Quesito

Caro Padre Angelo,
sono uno studente universitario della facoltà di agraria e come futuro lavoratore del mondo agricolo mi sono posto spesso delle domande riguardo alla sostenibilità del sistema agrario odierno, alla cura della terra che ci è stata donata e affidata e, in particolare, riguardo allo spinoso tema degli OGM.
In università ne abbiamo parlato spesso e personalmente mi sono informato molto su questo argomento da varie fonti che avessero visioni diverse, per potermi fare un’idea il più “scientifica” possibile dell’argomento.
Però la visione puramente scientifica non mi basta e non è sufficiente, è chiaro che non si può staccare un argomento con implicazioni così importanti da quello che è l’aspetto morale ed etico che deriva dall’utilizzo di queste tecnologie.
Volevo quindi chiederle quale è il pensiero della Chiesa riguardo a queste tecnologie: è vero che non si può definire naturale questo sistema ed è vero che se usato nella maniera sbagliata e al servizio dell’egoismo delle persone può diventare un’arma potentissima, d’altra parte se fosse utilizzato per ridurre l’utilizzo di prodotti chimici o comunque inquinanti e dannosi, per consentire la coltivazione di piante in ambienti oggi impensabili, per aumentare la produzione di cibo riducendo le necessità di acqua e concimi, facendo fronte alle enormi esigenze di un domani neanche tanto lontano, insomma se fosse utilizzato per sfamare le persone affamate e per ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente ormai in crisi, non potrebbe essere un valido aiuto?
Sicuramente non è naturale andare a modificare il DNA di una pianta e cambiarla a nostro piacimento (più o meno), però se ragioniamo solo in termini di naturalità, non sarebbe naturale nemmeno prendere l’antibiotico quando si è ammalati o, ad esempio, utilizzare agrofarmaci (anche di origine biologica) in agricoltura o sbaglio? Lei cosa ne pensa?
La Chiesa come si pone davanti a tutto questo? (perchè non riesco a trovare molto, relativo al pensiero della Chiesa, riguardo a questi temi e quello che ho trovato spesso è contrastante e fa pensare ad una discussione non ancora chiusa in cui non ci sia un pensiero comune).
La ringrazio molto per la disponibilità e le chiedo una preghiera per me e per il mio futuro.
Filippo


Risposta del sacerdote

Caro Filippo,
1. in passato era stato annunciato un documento della Santa Sede sugli organismi geneticamente modificati (OGM).
Ma poi non ho visto comparire nulla.
Penso che il motivo sia dovuto ai diversi esiti e alle diverse valutazioni delle ricerche scientifiche.

2. Come tu stesso hai notato, la Chiesa, se interviene, interviene per dare un giudizio etico e cioè in riferimento al bene dell’uomo.
Non ha competenze scientifiche. Non è questo il suo compito e su questo Gesù Cristo non le ha garantito nulla.
Ma prima di dare una valutazione, la Chiesa deve prima avere tra mano i dati scientifici.
Solo quando saranno ricevuti con sufficiente certezza potrà dire qualche cosa in merito.

3. In linea generale tuttavia si può dire che l’accettabilità degli OGM va esaminata alla luce di due virtù fondamentali: la virtù della prudenza e la virtù della giustizia.

4. Circa la prudenza: nel rapporto scienza-etica, la prima cosa da definire è l’accettabilità etica del rischio connesso agli OGM, secondo il criterio della proporzionalità.
Non si può rischiare sulla salute delle persone.
Su questo non si deve tollerare il male minore, come avviene comunemente  nell’assunzione dei farmaci dei quali si sa in anticipo che possono avere degli effetti collaterali negativi.
In questo caso infatti c’è un bene urgente da ottenere. L’assunzione di quel determinato farmaco garantisce degli effetti positivi, mentre gli effetti collaterali non sono direttamente voluti, sono minimi o comunque tollerabili.
Nel caso invece degli OGM di per sé non vi è alcuna urgenza circa la loro produzione. Si potrebbe dire che sono solo “ad melius esse” e cioè per il benessere  o per produrre con maggiore profitto.

5. Circa la virtù della giustizia: va tenuto presente il criterio del bene comune, e cioè del bene di tutti gli uomini non solo del presente, ma anche delle generazioni future.
Su questo punto è pienamente condivisile quanto a suo tempo ha affermato la Conferenza episcopale tedesca: “Il mondo è un dono di Dio all’uomo; esso gli è dato perché a sua volta lo trasmetta ulteriormente.
Perciò l’uomo è responsabile anche per le generazioni dell’umanità che verranno dopo di lui.
In questo modo la creazione diventa un’eredità che ogni generazione deve alle generazioni future, alle quali non può sottrarla dissipandola o gravando su di essa con pesanti ipoteche.
La responsabilità dell’uomo per la creazione è responsabilità per custodire l’eredità e non per lasciare un deserto al posto di un giardino” (Dichiarazione sul Futuro della Creazione e Futuro dell’Umanità, settembre 1980).

6. Vi sono poi anche altri problemi etici da tenere presenti.
Il primo è il seguente: è lecito manipolare la natura vivente?
A. Bompiani ritiene di sì, a patto che sia “un’attività moralmente compatibile con la tutela sostanziale dei diversi esseri viventi, ove l’attività modificatrice sia chiaramente giustificata da esigenze di proporzionale valore e sia diretta alla realizzazione del bene comune” (in Medicina e Morale, 3/2000, p. 463).

7. Un altro punto su cui tutti sembrano d’accordo è questo: che garantire la biodiversità nel creato è una realtà troppo preziosa e irrinunciabile.
È meglio non sostituirsi al Creatore, memori di quanto si legge nel salmo 119,96: “Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, ma la tua legge non ha confini”.
Anche la scienza ha i suoi limiti.
Lo mostra la scienza stessa che in continuazione si evolve e scopre sempre cose, leggi, equilibri che prima le parevano inutili e insignificanti.

8. Altro punto su cui tutti concordano: sono da salutare favorevolmente le biotecnologie che sono in grado di ridurre gli inquinamenti e il consumo di beni non rinnovabili.

9. Il giudizio etico è negativo per le manipolazioni regressive, ossia per quelle che diminuiscono la biodiversità.

10. Pertanto dal momento che ne può andare di mezzo la salute di molte persone, del presente e del futuro, è necessario procedere con cautela e nel vero interesse di tutti.

Ecco dunque alcuni principi utili ad orientarci in  questa materia.
Ti assicuro volentieri il mio ricordo nella preghiera per il tuo presente e soprattutto per il tuo futuro.
Ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo