Quesito

caro padre,
sono un giovane. Le scrivo per sottoporle un mio problema, che fatico a risolvere.
Da inizio estate spesso cedo alla tentazione di usare internet per guardare filmati pornografici a carattere omosessuale e poi infrango da solo il sesto comandamento. Poi mi spavento pensando all’inferno e vado a confessarmi per paura. Ma trascorsi di nuovo pochi giorni ricado di nuovo.
Io non so più che fare anche perché non ho la forza per resistere alle successive tentazioni.
Dopo pochi giorni sento una forte pulsione dentro di me e non riesco a fare a meno di assecondarla.
Nonostante questo, non so se posso definirmi omosessuale: vedo che sono spinto a cercare certe cose quando soprattutto mi sento inferiore fisicamente ai miei coetanei, mi pare di essere uno di serie b… e allora eccomi a cercare queste cose.
Non sento un amore per Dio così forte da lasciare perdere queste cose. A fatto compiuto più che la percezione di avere offeso Dio sento insoddisfazione e tristezza o paura dell’inferno.
Però nello stesso tempo vedo che vivo la mia fede in modo superficiale, come una storiella dove il diavolo fa la parte del lupo e Dio del carabiniere pronto a castigare.
Le chiedo aiuto e il modo in cui arrivare al pentimento vero e all’amore per Dio.
Chiedo la sua compassione, non il giudizio, se possibile.
grazie di tutto


Risposta del sacerdote

Carissimo,

1. Dico subito che non ti voglio fare la predica, nel senso deteriore del termine. Desidero solo darti una mano.

2. Mi dici che ti accorgi che la tua fede sta diventando superficiale: sì, è così perché le impurità spengono il gusto delle cose di Dio. Rendono interiormente insensibili.
Giovanni Paolo II diceva che la sessualità tocca l’intimo nucleo della persona: nel bene e nel male.
Quando compi il peccato in questo ambito, rimani disorientato nel fondo di te stesso, senza che tu te ne accorga. Ma la prima conseguenza è questa: cominci a sentire Dio lontano. La religione diventa un insieme di precetti, per lo più negativi.

3. Che tocchi l’intimo nucleo della persona l’ha provato anche tu tante volte. Mi scrivi infatti: A fatto compiuto più che la percezione di avere offeso Dio sento insoddisfazione e tristezza o paura dell’inferno.
Questa insoddisfazione e tristezza vengono fuori dal fatto che hai causato disordine nel fondo di te stesso e che quei peccati ti hanno fatto perdere il bene più grande: la presenza personale di Dio nel tuo cuore.
In quel momento ti senti solo. E avverti pure, come richiamo della coscienza, che ti stai costruendo il vuoto, l’inferno.

4. Insoddisfazione e tristezza sono sintomo di un disagio, e nello stesso tempo sono anche un richiamo di Dio al pentimento, a ritrovare la strada giusta. Il pentimento lo provi. La strada giusta la trovi subito.
Ma poi ritorni indietro. Purtroppo le immagini e le sensazioni provate lasciano una dipendenza interiore. Per usare la parola giusta, dovrei dire: causano una schiavitù interiore.
Per questo è necessario in te il combattimento.
Non puoi aspettarti che tutto questo se ne vada da solo come d’incanto.
Il combattimento consiste nell’evitare le occasioni, nel rimuovere energicamente le tentazioni. Soprattutto nel non rimanere nell’ozio.
Hai bisogno anche di popolare la tua mente con altri pensieri. Per questo le buone letture sono importantissime.

5. Un ruolo speciale ce l’ha la preghiera. La purezza è certamente frutto di combattimento interiore. Ma nello stesso tempo è dono di Dio
Sant’Agostino era rimasto folgorato leggendo quel passo della Scrittura in cui si dice: “Ho poi saputo che nessuno può essere casto se Dio non glielo concede”.
E allora si rivolse al Signore e chiese insistentemente questo dono.
Fa anche tu la stessa cosa.

6. “Chiedere insistentemente” significa dedicare una porzione del proprio tempo per domandare a Dio e alla beata Vergine espressamente ed esplicitamente il dono della purezza.
A tal fine ti esorto a recitare ogni giorno il Santo Rosario. La Madonna a Fatima ha chiesto a tutti (dunque anche a te) di recitare ogni giorno il Rosario.
E durante questa preghiera chiederai al Signore e a Maria ti toglierti le occasioni di peccato. E vedrai che verranno in maniera prontissima in tuo soccorso.
Prova a farne esperienza. Vedrai che capiterà proprio così.

7. Sono convinto anch’io che tu non sia omosessuale. Ma certe frequentazioni, anche via internet, possono causare delle deviazioni, anzi delle perversioni.
Sei ancora in tempo per riaggiustare prontamente tutta la tua vita secondo Dio. Avrai da essere molto felice.
Continua a confessarti spesso, anche se non vi fossero cadute. Ogni confessione comunica sempre una forza nuova.

Ti assicuro la mia preghiera già questa sera, col S. Rosario e nella celebrazione della S. Messa.
Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo