Quesito

Salve P. Angelo
navigando su internet ho trovato questo Vostro sito, lo trovo ben fatto e molto utile per imparare a conoscere meglio Dio e la fede. Premetto che in famiglia siamo tutti molto religiosi, osservanti e praticanti, da qualche anno ci siamo trovati di fronte ad un inattesa e brutta notizia: mia sorella 34anni secondo i medici dovrà sottoporsi ad un trapianto di fegato a causa di una rara malattia che le ha chiuso le vene di quell’organo. Dopo lo stato iniziale di angoscia, ci abbiamo riflettuto ed abbiamo accettato la volontà di Dio, ma continuiamo ugualmente a chiedergli "un miracolo". Ora le chiedo è giusto il nostro insistere nel chiedergli il miracolo e pregarlo soprattutto per questo? Anche se cominciamo il Rosario o una qualsiasi preghiera alla fine finiamo per chiedergli di intercedere per Anna quasi istintivamente, ma poi riflettendoci sopra ci sembra quasi di essere indisponenti e poco seri. Lei cosa ne pensa? Grazie per avermi concesso la sua attenzione.
Leonardo.


Risposta del sacerdote

Caro Leonardo,
fate bene a domandare il miracolo.
I contemporanei di Gesù l’hanno chiesto varie volte.
Anche noi possiamo domandarlo, ben sapendo che Gesù lega sempre il miracolo alla fede: per suscitarla, per corroborarla, per manifestarla.
Il miracolo fa parte di quelle grazie (i teologi le chiamano gratiae gratis datae) che non si possono meritare. Si possono però invocare.
E d’altronde, pur chiedendo il miracolo, i credenti non cessano di ripetere nel Pater le parole di Gesù: “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”.
Mi unisco anch’io alla vostra preghiera e vi benedico.
Padre Angelo