Quesito

Caro Padre Angelo, 
grazie per il servizio e il bene che fa rispondendo a queste e mail
Le scrivo perché anche io soffro di un grave problema legato alla masturbazione. 
Il mio è un caso un po’ particolare. Sono un giovane poco più che ventenne ed è dalla prima adolescenza che cado molto di frequente nei peccati impuri solitari.
Questo non accade invece nei giorni in cui sono completamente immerso nelle attività della parrocchia o dello studio. 
Ma quando il tarlo entra nella mia testa, non ne esce finché non compio l’atto impuro.
Mi rendo conto caro padre Angelo della gravità della situazione che si aggrava pensando al fatto che la masturbazione è correlata alla ricerca di immagini pornografiche su internet.
Ancora peggio caro padre è che queste immagini non sono solo di donne. 
Me ne vergogno molto e capisco che è sbagliato ma noto che un pensiero brutto mi assale durante l’atto.
Mi rendo conto che vedo negli altri uomini quello che vorrei essere io e che non riesco a realizzare perché bloccato da una mancanza di autostima.
Il tempo sprecato passato davanti ad internet alla ricerca di filmati o immagini so benissimo che potrei utilizzarlo per fare del bene ma mi manca il sostegno e non mi riesco a rendere conto fino in fondo del peccato grave.
Le chiedo di pregare per me caro padre Angelo perché io possa guarire da questa malattia spirituale e da questo morboso male. 
La prego di chiedere agli altri suoi confratelli di pregare per me. 
Desidero essere servo di Dio nel modo migliore possibile ma questa croce mi schiaccia e mi fa dimenticare la preghiera. Se al  posto di masturbarmi o al posto di pensare che mi piacerebbe essere più bello, più magro, più attraente comprendessi l’importanza del tempo che mi è dato come mezzo per donare Cristo agli altri… se davvero lo capissi fino in fondo.. allora forse potrei guarire.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
in altre risposte su questo argomento, ho suggerito varie cose, tutte importanti.
Adesso insisto su una in particolare.

1.da nove giorni è iniziata la quaresima.
“Ritornate a me con tutto il cuore” abbiamo sentito nella prima lettura del mercoledì delle ceneri: dicendo “con tutto il cuore” il Signore ci chiede il massimo di impegno, il massimo di fermezza.

2. Il Signore non ci lascia soli: questa fermezza il Signore ce la da. Sta a noi obbedire ai suoi richiami interiori, accoglierla ed essere decisi.

3. Quando Dio volle distruggere Sodomia e Gomorra aveva detto di non voltarsi indietro quando avrebbero sentito lo scroscio di zolfo e di fuoco.
La moglie di Lot invece per curiosità o per l’affetto per le cose che venivano distrutte si girò indietro nonostante il divieto divino e rimase una statura di sale (Gn 19,26).
È chiaro che da questa statua di sale non tornò più indietro.

4. L’immagine è efficace ed eloquente.
È necessario essere decisi.
E nella consapevolezza che in determinate situazioni si è portati a commettere peccato,  è necessario mettersi in preghiera.
Gesù ha detto: “Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione” (Mt 26,41).
Se non si è pronti ad obbedire risolutamente al Signore, si finisce come la moglie di Lot.
Acconsentire anche solo parzialmente al primo moto di pensieri impuri è come un voltarsi indietro.

5. Concretamente nell’occasione prossima di peccato mettiti a far altro e cioè a pregare. Nella fattispecie a dire il Rosario.
Questa preghiera ti aiuta a portare la mente e il cuore ad altro, a supplicare Cristo in virtù della sua passione di darti forza. Ti porta a supplicare Maria e la schiera degli Angeli e dei Santi.
Perseverare in questa preghiera ti aiuta ad essere utile in altro modo e ancor più efficace ai tanti ai quali hai dato una mano in parrocchia.

6. Dillo sempre il Rosario, tutti i giorni, come ha chiesto la Madonna a Fatima. Non sai da quanti pericoli questa preghiera ti liberi senza che tu te ne accorga!
Sperimenterai sempre e in tutto la materna protezione di Colei che, obbedientissima al comando di Gesù, ci accompagna col suo amore. È un amore che supera quello di tutti i Santi e di tutti gli Angeli messi insieme. È una potenza enorme che ti viene donata. Accoglila volentieri e generosamente.

Ti assicuro la mia preghiera e quella dei miei confratelli.
Di cuore ti benedico.
Padre Angelo