Quesito

Caro Padre,
prima di tutto volevo ringraziarla per la sua disponibilità.
So che già ha affrontato questa tematica ma voglio esporle il mio problema particolare ma che potrebbe essere anche un problema comune in quanto non si va in giro a fere certe domande. Sono un giovane padre di tre figli che adoro e ho una moglie che amo moltissimo. Siamo sposati da circa 12 anni e abbiamo rispettivamente 34 e 32 anni. La nostra prima figlia è arrivata nonostante “sbagliando” abbiamo praticando nei nostri rapporti il coito interrotto e anche nei giorni non fertili per la donna, il secondo è stato “calcolato” la terza come la prima. Per mantenere la famiglia dobbiamo lavorare entrambi e mia moglie mi dice che se arriva un’altra gravidanza farà una pazzia. Ho letto molto quello che già ha scritto e sono sicuro che corrisponde a verità. Ora la mia domanda è questa: Per mantenere integro il nostro rapporto con Dio io e mia moglie non dobbiamo avere rapporti? Per due sposi che si amano il rapporto è fondamentale come il sostegno reciproco nella vita di tutti i giorni, è un rinnovare il fatto che si sta bene insieme e che nutri interesse per il coniuge. Lei può capire che ai giorni nostri tre figli sono già tanti e avere rapporti con il terrore di un’altra gravidanza è terribile, non perché non ci piacciono i bambini anzi, ma perché non potremmo mantenerli tutti. Quindi, facendo la somma di quello che ho letto nelle risposte che ha dato non possiamo usare contraccettivi, non possiamo praticare il coito interrotto, quindi dobbiamo angosciarci fino alla fine dei nostri giorni se non accettiamo il fatto che potremmo avere ancora svariati figli. Ho provato a parlarne con un sacerdote ma la risposta è stata vaga. Ho bisogno di un consiglio la prego di aiutarmi.
Grazie.
A.


Risposta del sacerdote

Carissimo A.,
1. capisco bene il tuo problema.
Lo comprendono altrettanto bene anche tanti nostri visitatori.
Cerchiamo allora di vedere che cosa si può fare alla luce di Dio.

2. Parto dalla domanda centrale della tua email: “Per mantenere integro il nostro rapporto con Dio io e mia moglie non dobbiamo avere rapporti?”
La risposta è chiara: perché il vostro rapporto vi mantenga in comunione vera con  Dio è necessario che sia compiuto secondo il disegno che Dio ha scritto nella sessualità e nel suo esercizio.

3. Allora la prima cosa che si deve fare è quella di vedere quale sia il significato degli atti coniugali secondo Dio.
Questo significato è scritto nella natura degli organi genitali che da Dio sono stati strutturati nella loro complementarietà per la procreazione.
Che siano ordinati alla procreazione è così evidente sotto tutti gli aspetti che non è necessario portare prove.
La stessa tentazione di ricorrere alla contraccezione è indice della consapevolezza comune (indipendentemente dal credo religioso) che quegli atti sono di loro natura ordinati a suscitare la vita.
Questo è reso ancor più evidente perché, espletata la funzione riproduttiva, in qualche modo viene meno la stessa capacità di stare sessualmente uniti.
Allora tutto quanto avviene nell’atto coniugale è ordinato a deporre nella moglie qualcosa che rende i due partner capaci di diventare padre e madre, di suscitare la vita.

4. Dio ha voluto che tra le persone umane questa funzione procreativa non fosse soltanto un’attiuvità biologica.
L’unione sessuale tra i coniugi è segno ed espressione della loro donazione vicendevole. In quel momento la persona si dona in tutte le sue componenti: dona il proprio corpo, come segno della donazione della persona, dona i propri sentimenti, dona tutta se stessa.
Quando l’atto coniugale è compiuto secondo Dio, e cioè nell’amore vero e senza contraccezione di sorta, non si finge di donarsi, ma ci si mette nella logica del dono: dono di sé che si prolunga o si esprime nella donazione di una nuova vita, nel mettersi al suo servizio.
Vi è dunque una donazione altissima, un’immolazione vicendevole, un’immolazione così vera che si prolunga in un’altra immolazione: quella verso i figli.
Questa immolazione voi la vivete e in maniera molto bella.

5. La contraccezione invece altera il significato della sessualità che da quel momento non viene più vissuto secondo il disegno di Dio.
Proprio per questo con la contraccezione viene meno il rapporto integro con Dio, quel rapporto integro che giustamente ti sta a cuore, come hai scritto nella tua email.
Come potresti  dire sinceramente che il tuo rapporto con Dio rimane integro se nell’aspetto più intimo della tua vita ti facessi dio di te stesso determinando ciò che è bene e ciò che è male e alterando il disegno di Dio sulla sessualità?

6. Una persona che tende all’unione con Dio e che si trovasse in peccato a motivo della contraccezione non potrebbe fare cosa più vera e più utile che quella di riconoscere il proprio errore, di continuare a chiamare ogni cosa con il suo vero nome e di ricorrere con umile perseveranza al sacramento della penitenza, come diceva Paolo VI nell’Humanae vitae.
Solo così il rapporto infranto viene ricostituito.

7. La minaccia di compiere una pazzia non è neanche da prendere in considerazione: piuttosto di uccidere un bambino, uno dovrebbe essere disposto a vivere nella perfetta continenza. E sono certo che questa è pure  la tua disposizione d’animo e anche quella di tua moglie.

8. Senza dire che la contraccezione non risolve i problemi: oltre a falsificare il disegno di Dio sulla sessualità e a far sì che l’atto coniugale cessi di essere atto di autentico amore, ha pure i suoi margini di insicurezza e che l’aborto volontario ha sempre come conseguenza la distruzione del rapporto di coppia.

8. Sicché conviene fidarsi di Dio e della sua legge, l’unica che vuole il vero bene dell’uomo, l’unica che sappia dove dirigerlo e come dirigerlo.

Ti auguro una conoscenza e un’applicazione più esatta dei metodi naturali.
E anche per questo obiettivo assicuro la mia preghiera per te e per la tua bella famiglia, soprattutto per i vostri tre carissimi figli e vi benedico.
Padre Angelo