Quesito

Caro Padre,
mi chiamo … e sono una ragazza di …anni.
Sono credente da sempre, ma la mia fede e la mia speranza in Dio si sono rafforzate ancora di più a seguito di un evento traumatico.
Tre fa sono stata invitata ad una festa in campagna, dove purtroppo mi sono accorta troppo tardi che si trattava di una situazione molto degenerata, infatti tutti erano ubriachi e giravano anche droghe.
E’ successo che sono stata avvicinata da due ragazzi, che approfittando del buio e della confusione mi hanno trascinato in mezzo a degli alberi e mi hanno violentato. Io urlavo, ma nessuno poteva sentirmi perché la musica era altissima. Questo fatto ha sconvolto la mia vita, anche perché ero vergine e fermamente convinta di rimanere tale fino al matrimonio; sono stata malissimo, non ho nemmeno avuto il coraggio di dirlo a qualcuno o di denunciare l’accaduto, perché mi vergognavo troppo. Ho solo pregato tanto, sperando di dimenticare e di trovare la forza di andare avanti.
Veniamo al mio dubbio attuale.
Da poco ho conosciuto un ragazzo, col quale ho fatto amicizia e non posso nascondere certi sentimenti profondi che provo e sento ricambiati.
Parlando è uscito fuori che per lui la verginità è un presupposto fondamentale per il matrimonio. Ancora non gli ho svelato il mio tragico segreto, ho paura che si allontani da me.
Vorrei due sue opinioni:
1: sono colpevole di peccato mortale in quanto non più vergine?
2: come posso affrontare il discorso con il ragazzo in questione?
Ho già esposto i miei dubbi al mio confessore, ma mi è sembrato piuttosto superficiale, soprattutto non mi ha chiarito se devo essere considerata macchiata dal peccato o meno.
La ringrazio per la sua attenzione e la saluto cordialmente.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. nel mio ministero ho avuto a che fare con una ragazza che ha subito la tua stessa sorte ed è rimasta anche incinta.
La tragedia è stata dunque più grossa.
Questa ragazza non ha voluto abortire. È andata in un centro per la vita, lì ha partorito e poi ha lasciato il bambino, come precedentemente concordato, ad una coppia che l’aveva chiesto in affido.

2. Ma vengo adesso al tuo caso, per il quale penso che tutti i nostri visitatori proveranno profondo dispiacere e disgusto per il fatto in se stesso, vicinanza affettiva per la tua persona e pena per chi l’ha compiuto.
Tu non hai nessuna colpa nell’aver perso la verginità. Mai avresti pensato che partecipando a quella festa le cose degenerassero in quel modo.
Pertanto ti tranquillizzo: davanti a Dio non hai commesso peccato.

3. Tuttavia la cosa pesa perché la verginità non c’è più.
Allora bisogna dire che vi sono due tipi di verginità: c’è una verginità materiale – che è pur preziosa – e una volta persa non la si può ricuperare.
C’è invece una verginità morale, che è ancor più preziosa. Una volta persa, se vi è una buona conversione, può essere ricuperata, come avvenne nel caso della Maddalena.
Ma in te non c’è stata neanche la perdita della verginità morale.
Santa Lucia, a chi la minacciava di portarla in un luogo infame per farle perdere la purezza e poi ucciderla, rispose che – non dando il consenso – non avrebbe perso la vera verginità e quello che avrebbero fatto sarebbe rifluito per lei per una duplice gloria: quella della verginità e quella del martirio

4. Evidentemente tu sarai tenuta a rivelare l’accaduto al tuo ragazzo perché la cosa non potrà essere nascosta.
Ma prima di dirlo con le parole, dovrai di dirlo con i fatti.
Che i tuoi gesti, le tue premure, la tua vita di fede, l’esercizio delle virtù siano l’argomento più convincente.
Quando glielo rivelerai anche con le parole, allora gli dispiacerà per quanto ti è accaduto. Piangerà insieme con te e ti ammirerà ancora di più.
Nel frattempo tempo prega molto. Prega anche col Santo Rosario quotidiano perché la Madonna diriga prima il tuo comportamento e poi, a suo tempo, anche le tue parole.

Ti assicuro la mia preghiera e il mio ricordo nella S. Messa.
Nella preghiera metto dentro anche il tuo ragazzo e ambedue vi benedico.
Padre Angelo