Quesito

Carissimo padre Angelo,
sono un ragazzo praticante che ha sempre difeso il Magistero della Chiesa e il Papa. Ricordo gli accesi dibattiti ai tempi del liceo nei quali difendevo l’insegnamento della Chiesa riguardo le coppie di fatto, la comunione ai divorziati risposati, il celibato sacerdotale. Tuttavia in questi ultimi tempi, legati al nuovo pontificato di Papa Francesco, sta accadendo in me qualcosa di sbagliato: non riesco a sostenere alcune affermazioni del Papa sebbene io mi sforzi di farlo; le parlo per esempio dell’ammiccamento del Papa verso la prassi della Chiesa Ortodossa della benedizione delle seconde nozze, chiaramente dimostrata nell’intervista televisiva tenutasi durante il viaggio di ritorno dalla GMG. Inoltre guardo con particolare timore il prossimo Sinodo sulla famiglia la cui relazione introduttiva del Cardinale Kasper ed elogiata dal Santo Padre ha fatto vacillare alcuni miei punti fermi.
Dal momento che io non sono nessuno per criticare il Papa mi chiedo se io mi sia sbagliato negli anni addietro nell’affermare che le convivenze e i riaccompagnamenti post-divorzio fossero fuori dal progetto di Dio. Anche qui però noto che il Magistero dice proprio questo. Non so quindi  creare una continuità tra questi insegnamenti. Da quel che ho capito l’attenzione è posta non tanto sui matrimoni nulli (dei quali sarebbe conveniente accelerare i tempi di annullamento) quanto su quelli validi ai quali sia seguito il divorzio ed una nuova unione. Anche per quest’ultimo caso la Chiesa Cattolica ha la soluzione del vivere come fratello e sorella e penso che tra cadute e confessioni alcune coppie si sforzino di percorrere questa strada. Da quello che ho appreso però lo stesso Cardinale in questione afferma che quest’ultimo sia un comportamento eroico non adatto a tutti e che la Chiesa debba proporre un cammino che per queste persone sia percorribile pur non rappresentando il meglio. Quindi qui non si parla tanto di restare fedeli al proprio coniuge nonostante il divorzio ma di "benedire" delle nuove nozze come male minore. 
Ecco quindi il mio problema non è di tipo moralista, non sono il tipo e non mi scandalizzo; è piuttosto un problema di ordine logico, riaccompagnarsi è peccato o meno? Si vuole forse introdurre una via di mezzo tra peccato e non peccato? Pur essendo appassionato e studioso di teologia a livello amatoriale non sono un teologo quindi aspetto sue risposte.
Le ripeto, mi sforzo di essere in sintonia con il Papa e con i Cardinali ma spesso non ci riesco.
Daniele


Risposta del sacerdote

Caro Daniele,
1. tutto quello che hai difeso ai tempi del liceo sei chiamato a difenderlo sempre.
La dottrina della Chiesa non muta, come del resto non muta l’insegnamento di Cristo.
La dottrina della Chiesa si evolve, ma in maniera omogenea, e cioè senza contraddirsi. Si evolve per ulteriore comprensione, sviluppo e precisone.

2. Quando comparirà questa risposta sul nostro sito (la sto elaborando in data 20 agosto 2014) sarà già conclusa la prima fase del sinodo dei vescovi
Bisognerà attendere la seconda e poi il documento del Papa che non apparirà presumibilmente prima del 2916.
Il sinodo infatti ha carattere consultivo.
Solo quando avremo in mano il documento del Papa potremo dire con precisione qual è il suo pensiero e conformarvi la nostra fede.

3. Intanto nella discussione che si è creata, nonostante qualche confusione alimentata qua o là, la dottrina della Chiesa è stata ulteriormente approfondita ed esposta.
Penso ad esempio al lungo e preciso documento elaborato da un gruppo di teologi domenicani statunitensi.
Di questo studio se ne è parlato nel luglio scorso e ha avuto larga eco.
Di fronte alla sua precisione dottrinale si rimane stupiti e penso che ne rimanga stupito anche qualche cardinale.

4. Le parole che il Papa ha detto sulla relazione del cardinale Kasper non sponsorizzano tutto quello che il cardinale ha detto.
Lo ha elogiato, è vero. E che cosa doveva fare?
Anch’io quando nel mio piccolo invito una persona a fare una conferenza e poi alla fine devo dire qualche parola, non mi metto certo a dire che la relazione non mi è piaciuta. Sarebbe di cattivo gusto, soprattutto dopo aver invitato il conferenziere. Insisto sui punti buoni ed elogio. E così, mi pare, ha fatto anche il papa.

5. Certo il punto debole della relazione del cardinale Kasper non riguarda a mio parere la benedizione delle nuove nozze. Perché di questo evidentemente neanche se ne parla. Il matrimonio, se è valido, resta indissolubile.
Neanche gli ortodossi danno la benedizione alle nuove nozze. Le accettano, ma non vengono benedette.
Nessuno può stravolgere il Vangelo e anche il cardinale Kasper lo riconosce.

6. Il punto vulnerabile della sua relazione sta nel fatto che darebbe la possibilità di accedere ai sacramenti – pur con tutte le cautele che ha presentato – anche se si vive in maniera uxoria pur non essendo sposati.
Infatti questi divorziati riaccompagnati talvolta sono risposati civilmente e talvolta sono divorziati conviventi.
Ora se è lecito dare l’assoluzione e la santa comunione a questi che vivono in maniera uxoria pur non essendo sposati col matrimonio sacramento perché non darla anche alle coppie di conviventi non ancora sposati?

7. Senza dire che il problema della contraccezione qui è stato del tutto dimenticato.
Anche questo è un altro punto debole.
La Chiesa non si è sbagliata nel suo insegnamento non solo secolare, ma anche recente. Penso a quello degli ultimi pontefici che diverse molte e in maniera molto autorevole si sono espressi su questo tema: Paolo VI, Giovanni Paolo II  e Benedetto XVI.
Inoltre rimane ferma la dottrina di Cristo nel caso dei divorziati in qualunque modo riaccompagnati: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio” (Mc 10,11-12). Si tratta di un rapporto adulterino continuato, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Il divorzio è una grave offesa alla legge naturale…. Il fatto di contrarre un nuovo vincolo nuziale, anche se riconosciuto dalla legge civile, accresce la gravità della rottura: il coniuge risposato si trova in tal caso in una condizione di adulterio pubblico e permanente” (CCC 2384).

8. Dispiace che il cardinale Kasper non abbia tenuto conto di questo.
Ma la sua relazione non ha valore magisteriale. Né quello che potrebbero dire anche altri cardinali ha valore magisteriale.
Per cui non perderti d’animo.
Gesù Cristo ha fissato la sua Chiesa su salda roccia (è Lui stesso questa salda roccia).
Per questo devi essere certo che la Chiesa non sbaglierà nel suo insegnamento né dichiarerà sbagliato o sorpassato quello che finora ha insegnato in materia di fede o di morale con l’assistenza stessa di Cristo.

9. Pertanto continua a combattere la tua buona battaglia, come dice san Paolo a Timoteo (1 Tm 6,12).
È la dottrina di Cristo che sei chiamato a presentare, la dottrina di Colui che in forza della sua persona divina ha detto: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo