nota bene: le risposte sono in corsivo dopo le singole domande

Salve,
sono un ragazzo di 21 anni e avrei un paio di semplici domande sulla fede ai nostri giorni:
1.  La Preghiera: come e quando si dovrebbe pregare? Si dovrebbe seguire "La preghiera del mattino e della sera"? io sono solito usare quelle formule per le lodi e i vespri (a volte eliminando uno dei due salmi) e la compieta.. lei cosa consiglia? alle volte sento che questo non basta, oppure che queste "formule" rischiano di diventare una lettura o una routine piuttosto che preghiera.

Ti consiglio di continuare così.
Ma nello stesso tempo ti consiglio di avere sempre a portata di mano qualche libro spirituale che nutra la vita interiore.
La lettura di un buon libro impedisce alla nostra preghiera di trasformarsi in un’abitudine. Questo Libro può essere il Vangelo, qualche altro libro della Sacra Scrittura, qualche trattato di vita spirituale o qualche vita di santi.
Per la preghiera ti consiglio anche di prendere l’abitudine di recitare quotidianamente il santo Rosario. Riprendendo i vari misteri di Cristo, vieni trasportato con la meditazione e la contemplazione nel cuore stesso del Signore.
Inoltre col Rosario, impegnandoti ad ogni decina a ringraziare il Signore per l’evento compiuto e nel domandare grazie per te e per la Chiesa in virtù dei meriti che Cristo ha guadagnato con quell’evento della sua vita, attiri sopra di te e sulla Chiesa una grande quantità di grazia.
Aveva ragione San Vincenzo de Paoli a dire che dopo la Messa non c’è altra preghiera che faccia scendere sulla terra una così grande abbondanza di grazie.
Pregando con il Rosario puoi pregare non solo al mattino e alla sera, ma quando vuoi, durante la giornata, la notte, mentre sei in viaggio. Non essendo necessario avere un libro, come per la Liturgia delle Ore, puoi pregare sempre.
Col Rosario vedrai che la tua vita di preghiera crescerà sempre di più.

 

2. A meno di situazioni che impediscano di partecipare alla comunione, quanto spesso sarebbe opportuno confessarsi? ci sono dei periodi di confessione obbligatoria (la quaresima?) ?

La Chiesa comanda di confessarsi almeno una volta all’anno.
Ma il precetto non indica la misura migliore. Indica il minimo indispensabile per non essere cristiani che vivano in  contraddizione con la loro fede.
La Chiesa non cessa di consigliare invece la confessione frequente. E per confessione frequente intende quella che viene fatta almeno due volte al mese.
È solo con la confessione frequente che si prova slancio nella vita cristiana.
Ogni confessione non solo purifica, ma dona nuove energie.
Il consiglio che io do a tutti è di confessarsi tutte le settimane e possibilmente dal medesimo confessore.
Quando ci si confessa in maniera regolare si sa ritagliare una precisa porzione del proprio tempo per dedicarlo alla confessione.
Secondo me il cristiano deve evitare di lasciarsi trasportare dal caso. La confessione sacramentale è un sacramento molto importante e decisivo per la nostra vita.
Per la quaresima non c’è alcun obbligo particolare. Ma certo non è una cosa sbagliata intensificare la celebrazione di questo Sacramento.

 

3. Io cerco di portare il Signore con me durante la giornata, in ogni momento e agli altri. Tuttavia questo non e’ sufficiente, occorre costruire la via del Signore nella propria vita. Io sento di avere una vocazione rivolta alla famiglia, che questa sarà molto importante per me, sia come luogo di espressione della fede sia per meglio capire come esprimermi nella fede.

La preghiera del Rosario che ti ho indicato è un ottimo mezzo per portare il Signore dentro la tua vita.
Usando il metodo che ti ho proposto (ringraziamento per gli eventi compiuti da Gesù e implorazione per i meriti procurati in quegli eventi) potrai affidare al Signore tutte le necessità della tua vita. E un giorno potrai affidare incessantemente tutte le necessità dei vari componenti della tua famiglia.

 

– Spesso ascolto letture che tendono ad abbassare il valore della famiglia, ricordando che ovviamente la fede sta sopra. A volte queste mi inquietano e mi fanno pensare che do troppo peso alla famiglia. Sbaglio?

No, non sbagli a dare alla famiglia il peso dovuto. Sei chiamato a costruire una Chiesa domestica, nella quale il Signore deve essere il punto di riferimento e l’obiettivo da guadagnare.

– Come dovrebbe un uomo costruire in maniera più macroscopica la via del Signore nella vita, nel proprio lavoro ad esempio? Penso sempre che ad esempio un imprenditore dovrebbe agire per il bene collettivo dei lavoratori, e magari qualora operasse in nazioni in via di sviluppo tentare di favorire queste con dei progetti. Ma a livello più basso?

Il minimo che si deve fare è di evitare nei rapporti con gli altri tutto ciò che è contrario alla volontà del Signore. Questa è la base da cui si deve partire.
Ma poi bisognerebbe coltivare una spiritualità del lavoro, concepito non semplicemente come fonte di guadagno (pur doveroso per le necessità personali e della famiglia), ma anche come luogo di formazione di tutte le virtù (pazienza, carità, laboriosità, creatività, rispetto per tutti, umiltà, prontezza nei confronti delle necessità degli altri, solidarietà…) e di condivisione.
È in questo modo che si diventa santi anche nel proprio lavoro e, senza vuota ostentazione, si porta il Signore dappertutto.

La ringrazio fin da ora
Alessandro 

Ti accompagno con la preghiera e ti benedico.
Il Signore ti dia la grazia di realizzare tutti i grandi desideri che ha messo dentro il tuo cuore.
Padre Angelo