Quesito

Salve caro padre,
sono un ragazzo molto giovane, appena 16 anni; è da quasi due anni che cercavo delle risposte sulla religione, mi domandavo cose del tipo ‘‘esiste davvero Dio?’, ‘‘e se alla fine non ci fosse nulla?’, ‘‘è giusto pregare?’ e circondato da compagni e amici che non credevano o che non praticavano mi ero lasciato trasportare, ho incominciato anche io a bestemmiare, a commettere atti impuri ed altro, semplicemente per essere accettato dalla comitiva.
Fin da quando ero bambino ho frequentato la catechesi, andavo a messa, pregavo ma tutto questo sotto forzamento che non mi è servito poi crescendo perché mi ha fatto solo allontanare dalla Chiesa; qualche settimana fa guardavo un programma su TV2000 dove vi era padre Amorth che spiegava alcune cose su Dio, sul Diavolo, e su ciò che riguarda l’esorcismo, tutto questo mi ha affascinato a tal punto da dover trovare le risposte alle mie domande via internet e questo mi ha portato a Lei, mi sto piano piano riconciliando alla Chiesa, sto recitando il S.S. Rosario da quasi una settimana ma purtroppo non mi sono ancora confessato di tutti i miei peccati (bestemmie, atti impuri, ecc.) ed ho paura che non stia servendo a nulla inoltre, altri pensano che io lo stia facendo solo per timore ma io so che in realtà è perché lo voglio semplicemente fare.  Vorrei rientrare nella misericordia di Dio, vado benissimo a scuola, sono riuscito a dimagrire dopo tanto tempo, ho pochissimi amici, molto lontani tra l’altro, ma sto bene così, non mi piace litigare e tutti mi dicono che sono un ragazzo abbastanza maturo, da quando poi è nato il mio unico fratellino riesco a comprendere cos’è l’amore fraterno, c’è solo questa piccola sofferenza dentro di me, la sofferenza di non saper cosa fare, di non avere delle risposte concrete sulla religione. Per questo io mi rivolgo a Lei: ‘‘cosa posso fare per riconciliarmi con Dio?’, ‘‘oltre il rispettare i 10 comandamenti cos’altro devo rispettare?’, ‘‘quale preghiere mi consiglia di fare?’, ‘‘cosa pensa Lei della Chiesa? (su questo argomento sono davvero dibattuto, non ci sto capendo davvero nulla), ‘‘crede che posso essere perdonato per quello che ho fatto? Per i peccati che ho commesso?’, ‘‘ho paura di non essere all’altezza di chiedere scusa a Dio, confessandomi, con sincerità, ho paura di non essere all’altezza di pregare nel modo giusto, lei cosa mi consiglia?’, ‘‘Lei crede che pregare per qualcuno serva? Che bisogna essere costanti nella preghiera? E cosa succede se, mettiamo il caso, non si abbia la disponibilità di pregare per qualche giorno, possa cambiare qualcosa nell’anima di quella persona?’, ‘‘cosa si intende per digiuno che chiede la Madonna?’, ‘‘cosa si intende per "onora tuo padre e tua madre" nei dieci comandamenti?’, ‘‘perché non ci si può masturbare?’, ‘‘quali sono le attività da buon cristiano?’.
So che sono moltissime domande, e in realtà ne avrei anche altre che magari ora non mi vengono in mente, ma le prego di dare uno sguardo perché tutto quello di cui ho bisogno nel campo religioso ora è avere delle risposte.
La ringrazio infinitamente


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ti stai liberando dalla schiavitù di alcuni peccati e ti stai liberando anche dalla schiavitù di chi li ispira.
Non mi meraviglio che costui cerchi di dirti che la tua conversione non serve a nulla. Non vuole perderti e per questo ti dà battaglia.
Anche il santo Curato d’Ars era tentato così dal demonio che lo tormentava dicendogli: “non servono a nulla le tue penitenze, non servono a nulla le tue preghiere. Tu sei mio e lo sei per sempre!”.

2. Sono contento che il Signore ti abbia portato al nostro sito per ricevere le risposte di cui adesso hai bisogno.
Le domande che mi hai fatto sono molte e per questo, per ora, risponderò in maniera abbastanza scheletrica.

3. “Cosa posso fare per riconciliarmi con Dio?”.
In questo momento hai bisogno della confessione, che il padre Amorth molto giustamente definisce il primo esorcismo, la prima forma di liberazione.
Ma oltre a liberarti e a farti sentire interiormente purificato, la confessione ti dona la grazia santificante che ti assicura la presenza personale di Dio dentro l’anima.

4. “Oltre il rispettare i 10 comandamenti cos’altro devo rispettare?”.
Nei comandamenti c’è la base della vita moralmente buona.
Ma il puro sufficiente non sazierà ancora i bisogni del tuo cuore.
Dovrai andare al largo nel vivere una vera amicizia con Gesù Cristo.
La vera amicizia richiede che gli amici si frequentino (ecco la vita di preghiera), che si aprano il cuore a vicenda (ecco la lettura del Vangelo: quando apri quei libri santi, Gesù si avvicina a te come ha fatto un giorno con i discepoli di Emmaus. E mentre tu leggi quelle parole, Lui illumina la tua mente e riscalda il tuo cuore).
La vera amicizia porta gli amici ad aiutarsi a vicenda: ti domanderai in  che cosa tu possa aiutare il Signore. E Lui ti mostrerà quanto bene spirituale o materiale puoi fare al tuo prossimo. E tu lo farai come se lo facessi per Lui.
La vera amicizia porta gli amici a compiacersi l’uno dell’altro e a stare volentieri insieme: tu gli starai insieme vivendo in grazia e cominciando a frequentare con regolarità gli appuntamenti che Lui ti dà: i Sacramenti.
Si tratta della confessione, che desidererei frequente nella tua vita, anche se non vi fossero peccati gravi. Almeno ogni 15 giorni. L’ottimo è la confessione settimanale. Ti accorgerai della forza che ti viene data volta per volta!
E poi si tratta della Messa alla domenica e nelle altre feste di precetto. Questa Messa sia vissuta bene, con tanto di Comunione, fatta evidentemente in stato di grazia santificante.

5. “Quale preghiere mi consiglia di fare?”.
Ti consiglio il santo Rosario quotidiano. Questo Rosario ti fa stare in comunione col Signore. Anzi porta il Signore con la sua potenza salvatrice dentro la tua vita in maniera molto viva per lo spazio di 12-15 minuti.

6. “Cosa pensa Lei della Chiesa? (su questo argomento sono davvero dibattuto, non ci sto capendo davvero nulla)”.
Posso intuire quello che sta dietro questa domanda. Forse per Chiesa tu intendi gli uomini di Chiesa.
Per me invece la Chiesa è quella realtà che Cristo mi offre perché possa incontrami con Lui, per nutrirmi di Lui, per riconciliarmi con Lui, per donarmi a Lui e santificarmi sempre di più.
Come vedi, per me la Chiesa è una realtà che va ben al di là di alcuni uomini che sono suoi membri o anche ministri.
In una parola, per me la Chiesa è il corpo (mistico) di Cristo. Senza di Lei non potrei incontrare Gesù, non potrei vivere di Lui e con Lui.

7. “Crede che posso essere perdonato per quello che ho fatto? Per i peccati che ho commesso?”.
Sì, puoi essere perdonato.
Anzi il Signore è contentissimo di perdonarti perché così il Sangue di Cristo suo Figlio non risulta versato invano per te.
Ti attende con le braccia aperte e piene di amore.
Più presto vai a riconciliarti, più lo fai contento.

8. “Ho paura di non essere all’altezza di chiedere scusa a Dio, confessandomi, con sincerità, ho paura di non essere all’altezza di pregare nel modo giusto, lei cosa mi consiglia?
Il Signore lo sa che non siamo all’altezza di chiedere perdono nel modo giusto. Ma apprezza la nostra umiltà.
Lui stesso, attraverso il sacerdote, ti aiuterà a confessarti, come fa una madre con il proprio figlio piccolo.
La tua confessione sia umile e sincera. Quello che hai detto a me sono le stesse cose che dirai al confessore: “è da tot anni che non mi confesso, per tanto tempo non sono andato a Messa, non ho pregato, ho bestemmiato, mi sono lasciato trascinare dai compagni, ho commessi atti impuri da solo, ho portato talvolta poco rispetto ai miei genitori…”.

9. “Lei crede che pregare per qualcuno serva? Che bisogna essere costanti nella preghiera?”
Dal momento che Dio ha legato certi benefici alla preghiera di altri dobbiamo credere alla potenza della preghiera: “Andate dal mio servo Giobbe…, il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinché io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza” (Gb 42,8).
San Tommaso: “Dio non ci indurrebbe a chiedere se non avesse il proposito di esaudirci”. Come possiamo aiutarci l’un l’altro nell’ordine temporale, molto di più lo possiamo nell’ordine soprannaturale.
Dice San Giacomo: “Molto potente è la preghiera fervorosa del giusto. Elia era un uomo come noi: pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Poi pregò di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto.
Fratelli miei, se uno di voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, costui sappia che chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore lo salverà dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati” (Gc 5, 16-20).

10. “E cosa succede se, mettiamo il caso, non si abbia la disponibilità di pregare per qualche giorno, possa cambiare qualcosa nell’anima di quella persona?”
Succede quello che capita ad una persona quando rimane senza cibo per qualche giorno. S. Agostino dice che la preghiera è per la nostra vita quello che il cibo è per il corpo: come il corpo senza cibo deperisce, muore e poi puzza, così ugualmente nella vita spirituale. Senza preghiera si perde la presenza di Dio, ci si indebolisce e si cade in molte tentazioni.

11. “Cosa si intende per digiuno che chiede la Madonna?”
S’intende anzitutto l’astensione dal peccato.
E poi s’intendono anche tutti quegli atti piccoli o grandi di amore che ci fanno riportare vittoria su noi stessi e che ottengono per noi e per molti molta forza.

12. “Cosa si intende per "onora tuo padre e tua madre" nei dieci comandamenti?”.
Onorare significa avere rispetto e deferenza. Significa anche affetto e riconoscenza.
Ma per padre e madre non s’intendono solo i genitori. Questo comandamento chiede di tenere nel dovuto onore tutti coloro ai quali dobbiamo qualcosa.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: “Il quarto comandamento si rivolge espressamente ai figli in ordine alle loro relazioni con il padre e con la madre, essendo questa relazione la più universale. Concerne parimenti i rapporti di parentela con i membri del gruppo familiare. Chiede di tributare onore, affetto e riconoscenza ai nonni e agli antenati. Si estende infine ai doveri degli alunni nei confronti degli insegnanti, dei dipendenti nei confronti dei datori di lavoro, dei subordinati nei confronti dei loro superiori, dei cittadini verso la loro patria, verso i pubblici amministratori e i governanti.
Questo comandamento implica e sottintende i doveri dei genitori, tutori, docenti, capi, magistrati, governanti, di tutti coloro che esercitano un’autorità su altri o su una comunità di persone” (CCC 2199).

13. “Perché non ci si può masturbare?”.
Perché la masturbazione, come è stato detto da un autore spirituale, è egoismo allo stato puro.
È tutto il contrario del vero amore e contraddice l’intrinseco significato della genitalità.
E poi perché fa perdere la presenza personale di Dio dentro di noi e poco per volta spegne il gusto delle cose di Dio. Dice San Paolo: “Questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impurità, che ciascuno di voi sappia trattare il proprio corpo con santità e rispetto, senza lasciarsi dominare dalla passione, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno in questo campo offenda o inganni il proprio fratello, perché il Signore punisce tutte queste cose, come vi abbiamo già detto e ribadito. Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione” (1 Ts 4,3-7).

14. Infine chiedi: “Quali sono le attività da buon cristiano?”.
La prima cosa, la più importante e decisiva per il progresso nella vita presente e per l’eternità, è la vita di grazia.
Poi c’è la dedizione a Dio mediante la preghiera e la dedizione al prossimo mediante le nostre attenzioni e i nostri atti di amore.
In una parola vi sono quelle quattro attività che caratterizzavano la vita delle prime comunità cristiane: “Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere” (At 2,42).

15. Ecco, abbiamo cominciato il dialogo. Mi auguro che possa proseguire a beneficio tuo e di molti.

Intanto ti assicuro il sostegno della mia preghiera perché tu possa fare al più presto quello che devi fare e perché tu possa diventare un vero amico del Signore.
Ti auguro ogni bene nel tuo nuovo cammino e ti benedico.
Padre Angelo