Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un diacono, studente di teologia, le ho già scritto un’altra volta.
Le chiederei se, per piacere, può dirmi in sintesi quali sono le differenze principali tra tomisti ed agostiniani. Sa, tante volte sento "il Papa è agostiniano", "in questo punto il Papa sembra tomista" e desidererei avere, per quanto possibile, una sorta di elenco di differenze dalle quali sia possibile identificare, per qualsiasi teologo, la vicinanza ad una corrente piuttosto che ad un’altra.
La ringrazio.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. L’agostinismo è un termine adoperato sia in filosofia che in teologia per indicare tutte le tendenze che si ispirano più o meno da vicino e con maggiore o minore fedeltà al pensiero di Sant’Agostino (354-430).
In filosofia nel Medio Evo ha esercitato un dominio incontrastato fino all’avvento dell’aristotelismo, introdotto nel mondo latino nel secolo XIII per opera di Alberto Magno e Tommaso d’Aquino.
Tra le tesi filosofiche tipiche dell’agostinismo figurano: la stretta subordinazione della filosofia alla teologia, la dottrina dell’illuminazione per spiegare l’origine della conoscenza delle «verità eterne», il primato del bene sul vero, della volontà sull’intelletto, il dualismo antropologico (anima e corpo sono due sostanze complete congiunte accidentalmente)…
In teologia, sin dalle origini, l’agostinismo indica una forte connotazione anti-pelagiana, la corruzione della natura l’assoluta necessità dell’opera di Cristo per la salvezza.
Storicamente si sono sviluppate due forme di agostinismo: quella moderata che praticamente coincide con l’ortodossia cattolica e quella esasperata di Lutero, Calvino, Baio, Giansenio, la quale esclude qualsiasi cooperazione umana nell’opera della salvezza: questa è dovuta alla sola gratia Dei, è esclusivamente frutto della grazia di Dio.

2. Per tomismo s’intende in senso proprio è il sistema dottrinale di San Tommaso (1225-1274).
In senso più largo comprende le interpretazioni del pensiero di San Tommaso nel campo filosofico e teologico.
Ecco alcuni caratteri fondamentali del tomismo.
1) Realismo moderato proprio della filosofia greca al seguito di Aristotele; primato dell’essere sussistente e assoluto in Dio, analogicamente partecipato in vari gradi nelle creature, in cui si distingue realmente dall’essenza.
2) Sano dualismo: Dio realmente distinto dal mondo, ma anche immanente in esso con la sua presenza e con la sua potenza che conserva l’essere e muove la natura creata all’azione.
L’ente creato è una sintesi di atto e di potenza.
Il mondo materiale è materia e forma (ilemorfismo), l’uomo è anima e corpo, che però sono uniti sostanzialmente in un solo ente.
Questa composizione, è applicata anche all’ordine soprannaturale nei Sacramenti, cause strumentali della grazia.
Così pure la natura si distingue realmente dalla persona. Questo trova feconda applicazione al mistero della Trinità e dell’Unione ipostatica.
Anche la distinzione reale tra sostanza e accidenti porta una benefica applicazione al mistero dell’Eucaristia con la teoria della transustanziazione.
3) Intellettualismo: primato dell’intelletto sulla volontà e sul sentimento; larga funzione della ragione in teologia, subordinatamente però alla rivelazione e alla fede. Visione razionale del mondo e delle sue leggi; armonia tra leggi dell’essere e leggi del pensiero. Oggettività della nostra conoscenza nella luce dell’essere.
4) Netta distinzione tra ordine naturale e ordine soprannaturale: l’uno è elevato all’altro per via di potenza obbedienziale. Si elimina così il panteismo e falso misticismo.

3. Non bisogna contrapporre necessariamente San Tommaso a sant’Agostino.
San Tommaso viene dopo e, con l’aiuto della filosofia aristotelica, ha dato una connotazione più razionale e sistematica alla teologia.

4. Per molti nostri visitatori le distinzioni esposte forse dicono poco. Ma non è sbagliato sapere che in teologia hanno avuto notevole influsso tanto l’approccio di Sant’Agostino quanto quello di San Tommaso.

Ti auguro ogni bene per i tuoi studi teologici e soprattutto per il tuo futuro ministero.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo