Quesito

Ave Maria
Buongiorno padre Angelo. Sono Antonio e sono di Corato (Bari) dove ieri mattina alle ore 11:30 c’è stato lo scontro tra due treni che viaggiavano sullo stesso binario in senso opposto.
E’ una tratta che io ho fatto per tantissimi anni per andare da Corato ad Andria.
Ci sono stati 27 morti. Uno di questi 27 è il Cognato di mia Figlia. Un ragazzo straordinario di solo 17 anni. Buono, educato, bravo era appena tornato dal Giappone dove era stato 1 anno perchè aveva vinto una borsa di Studio con Intercultura organizzata dalla comunita’ europea. Era andato ad Andria, andava lì a scuola, a salutare i professori e gli amici e poi stava tornado a Corato.
Ora io sono molto cattolico e tra l’altro ho perso una bambina all’età di 4 anni. I genitori di Francesco, così si chiamava il ragazzo, sono i miei consuoceri. Già non sono molto cattolici, adesso credo che perderanno completamente la fede.
Io non so come Aiutarli e li capisco perchè non è facile. Lei più volte ha detto che in questi momenti occorre fare un passo indietro e lodare Dio. Ma tra il dire ed il fare ….. La domanda che uno si pone è la seguente: se Dio esiste perché succede questo?
Capisco che se una ha veramente fede questa domanda non va posta.
Ma ripeto non è facile. Cosa posso fare io che mi ritengo "cristiano" per aiutare questi miei fratelli che hanno perso un figlio in una sciagura assurda?
Grazie Don Angelo
Ave Maria


Risposta del sacerdote

Caro Antonio,
1. avevo ricevuto a suo tempo la tua mail, ma ero fuori sede e mi trovavo nell’impossibilità di risponderti immediatamente.
Vi sono giunto adesso in un momento in cui gli animi, pur addolorati (e come si potrebbe non esserlo e non esserlo per sempre?), si sono ormai alquanto rassegnati.

2. Mi chiedi come puoi aiutare questi tuoi fratelli, che sono anche tuoi consuoceri, di cui temi che possano perdere la fede, già forse fragile.
Sono convinto che finora la tua parte l’hai fatta, senza il mio consiglio.
Sei stato loro vicino, hai assicurato e hai fatto la tua preghiera per Francesco e per loro.
Hai anche partecipato alle Messe di suffragio e sei andato a visitare la sua salma in cimitero.

3. Certamente ad ogni Messa, ad ogni visita nel cimitero si è rinnovato il dolore.
Ma si è rinnovata anche la preghiera che ha introdotto in questo mondo un’energia soprannaturale. E senza alcun dubbio quest’energia ha avuto la sua efficacia.

4. Il santo Curato d’Ars diceva che quando durante la consacrazione preghiamo per una persona in particolare, lo Spirito Santo in quel momento va a toccare il cuore delle persone per cui preghiamo.
Chissà quante volte finora avrai pregato a Messa per i tuoi consuoceri.

5. Probabilmente al momento in cui ti rispondo la loro fede si sarà vivacizzata.
Anch’essi chissà quante volte saranno andati a Messa per il loro figlio. E chissà quante volte saranno andati a visitare la sua tomba. Forse tutti i giorni, almeno in un primo periodo.
Tutte le volte che vi sono andati davanti alla sua tomba si sono segnati col segno della croce. Un segno che allontana tanti mali dai noi e anche dai nostri defunti.
In una vecchia antifona (“Domine Jesu Christe”) che un tempo si cantava o si recitava all’offertorio nelle Messe per i defunti si supplicava Dio dicendo: “Signore Gesù Cristo! Re di gloria! Libera le anime di tutti i fedeli defunti dalle pene dell’inferno e dalla fossa profonda! Liberale dalla bocca del leone, affinché non vengano inghiottite dal Tartaro, e non cadano nell’oscurità: ma l’alfiere san Michele le porti nella luce santa, che un tempo hai promesso ad Abramo e alla sua stirpe”.
Al di là delle immagini, la sostanza rimane quella.
Inoltre avranno pregato e continueranno a pregare con le preghiere tradizionali. Forse proprio la morte del figlio ha risvegliato la loro fede.

