Quesito

Salve padre,
Le scrivo per trovare risposta ai tormenti che mi affliggono in questi giorni. Sono un ragazzo di 17 anni e mi riconosco anormale rispetto alla grande moltitudine dei ragazzi di oggi: per grazia di Dio sono sempre stato vicino alla Chiesa, riesco ad approcciarmi con passione e zelo agli studi liceali e da sempre coltivo la mia grande passione per un determinato sport per cui milito in una squadra. Mi alleno tutti i giorni della settimana tranne il venerdì e questo mi costringe a studiare sempre la sera o in qualunque momento della giornata io possa farlo. La mia è una vita in cui il tempo libero non è contemplato e in cui  spesso mi ritrovo affannato dai miei mille impegni. E per questo le faccio la mia prima domanda: come faccio a rendere gloria a Dio se la mia vita è la continua alternanza tra calcio e studio?

La seconda questione che le volevo presentare è quella che più mi tormenta e che mi ha spinto a scriverle. Ieri sera, probabilmente per un desiderio di ribellarmi all’intransigenza e alla disciplina presente nella mia vita, sono caduto nel peccato della visione di materiale pornografico e nella masturbazione. Come le altre volte in cui sono caduto in questi peccati subito mi sono sentito desideroso di tornare nella grazia di Dio e mi sono insultato per la mia debole forza d’animo.
In cerca di parole di conforto ho cercato immediatamente su internet racconti e discussione a proposito di questi peccati e mi sono imbattuto in testi che mi hanno riempito di angoscia (…), infatti ho letto storie di persone condannate alle pene dell’inferno per aver non confessato o aver confessato malamente peccati come quelli commessi da me ieri sera. Il fatto che più mi angoscia è che sebbene io abbia confessato già una volta chiaramente questi peccati, ricordo che alcune volte dissi di aver "commesso atti impuri" per vergogna di pronunciare quelle parole in cui mi vergogno profondamente. Le domande che mi sono sorte sono innumerevoli "ma allora ho commesso sacrilegio per molte volte?", "i miei peccati non sono mai stati realmente rimossi?". Ieri notte mi sono addormentato a fatica da quanto mi dicevo di essere misero poichè spesse volte mi sono sentito un buon cristiano, nonostante inconsciamente fossi l’esatto contrario. A rincalcare la dose stamattina a scuola durante l’ora di filosofia, mentre il professore interrogava, mi sono messo a leggere Le Confessioni. Dopo aver letto alcuni passaggi mi sono riempito di  sconforto perchè ho pensato "ma quanto è misera l’umanità?! Quanto sono misero io?! Possibile che l’uomo pecchi in qualunque cosa faccia?!".

Questa settimana mi andrò sicuramente a confessare, spero di riuscire ad andare dal mio parroco per vincere anche la vergogna del confessarmi (spesso vado da padri forestieri o addirittura vado in bici nelle chiese dei paesi adiacenti al mio).
Le chiedo anche se mi può consigliare cosa dire al confessore di tutte le questioni che le ho posto.
Aspetto ardentemente la sua risposta.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. solo oggi sono giunto alla tua mail e mi dispiace tantissimo, perché alla fine della tua dicevi che attendevi ardentemente una risposta.
Rinnovo il mio dispiacere e te ne domando scusa.
Per quanto riguarda la pornografia e la masturbazione i peccati sono due: il primo è contro il nono comandamento e il secondo contro il sesto, anche se di fatto talvolta sono molto collegati, perché quando c’è il primo facilmente vi è anche il secondo. Mentre se vi è il secondo, non necessariamente vi è il primo.
 Quando vai a confessarti devi dire:  ho guardato pornografia in internet e ho commesso atti impuri da solo.,
Se vi è solo quest’ultimo peccato,  dirai: ho commessi atti impuri da solo.
È necessario la precisazione “da solo”, perché talvolta possono essere commessi con altre persone o dello stesso sesso o di sesso diverso. E in ambedue i casi muta la specie del peccato.

2. Sono andato a leggere il link che mi hai indicato.
Posso dire che i sogni di don Bosco sono credibili. Pio IX stesso gli chiese di metterli per scritto.
Quei sogni hanno evidentemente un significato pedagogico e vogliono dire che la confessione va fatta bene: è uno scoprirsi davanti a Dio e alla Chiesa.
Molti invece cercano di fingere, dicono certi peccati solo a metà, altri non di dicono affatto. E questo non è usare la confessione secondo la mente di Colui che l’ha istituita. Non porta alcun giovamento nella vita spirituale.
È una finzione, anzi è una profanazione. E per questo si parla di sacrilegio.

