Quesito

Caro Padre.
sono un ragazzo di 18 anni. 
In famiglia siamo molto cattolici e io sono cresciuto in quest’ambiente e avendo fra l’altro uno zio che mi parla spesso del catechismo della chiesa ho avuto la fortuna di conoscere molte cose che i miei amici non sanno……per esempio riguardanti la contraccezione, la prostituzione e tante altre questioni etiche……mi rendo conto che molti dei miei amici un po’ per ignoranza un po’ per altro non sono a conoscenza di determinate cose e perciò fumano erba, vanno con prostitute (è capitata una volta per gioco, non è una cosa abituale), bestemmiano contro dio, non vanno più in chiesa……….io (pur commettendo tantissimi altri peccati magari anche più gravi) mi sento in una situazione privilegiata (perché sono nato nella mia famiglia) e mi rendo conto che sarebbe giusto, anzi sarebbe un mio dovere parlare e "evangelizzare" i miei amici.
Detto questo mi sento bloccato un po’ perché non saprei come rivolgermi loro e un po’ perché mi vergogno un po’……non ho problemi nel mio gruppo però mi sento un po’ in dovere in questo senso verso di loro…..vorrei sapere quale è la posizione della chiesa a riguardo e un Suo consiglio.
grazie.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
solo oggi sono giunto a rispondere alla tua mail. È passato tanto tempo, ma, come vedi, non ti ho dimenticato.

1. Ringrazio con te il Signore che ti ha conservato nella luce.
Sì, perché proprio di questo si tratta.
I tuoi compagni sono nelle tenebre e forse neanche troppo per colpa loro perché non c’è stato forse nessuno che si sia preso cura della loro anima.

2. La loro situazione rattrista.
Credono di essere contenti perché appagati nei loro piaceri effimeri, ma non sanno che c’è qualcos’altro che è capace di dare una letizia perenne, che sta al di sotto di tutte le soddisfazioni che si provano in questo mondo: ed è la comunione con Dio che un’anima in grazia sperimenta.
Questi tuoi compagni assomigliano alla samaritana di cui parla il capitolo 4 del Vangelo di Giovanni. Questa donna vagava di pozzo in pozzo: aveva avuto cinque uomini e al momento in cui era davanti al Signore stava con un sesto.
La samaritana è il simbolo dell’umanità inquieta e insoddisfatta e che tuttavia guarda con sufficienza Gesù, ignara che in Lui c’è la sorgente di una  felicità immensamente superiore e perenne.

3. Anche i tuoi compagni forse guardano con sufficienza Gesù Cristo, la sua Chiesa e i suoi Sacramenti.
Eppure anch’essi hanno continuamente davanti agli occhi scene di giovani che lasciano tutto per seguire il Signore. E si tratta di giovani che non sono affatto tristi e tuttavia non vanno a mendicare soddisfazioni effimere che al termine della loro esperienza lasciano ancor più vuoti e desolati.
C’è un velo davanti ai loro occhi e alla loro mente che impedisce loro di vedere con chiarezza.

4. Perché vedano è necessario che sia tolto questo velo.
Ora questo velo nessuno se lo può togliere da solo, anche perché sono convinti di essere nel vero.
Nessuno se lo può togliere da solo perché ha bisogno di essere sollevato e spazzato via da una luce soprannaturale.
E questa luce soprannaturale la può dare solo Gesù Cristo.
È una luce, che insieme con la grazia santificante, porta nel cuore dell’uomo l’intima e personale comunione con Dio.

5. Solo Cristo, dunque, può togliere questo velo, appesantito nel frattempo da tanti peccati.
E Cristo lo toglie in maniera dolce attraverso Colei che ha costituito per tutti come madre della grazia, la Vergine Maria.

6. Allora potrei dire che il Signore ti ha messo in mezzo a loro perché tu vi porti la sua presenza e quella di Maria.
Senza saperlo, tu porti questa presenza col tuo comportamento che è una luce continua davanti ai loro occhi.
È una luce che testimonia l’esistenza di una vita diversa dalla loro e che c’è un modo di ragionare più profondo, più luminoso e più salvifico del loro, che è quello che viene dalla fede, che è la luce stessa di Dio donata alla mente umana.
Continua dunque così, con il tuo comportamento virtuoso. È una luce.
A questa luce i tuoi compagni prima o poi faranno riferimento, perché le vicende della vita li porteranno ad averne bisogno.

7. Inoltre ti chiederei di pregare per loro.
Ti consiglio il santo Rosario quotidiano.
Durante questa preghiera tu porti la presenza salvatrice di Cristo nella tua vita e porti anche la presenza materna di Maria, madre di grazia e mediatrice di tutte le grazie tra Gesù e noi.
Affida i tuoi compagni uno per uno ogni giorno al Signore e a Maria. Vedrai quante cose nuove spunteranno.
Non spunteranno subito, perché tra la semina e il germoglio deve passare del tempo. È il tempo in cui il Signore attraverso i vari eventi della vita spezza le zolle indurite dei cuori e li dispone a fare germogliare quanto vi si semina.

8. Ricordati di loro anche nella Santa Comunione.
Gesù ha detto a Santa Faustina: “Desidero unirMi con le anime umane; la Mia delizia è unirMi con le anime. Sappi, figlia Mia, che quando nella santa Comunione vengo in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere e desidero donarle all’anima, ma le anime non Mi prestano nemmeno attenzione, Mi lasciano solo e si occupano d’altro. Oh, quanto è triste per Me che le anime non conoscano l’Amore! Si comportano con Me come con qualche cosa inerte” (19.11.1937).
Tra queste grazie di ogni genere c’è anche la conversione dei tuoi amici.

9. Infine renditi sempre più solido nella fede approfondendo le motivazioni del nostro credere.
Non c’è niente da accogliere alla cieca.
Tutto è profondamente luminoso e logico.
Come potrebbe Dio umiliare la nostra mente facendo aderire all’irrazionale?
Ci ha dato la mente proprio per approfondire la nostra fede e renderci in grado di rendere ragione della speranza che è in noi, come dice San Pietro (1 Pt 3,15).

Ti accompagno con la mia preghiera e ti benedico, col desiderio che mai preghiera e la mia benedizione giungano ad ognuno dei tuoi amici.
Padre Angelo