria alla necessaria proclamazione e difesa dell’ordine morale”.

4. Pertanto medici e paramedici devono astenersi dal compiere sterilizzazioni dirette.
Gli infermieri, in modo particolare, hanno il diritto di essere previamente informati per fare obiezione di coscienza.

5. Essendo ancora nel periodo pasquale, sebbene non possa farti gli auguri di buona Pasqua, ti faccio quelli di un felice proseguimento di questo tempo liturgico così pieno di speranza e di gioia.
Ti benedico.
Padre Angelo

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