Quesito

Buonasera padre Angelo,
la ringrazio moltissimo per come ha messo a frutto i suoi studi e la sua intelligenza per aiutarci nel cammino verso la santità, scopo della vita; questo lavoro che fate voi amicidomenicani sapendo utilizzare i nuovi strumenti a vantaggio del Bene è preziosissimo, soprattutto per il modo chiaro e diretto che ha di rispondere alle domande.
Con l’occasione ne approfitto anch’io per una domanda in particolare, sperando che abbia tempo-voglia di aiutarmi nel dubbio. Sono una ragazza e credo fermamente, come anche il mio ragazzo, nel valore della castità e purezza per mantenere lo Spirito Santo nel nostro cuore. Tuttavia, si sa, non è facile passare dalla fede all’azione. A volte mi trovo in situazioni in cui fatico a dare risposte coerenti su certe questioni che mi pone. Per esempio nello scambio di manifestazioni affettuose, cerco di evitare i gesti che possano risvegliare in lui l’impulso sessuale, ma sembra impossibile a volte. Tuttavia se penso che qualche cosa apparentemente innocua secondo la società (come toccarmi il seno) sia pericolosa perché degenera facilmente provocando piacere ad entrambi preferisco proibircela e gli spiego perché lo faccio. A questi ‘‘no’ a volte risponde scocciato e non mi rivolge più attenzione, mettendosi a guardare la tv o zittendosi, quando io spererei di dialogare o di scambiarci qualche casta tenerezza. Allora mi rannuvolo nei pensieri più tristi e se discutiamo lui si scalda dicendo che in fin dei conti ne ha necessità per la sua virilità, perché l’uomo è cacciatore e per il maschio è molto più difficile rimanere casti.
Io non posso contraddirlo anche se vorrei perché non sono mai stata un maschio, però mi sembra uno stereotipo per giustificare un atteggiamento sbagliato e sentirsi meno colpevoli in caso di peccato, come se fosse una questione di maggior propensione genetica e di necessità fisiologica.
Vorrei aggiungere che il mio ragazzo è una bellissima persona, mi aiuta un sacco ad essere migliore, solo che voglio aiutarlo anch’io nell’amore puro e non metterlo in difficoltà, senza privarlo di un briciolo del mio amore ma senza dargli ciò che gli farebbe solo male. A volte ho paura di essere esagerata, ma la coscienza poi mi dice che ho fatto bene, sento il cuore più felice dopo i ‘‘no’, anche se causano sofferenza, per lui ma anche per me che lo vedo così contrariato. Mi chiede di cercare di ragionare come un uomo e di capirlo…ma non ci riesco proprio.

Grazie per la pazienza di aver letto, immagino che avrà tantissime domande e non si preoccupi se non può rispondere che capisco benissimo.
Grazie ancora e Sia Lodato Gesù Cristo.
B.K.
(preferisco firmarmi così per mantenere l’anonimato, anche per rispetto verso il mio ragazzo)


Risposta del sacerdote

Carissima B.K.,
1. sono contento di pubblicare la tua email anche per sfatare un certo luogo comune presso molti ragazzi i quali asseriscono che non vi sarebbero ragazze desiderose di vivere la loro sessualità secondo Dio.
La tua email conferma invece che queste ragazze ci sono e che intendono vivere la loro vita affettiva come itinerario progressivo di santificazione.

2. La difficoltà più grossa in cui ti imbatti consiste nel fatto che il tuo ragazzo su questo punto non è ancora, almeno a livello pratico, sulla tua stessa lunghezza d’onda.
D’altra parte non dobbiamo nasconderlo: Giovanni Paolo II con grande realismo diceva che la nostra capacità di amare è insidiata dalla concupiscenza della carne.
Lo è in te, perché anche tu hai ereditato il peccato originale.
Ma, grazie a Dio, tu sei consapevole di questo e cerchi in tutte le maniere di amare il tuo ragazzo in maniera pura, di volergli bene, anzi di volergli il bene più grande: Dio e di cercare tutto in ordine a Dio.

3. La capacità di amare è insidiata anche nel tuo ragazzo, per il quale a conti fatti bisogna riconoscere che è anche un bravo ragazzo, sebbene sia vittima di certi modi di pensare che potrei definire ancora adolescenziali.

4. Tu devi aiutarlo a capire che con quel suo modo di comportarsi e soprattutto con le sue reazioni mostra di non essere ancora capace di vero e autentico amore, di volere il bene della persona che ama.

5. Soprattutto devi aiutarlo rimanere stupito e come incantato dalle parole della Sacra Scrittura: “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Col 1,16).
L’affetto per te deve terminare in Lui.
Anzi, deve essere una via per conoscere e amare sempre di più Lui che si manifesta e gli parla attraverso di te per condurlo a una più intima comunione con Lui.

6. Allora sarà in grado di capire che in Gesù “sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza” (Col 2,3), anche quelli relativi all’amore umano, all’amore tra fidanzati.
Gesù ha tante cose da dirgli e da dargli in ogni incontro con te e dopo ogni incontro con te.

7. E scoprirà che solo Lui è il suo tutto, il suo fine ultimo, il suo bene totale.
Perché “in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9).

8. Certo, tu sei importante per il tuo ragazzo e in particolare per il suo futuro temporale ed eterno.
Ma non sei il suo Dio.
Sei una manifestazione di Dio e una via che conduce a Lui.

9. Sant’Agostino per un certo periodo della sua vita cercò il suo bene nelle creature. Ma ad un certo momento gli parve che tutte queste creature gli dicessero insieme: “Non siamo noi il tuo Dio, cerca più in alto”.
È un messaggio che tutti abbiamo bisogno di riudire perché siamo sempre tentati di trattare con le cose e le persone di questo mondo come se fossero il nostro Dio.

10. Ti rispondo oggi nel giorno in cui la Chiesa celebra la festa dei santi Michele, Gabriele e Raffaele.
La liturgia della Chiesa ci ha leggere queste parole: Michele, Angelo di pace, Gabriele, Angelo forte, Raffaele, Angelo medico di salute.
Questi Angeli il Signore li affida anche ad ognuno di noi.
E per questo volentieri li invoco anche per te e per il tuo ragazzo: vi difendano dall’avversario (Michele), vi portino la fortezza di Dio (Gabriele) e vi guidino nella strada che porta a Dio (Raffaele).
Che questi Arcangeli vi aiutino a crescere sempre più nella purezza per portare dentro di voi la presenza dello Spirito Santo. “La sua unzione insegna ogni cosa” (1 Gv 2,27).

Vi auguro un buon cammino e vi benedico.
Padre Angelo