3. Dicendo che i peccarti menzionati sono gravi s’intende che portano un grande disordine nella vita spirituale di una persona.
Giovanni Paolo II diceva che la sessualità tocca “l’intimo nucleo di una persona” (Familiaris consortio, 11).
Ora è fuori di dubbio che i peccati contro la purezza causano un disordine nel fondo di se stessi.
Non solo, ma scatenano anche una certa dipendenza.
E se lì per lì, dopo aver peccato, uno si rattrista e va a confessarsi, proprio a motivo della dipendenza è facile che dopo non molto ci ricada di nuovo.

4. Sono contento che tu abbia deciso di andare a confessarti dal tuo parroco. È il sacerdote che ti è maggiormente a portata di mano e anche per questo puoi prenderlo come tuo confessore ordinario, come il padre spirituale della tua anima.
È molto importante avere un confessore fisso, che faccia da padre spirituale.
Girando invece dall’uno all’altro, sì, si otterrà la remissione del peccato, ma si rimane quasi sempre al punto di partenza perché si resta privi di guida.

5. Dopo aver commesso i peccati menzionati ti è capitato di fare subito due letture che ti hanno toccato vivamente.
È difficile dire che siano avvenute per caso.
Come non sentire anche per mezzo di quelle letture un richiamo del Signore a dare un risvolto energico alla tua vita?
Con le tue azioni ti stai costruendo il tuo futuro eterno.

6. Pertanto ti esorto a togliere decisamente queste debolezze dalla tua vita. Non ti danno niente di duraturo, anzi ti tolgono tutto.
Se le elimini, ti sentirai liberato.
Non solo, ma avvertirai che la benedizione del Signore ti accompagna.
San Tommaso, al passo evangelico in cui si legge che il Signore dopo aver respinto decisamente le tentazioni del diavolo fu servito dagli Angeli, commenta: “Così chi supera il diavolo merita di essere servito dagli Angeli” (Commento a Matteo 4,11).
Anche tu hai bisogno di essere servito dagli Angeli; nella scuola, nello sport, in tutto.

7. All’inizio della tua mail mi hai descritto la tua vita che è tutta “allenamento per lo sport” e scuola.
È vero, ma è sacrificato il tuo rapporto col Signore, è sacrificata la preghiera.
Domenica scorsa abbiamo sentito nel Vangelo che Gesù mosso dallo Spirito si recò nel deserto.
Il deserto è il luogo della solitudine e del silenzio.
Dio aveva detto per mezzo del profeta Osea che avrebbe condotto Israele nel deserto, in solitudine, e  lì avrebbe parlato al suo cuore.
Tu hai bisogno di questa esperienza, che ti permette di non essere in balìa degli eventi, che ti dà la possibilità di ritrovare te stesso e soprattutto di trovare Dio.
Anzi, di sentirlo vicino e che con la sua presenza invade la tua anima e parla al tuo cuore.
Un po’ come hai fatto prendendo in mano le confessioni di Sant’Agostino.
Sentire Dio che parla al cuore, mentre si è soli con Lui, nel silenzio, nel solitudine, nella preghiera!
È una delle esperienze più alte, più luminose e più feconde che una persona possa fare.

8. Ma per vivere quest’esperienza è necessario avere il cuore puro perché Dio “non entra in anima inquinata dal peccato” (Sap 1,4).
Scrive San Tommaso: “Chi è puro, custodisce Dio dentro di sé come in un Tempio. La purezza dai cattivi pensieri fa sì che gli uomini vedano Dio da contemplare nel tempio del proprio corpo.
Niente infatti impedisce la spirituale contemplazione come l’immondezza della carne” (Commento a Matteo 5,8).
Contemplare Dio significa possederlo, goderlo e conoscerlo attraverso l’unione.
Quando cominci a fare quest’esperienza ti viene da fuggire come la peste tutto ciò che le è contrario perché avverti subito che ti deruba della realtà più preziosa, che ti impoverisce e ti lascia desolato.

9. Cerca dunque per ogni giorno uno spazio in cui devi permettere a Dio di parlare al tuo cuore. È vero che hai altre cose da fare.
Ma questa non solo è la principale, ma è anche quella che dà il senso vero a tutto quello che facciamo, perché tutto deve essere ordinato a farci raggiungere questo obiettivo. È la più incisiva e accompagna la tua giornata con la benedizione di Dio.

Ti assicuro la mia preghiera, ti auguro ogni bene sia per lo studio sia per l’attività sportiva e ti benedico.
Padre Angelo