Quesito

Cari Amici domenicani,
sono una ragazza sposata in comune con un ragazzo che è separato, io non sono mai stata sposata e volevo sapere se io posso fare la comunione, perché il mio parroco mi ha detto che essendo sposata in comune non mi è possibile ricevere l’eucarestia perché c’è una legge della chiesa che me lo impedisce.
Attendo una vostra risposta grazie mille


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. la Chiesa considera valido il matrimonio tra due battezzati solo se è celebrato nella forma sacramentale.
A motivo del Battesimo i credenti sono innestati in Cristo come tralci alla vite. Da lui devono attingere la forza vivificante per i loro pensieri, i loro sentimenti, le loro azioni, la loro vita.
Ne viene da sé che debbano attingere da Cristo la forza nuova per vivere nel matrimonio, nella consapevolezza che il matrimonio, in quanto è sacramento è un segno sacro, un segno che rimanda incessantemente ad un altro matrimonio, quello con Cristo, che è lo Sposo numero uno di ognuno di noi.

2. Ora per vivere l’unione sponsale con Cristo è necessario essere all’unisono con lui e con la sua volontà.
Il Signore ha voluto elevare il matrimonio a Sacramento perché i coniugi avessi potessero amare con la sua stessa lunghezza d’onda, perché attingessero da Lui tutte le energie necessarie per attendere alla santificazione vicendevole e all’educazione cristiana dei loro figli.
Come ricorda il recente Concilio Vaticano II per vivere bene nel matrimonio è necessaria una forza fuori del comune, e questa forza fuori dal comune deriva dalla grazia di Cristo.
Quando due persone decidono di sposarsi solo in comune è come se dicessero a Cristo che per costruire secondo Dio l’edificio del loro matrimonio non hanno bisogno della sua presenza e del suo aiuto.

3. Certo, quando tu hai deciso di sposarti in comune, non hai affatto voluto estromettere Cristo dalla tua vita. Ma hai scelto un percorso che ti conduceva a non vivere secondo la sua volontà.
Permanendo in questa situazione, la Comunione eucaristica non sarebbe vera Comunione, perché di fatto vivi in una situazione che è in contrasto con la sua volontà.
Pertanto prima di fare la S. Comunione devi regolarizzare il tuo matrimonio, santificandolo con il Sacramento.

4. Ma in te c’è un ulteriore motivo per cui non puoi fare la S. Comunione. Ti sei sposata civilmente con una persona separata. Il che significa: con una persona che aveva contratto un valido matrimonio (almeno così si presume fino a prova contraria).
Quando il giovane con cui stai ha contratto il suo matrimonio in Chiesa, si è espropriato di se stesso e si è impegnato davanti a Dio ad appartenere nella buona e nella cattiva sorte alla sua sposa.
Quel giovane dunque non ti appartiene. Anzi lui stesso non si appartiene più, perché è di un’altra donna, quella che ha sposato in Chiesa.
Ciò significa che finché stai con una persona separata è come se perpetuassi un adulterio. È vero che lui da un certo tempo non sta più con sua moglie. Ma quella donna continua ad essere davanti a Dio la sua moglie e lui continua ad essere davanti a Dio il suo marito.

5. Pertanto per poter fare la S. Comunione devi rimuovere quest’ultimo ostacolo, che non è insormontabile.
Bisognerebbe che lui andasse da un giudice ecclesiastico per vedere se ci sono le premesse per poter istruire una causa di dichiarazione di nullità del precedente matrimonio.
Se questo atto avrà esito positivo, allora potrete sposarvi in forma sacramentale e conseguentemente potrete anche accedere alla S. Comunione.

6. Dal momento che nella S. Comunione riceviamo il bene e l’aiuto più grande, che è Cristo stesso, ti esorto a far sì che il giovane che vive con te decida di fare quanto ti ho appena detto.
I giudici ecclesiastici sanno trovare tanti motivi di nullità anche là dove uno crede che tutto sia stato fatto in maniera valida.

7. Intanto continua a partecipare alla S. Messa, sebbene per ora tu non possa fare la S. Comunione. Continua anche a pregare.

Ti assicuro una preghiera. Anzi, dedicherò la S. Comunione che farò nella prossima celebrazione della Messa proprio per te, che per ora non puoi riceverla.
Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo

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