Quesito

Caro Padre,
Sono un ragazzo di 17 anni appena compiuti. Essendo cresciuto in una famiglia che ama il Signore, non ho avuto difficoltà a conoscere Gesù e ad amarlo. Oddio, si fa per dire, perchè, innanzitutto siamo tutti peccatori ed io sono il primo. In secondo luogo vorrei chiederle qualche consiglio su un problema che dovrebbe essere affrontato con facilità tra i cristiani e invece si fa ancora sentire. Parlo degli atti impuri. 
Questo vizio mi ha iniziato ad attaccare alcuni anni fa, ma non è ancora terminato. O meglio, da quando è iniziato fino ad ora ho fatto passi da gigante e sono contento di questo. Tuttavia non riesco ad eliminarlo definitivamente. Capitano ancora quelle volte sporadiche in cui cado: molte volte non arrivo nemmeno fino alla fine dell’atto e ho volontà di fermarmi prima, ma comunque, tutto ciò che causa piacere in quel campo, è materia grave di peccato. Penso sempre che sia il solo rimasto a praticare ciò, e il pensiero mi fa star male. Mi sento costantemente sporcato. Anche per questo motivo non mi do pace. E’ davvero giusto ciò che dice San Paolo: "vedo il bene, ma faccio il male". Perchè, nonostante non si abbia il desiderio di compiere l’atto lo si compie lo stesso? Eppure quasi tutte le volte non lo avrei mai voluto, ma lo ho commesso lo stesso. Perciò sono qui a chiedere i suoi consigli. Il mio obiettivo è di abbatterlo fino al midollo: niente e nessuno dovrà più farmici ricascare. Aspetto la sua risposta e nel frattempo la ringrazio per il fatto che si mette a disposizione. Inoltre le chiedo di pregare per me, affinché questo incubo finisca.
Che Dio la benedica.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. penso che non passerà molto tempo che questa malattia sarà del tutto debellata dalla tua vita.
Non perché sia profeta, ma perché vedo in te tenacia e volontà di combattere.
Questo disordine gli antichi lo chiamavano anche “mollities” perché segno di un animo debole. Ma in te mi pare di vedere tutto il contrario della debolezza.

2. Perché allora ti capita di trovarti a che fare con questo problema?
Perché dopo il peccato originale i sensi talvolta vanno per la loro strada, senza aspettare gli imput della ragione.
San Tommaso dice che l’ambito della sessualità è stato il più colpito dal peccato originale.
Per questo è necessaria la vigilanza e anche la creazione di quella pienezza di valori o di ideali che spingono un ragazzo, una persona, a cercare altro.
Se questa interiorità o pienezza non c’è, diventa fatale che si caschi nei sensi.

3. Inoltre, dopo il peccato originale le forze della natura non bastano.
Si richiede anche l’aiuto della grazia.
Per questo si legge nella Sacra Scrittura: “Ho poi saputo che nessuno può essere casto se tu non glielo concedi” (Sap 8,21). Questa era la lettura di questo passo che si dava ai tempi di S. Agostino e che è rimasta anche oggi nella Chiesa nella liturgia delle ore e precisamente nella lettura breve del comune delle vergini (ora terza).

4. In che cosa consiste questo aiuto, come lo trovi, come ne puoi sentire l’esperienza?
Senti che cosa scrive un grande maestro di vita spirituale, San Francesco di Sales a proposito della purezza e in particolare di come si possa ricuperala dopo che è stata ferita: “Prendi a paragone i frutti: un frutto sano e intero può essere conservato o nella paglia o nella sabbia o nelle proprie foglie; ma una volta intaccato, è impossibile conservarlo se non facendone marmellata con l’aggiunta di miele e di zucchero; così avviene per la castità non ancora ferita e contaminata: sono tanti i modi per conservarla, ma una volta intaccata, può conservarla soltanto una devozione eccellente che, come ho detto spesso, è l’autentico miele e lo zucchero delle anime. (…).
Quelle anime pure stiano bene attente: senza alcun dubbio dovranno sempre avere per certo che la castità è incomparabilmente molto meglio di tutto ciò che le e contrario; il nemico, infatti, dice S.
Girolamo, spinge fortemente le persone pure al desiderio di provare il piacere. A tal fine lo rappresenta loro molto più attraente e delizioso di quanto non sia; questo le turba molto perché pensano che quello che non conoscono sia più dolce.
La piccola farfalla ci è maestra: vedendo la fiamma così bella vuol provare se non sia anche altrettanto dolce; e, spinta da questo desiderio, non si arrende finché, alla prima prova, ci rimane.
I giovani agiscono allo stesso modo: si lasciano talmente affascinare dal falso e vuoto luccichio delle fiamme del piacere che, dopo averci girato intorno con mille pensieri curiosi, finiscono per cadere e perdersi.
In questo sono più sciocchi delle farfalle, perché quelle, in una certa misura, hanno motivo di pensare che il fuoco sia anche dolce perché è veramente bello; mentre questi sanno bene che quello che vogliono è disonesto, ma non per questo tagliano la stima folle ed esagerata che hanno del piacere” (Filotea, parte terza, cap.12).

5. Per San Francesco di Sales, dunque, la purezza si riacquista con la devozione.
E questo significa: con la frequentazione di Gesù Cristo, incontrato e intrattenuto nei sacramenti, nella sua Parola, nella vita di preghiera e anche nella dedizione agli altri.

6. Allora il primo consiglio che ti do è quello che San Giovanni Bosco suggeriva ai ragazzi per conservare questa virtù o per riacquistarla.
Convinto che il Signore concede infallibilmente i beni di ordine spirituale che gli chiediamo, diceva ai giovani di domandare il dono della purezza a Cristo nel momento della consacrazione, e cioè nel momento in cui Cristo si rende presente sull’altare per continuare fra noi la sua opera di Redenzione e di Salvezza.
Non dobbiamo dubitare che il Signore ci voglia esaudire nel medesimo modo in cui ha soddisfatto i ciechi e i lebbrosi che lo supplicavano quando passava per strada.

7. Allora va’ a Messa, possibilmente anche nei giorni feriali.
E va’ proprio per incontrati con il Signore e chiedergli in quel momento così santo e così efficace di essere il tuo Salvatore e il tuo Redentore.
Se in maniera sincera chiederai la grazia di conservarti puro, vedrai che infallibilmente te la darà.
E te la darà in tanti modi: magari non facendoti sentire i desideri impuri, per mezzo di qualche distrazione, di qualche incontro o di qualche evento che porta altrove la tua attenzione.
La stessa richiesta puoi farla anche durante la Santa Comunione.

8. Ti suggerisco anche la preghiera quotidiana del santo Rosario. Con la presenza di Maria accanto alla tua vita, Satana se ne starà sempre lontano.
Così ugualmente ti suggerisco la lettura della Parola di Dio o di qualche buon libro religioso che riempia di tua mente di tanti pensieri degni di un uomo e di un cristiano.
E infine ti suggerisco la prontezza nella dedizione al tuo prossimo, perché il peccato di cui mi parli è “egoismo allo stato puro” come qualche autore spirituale l’ha definito.

Ti auguro una buona quaresima, ricca di frutti anche su questo campo.
Scendo per la celebrazione della Messa.
Ti ricorderò volentieri al Signore al momento della consacrazione e della Comunione proprio perché ti conceda in larghezza la grazia che tanto desideri.
Intanto ti benedico.
Padre Angelo.

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