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Quesito

Caro Padre…le scrivo per avere una sorta di luce nella mente che ora mi manca.

1. Ho … anni. Sto con un ragazzo di …, onesto, serio, ottimo lavoro e famiglia. Lui e’ sempre stato ateo, poiché i genitori non hanno battezzato né educato i figli alla religione cattolica pensando fosse una cosa personale degli stessi da sviluppare da grandi. Ora, lui con me ha riscoperto la fede, siamo stati insieme a Medjugorje, ci e’ tornato da solo, ha imparato a pregare e ha deciso di volersi battezzare. Trascorre dei momenti di forte spinta positiva a momenti di dubbio profondo, poiché vuole capire se questa decisione e’ frutto suo o dovuto all’ amore che nutre per me.

2. Dico ciò perché mi parla di matrimonio, vuole sposarsi, ma allo stesso modo fa fatica a rispettare le mie "clausole", cioè niente rapporti sessuali, dicendo che biologicamente noi siamo stati creati per questo e quindi e’ una negazione non farlo oppure dicendo che lui mi considera già sua moglie e quindi non vede il peccato. Sulla base di questi dubbi io a volte sento la necessità di un distacco perché non voglio influenzarlo e non so fino a che punto sia giusto che lui prema sulla questione matrimonio e di conseguenza del battesimo e degli altri sacramenti in funzione del matrimonio. Ha smesso di venire con me a Messa, dicendomi che lui non e’ degno di seguirla. E anche le preghiere le fa da solo. Penso che tutto ciò provenga dalle poche conoscenze che ha della dottrina e degli insegnamenti cattolici e sul poco abbandono in Dio.

3. Abbiamo parlato con diversi sacerdoti ma nessuno e’ riuscito a consigliarci bene. Alcuni prendono la cosa un po’ come ORA TI RICORDI??? oppure lo hanno fatto sentire come una specie di satanasso che deve e dovrà patire tutte le conseguenze della sua non-scelta (e lui questo non lo ha sopportato); altri dicono che questa decisione e’ un dono e che quindi deve esserne felice, prendersi tutto il tempo che gli serve per capire cosa vuole davvero, poiché il battesimo da adulti presuppone una piena consapevolezza e volontà nel volerlo contrarre (ma anche in questo lui ci vede una manovra della Chiesa).

4. In pratica non si riesce a trovare qualcuno che ci definisca il percorso da attuare per giungere al battesimo. Le dico ciò perché sono pienamente convinta che lui debba sapere molte cose riguardo la fede e gli insegnamenti cattolici e non può lasciarsi guidare dal suo istinto o dalla fretta. Spesso discutiamo su argomenti del genere e finiamo per litigare, poiché dice che gli parlo come un prete…:). So perfettamente che il cammino e’ lungo e gli ho anche proposto di fare tutto insieme…ma tutto cosa???  E fino a che punto riguarda anche me???

La ringrazio in anticipo e la benedico…
Lea


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. nel tuo ragazzo certamente sta lavorando la grazia di Dio. Il fatto che sia andato a Medjugorje è eloquente: mostra di essere alla ricerca.
Domenica scorsa (32 del tempo ordinario) nella prima lettura della Messa abbiamo sentito queste parole: “la Sapienza (cioè Dio) si lascia trovare da chi la cerca”. Anzi, uno si mette a cercare la Sapienza proprio perché questa mette dentro di lui il suo fascino e il suo desiderio.

2. Ma il tuo ragazzo non ha ancora trovato tutto e attualmente si trova in una condizione simile a quella descritta nel Vangelo di Marco: “Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano». Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa” (Mc 8,22-25).
Il tuo ragazzo ha bisogno di un supplemento di grazia.

3. In questo non va forzato, ma favorito.
Ha bisogno non solo di sapere che Dio c’è e che Gesù è Dio fatto carne.
Ma ha bisogno di sapere che Gesù è il punto di partenza e il punto di arrivo di tutta la sua vita: “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui” (Col 1,16-17).
Quando avrà capito che Gesù non è uno degli ingredienti della nostra vita, ma ne è il senso e l’obiettivo, allora tutto diventerà chiaro per lui.
Anche la legge morale, che per ora vede ancora con un sguardo diffidente, gli apparirà in tutta la sua luminosità: è la via imprescindibile per la santità, per guadagnare Cristo.

4. Tu come puoi favorirlo?
Certamente pregando e offrendo sacrifici per lui.
Ma poi, nella consapevolezza che “chi opera la verità viene alla luce” (Gv 3,21), non devi cedere neanche di un’unghia nell’osservanza della legge di Dio.
Se il tuo ragazzo vivrà nella purezza, si avvicinerà alla luce e ne rimarrà sempre più conquistato.
Al contrario “se opera il male” e cioè se compie peccato, “odia la luce” (Gv 3,20). Il che significa che si allontanerà sempre dal Signore.
Giovanni Paolo II ha detto che il peccato “finisce col rivolgersi contro l’uomo stesso, con un’oscura e potente forza di distruzione” (Reconciliatio et Poenitentia 17).

5. In ogni caso, per quanto riguarda te prima di pensare seriamente al matrimonio, è necessario procurare di costruire la casa spirituale nella quale abitare. Diversamente vi saranno incomprensioni a non finire.
Per te il matrimonio deve essere come lo vuole il Signore: una strada comune di santificazione e di condivisione di vita.
Quando parlo di condivisione di vita, intendo anzitutto la condivisione della vita spirituale e dell’esperienza della fede.
Una vita in cui si sia costretti a non parlare delle cose più care, a non condividere le esperienze più belle e più santificanti, farle di nascosto e come sopportati se non  addirittura disprezzati, è un bel matrimonio?
In questo clima che cosa si potrà trasmettere ai figli? Non certo un clima in cui si respira la fede e ci si abitua  a vedere Cristo come protagonista principale della nostra esistenza.
È questo il motivo per cui nella Sacra Scrittura si afferma che il matrimonio deve essere celebrato “nel Signore” (1 Cor 7,39), e cioè tra cristiani, come annota la Bibbia di Gerusalemme.

6. In questa situazione affila sempre più le armi della tua santificazione. La tua crescita spirituale non può non avere riverberi anche sul tuo ragazzo.
Se ti vede interiormente sempre più bella e sempre più ricca, come può non rimanerne affascinato e desideroso di accostarsi lui stesso alla sorgente di ogni bellezza ed ogni ricchezza?
Perché tu possa riuscire in questo tuo intento ti assicuro la mia preghiera.
Pregherò anche per lui.
La Beata Vergine Maria che è stata all’inizio del suo ritorno al Signore, sia Colei che ne guida il cammino e lo porta felicemente a termine.

Vi saluto e vi benedico.
Padre Angelo

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