6. Inoltre sono convinto che il Signore sia stato loro vicino più di tutti voi messi insieme.
Probabilmente essi stessi lo potrebbero confermare.
Soprattutto nel momento del dolore il Signore si fa sentire perché ci ama.
Ho l’impressione che tutti – a meno che non abbiano un cuore di pietra – lo sentano.

7. Caro Antonio, con la morte di Francesco hai rivissuto il tuo dolore per la morte della tua bambina di quattro anni.
Anche tu in quel tempo – nonostante tutto – avrai sentito che Dio ti stava vicino e ti sorreggeva.
E ti diceva che al di là delle disgrazie umane accoglieva tua figlia per custodirla in un posto più sicuro in attesa del vostro definitivo incontro in Paradiso.

8. È il pensiero che San Luigi Gonzaga, all’età di 23 anni e già con segni della morte nel suo corpo, consegnava per mezzi di una lettera a sua madre.
Ecco che cosa scriveva:
“Illustrissima signora, guàrdati dall’offendere l’infinita bontà divina, piangendo come morto chi vive al cospetto di Dio e che con la sua intercessione può venire incontro alle tue necessità molto più che in questa vita.
La separazione non sarà lunga.
Ci rivedremo in cielo e insieme uniti all’autore della nostra salvezza godremo gioie immortali, lodandolo con tutta la capacità dell’anima e cantando senza fine le sue grazie.
Egli ci toglie quello che prima ci aveva dato solo per riporlo in un luogo più sicuro e inviolabile e per ornarci di quei beni che noi stessi sceglieremmo”.

9. Queste parole le potrebbe sottoscrivere in pienezza anche la tua bambina che si è presentata davanti a Dio con la purezza di un Angelo.
Se potesse farti sentire la sua voce, la tua bambina ti direbbe che è contenta di essere in Paradiso e che lì si trova in un luogo più sicuro e inviolabile.
Infatti “che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?” (Mc 8,38).

10. Scrivi: “Lei più volte ha detto che in questi momenti occorre fare un passo indietro e lodare Dio”.
No, no, questo non l’ho scritto né l’ho detto.
Piuttosto conviene dire con il Manzoni “nui chiniam la fronte”.
Sì, ci rassegniamo perché non possiamo fare altrimenti. E perciò adoriamo Dio che ha permesso (non voluto) questo male.
La causa della morte di Francesco non è di Dio, ma dell’incuria degli uomini.
I quali non possono pensare di agire con leggerezza e irresponsabilità tanto poi ci sarebbe un Altro che  ripara tutto.
Non sarebbe questa la dignità e la grandezza della libertà che Dio ha dato agli uomini.
Sicché non può essere ascritto a Dio quello che gli uomini fanno a danno degli altri, rifiutando il suo aiuto e la sua grazia.

11. Per tornare ancora a quello che puoi fare per i tuoi consuoceri: portali alla confessione e poi portali alla Santa Comunione fatta per Francesco.
Sentiranno così in maniera più forte che la comunione con il loro figlio continua in maniera diversa. Ma continua. Sarà una comunione direttamente da cuore a cuore.
In quel momento i tuoi consuoceri metteranno il loro cuore vicino a quello di Francesco e Francesco metterà il suo vicino al loro, anzi dentro il loro cuore.
Non è quello che stai vivendo tu con la tua bambina volata al cielo all’età di 4 anni?

12. A suo tempo ho pregato per tutti voi e ho fatto pregare anche in Chiesa durante la Messa nella preghiera dei fedeli.
E adesso rinnovo la mia medesima preghiera a vostro beneficio e in particolare a beneficio di Francesco e dei suoi genitori.

Vi abbraccio e vi benedico.
Padre Angelo