Quesito

Padre,
dopo tanti anni lontana dalla Chiesa, il Signore, tramite le sue infinite vie, mi ha cercato e mi ha condotto a se’… mi sono cresimata lo scorso anno, e ho iniziato un cammino di Fede nel quale spero il Signore mi sostenga col Suo amore.
Ecco, io sono fidanzata da 5 anni e convivo da 2. Sentivo che tutto ciò non era giusto, ma non sapevo QUANTO fosse grave.
Prima di Cresimarmi mi sono confessata su questo punto, ma il sacerdote ha minimizzato il tutto, dicendo che, in fondo, il progetto del matrimonio c’e’, ci vogliamo bene, lui ci dava la sua benedizione… ma con il passare dei mesi, ho sentito il bisogno di confessare nuovamente la mia situazione, perché la sentivo sbagliata, nel mio cuore.
Ho trovato un altro sacerdote, che però non ha minimizzato affatto, ma mi ha messo davanti alla realtà dei fatti. Il mio era un peccato grave, che violava la sacralità del mio corpo tanto cara a Gesù, che faceva entrare il Male fra me e il mio fidanzato minando le basi stesse del nostro futuro matrimonio, che sono preziosa agli occhi del Signore e non potevo continuare ad offendere ciò che lui ama… ho pianto tutte le mie lacrime quel giorno, e ho capito.
Nel darmi l’assoluzione, il sacerdote ha detto che mi stava restituendo la verginità perduta, agli occhi del Signore…… da allora, sto vivendo nella castità più totale, e non mi sono mai sentita così libera, limpida e serena.
Capisco solo ora come il sesso, vissuto in quel modo, fosse per me fonte di rancore, tristezza, confusione…..adesso stiamo organizzando il nostro matrimonio, e sento che finalmente sto facendo la cosa giusta.
Mi chiedo però Padre, se davvero posso considerarmi pura agli occhi del Signore….se davvero Lui mi abbia perdonato….mi sento così indegna del Suo amore, per tutte le cose che ho fatto…… mi dia una parola di conforto se può.
So che la Confessione e’ qualcosa di grande e potente….. ma davvero posso dimenticare il passato? Posso sposarmi senza vergogna davanti al Signore?
La ringrazio del suo aiuto e della sua pazienza e la porto nel cuore nelle mie preghiere…..
E.


Risposta del sacerdote

Cara E.,
1. lodo e ringrazio il Signore insieme con te perché ti ha fatto nuova interiormente, e ti ha reso pura e libera.
Desidero sottolineare alcune tue espressioni molto significative: “da allora, sto vivendo nella castità più totale, e non mi sono mai sentita così libera, limpida e serena.
Capisco solo ora come il sesso, vissuto in quel modo, fosse per me fonte di rancore, tristezza, confusione”.
Quanti tuoi coetanei che non vivono castamente pensano di essere liberi e invece non sanno di esser intrappolati.
Adesso capisci bene che Dio non ha alcun interesse personale nel chiederci di essere casti.
E capisci anche le parole di Gesù: “In verità, in verità vi dico, chi compie il peccato rimane schiavo del peccato” (Gv 8,34).

2. Leggendo le tue parole mi sono tornate alla mente alcune espressioni del Maatma Gandhi, che non era cristiano, ma senza dubbio era un uomo di buona volontà: “Quando io guardo indietro mi sento pieno di gioia e di meraviglia. La libertà e la gioia che mi riempirono dopo aver fatto il voto di castità, non l’avevo mai sperimentata prima del 1906 (data del suo voto solenne).
Prima di fare il voto io ero in balìa di ogni tentazione impura a ogni momento. Ora il voto diventò per me uno scudo sicuro contro la tentazione.
La grande potenza della castità divenne in me sempre più palese. Ogni giorno che è passato mi ha sempre fatto comprendere di più che la castità è una protezione del corpo, della mente, dell’anima. Il praticare la castità non diventò il praticare un’ardua penitenza, fu invece una consolazione ed una gioia. Ogni giorno mi svelava una fresca bellezza: è stata per me una gioia sempre crescente”.

3. Certo non puoi dimenticare di essere vissuta in maniera disordinata.
La persistente convivenza, sebbene casta, è un disordine oggettivo.
Ma poiché vivi in perfetta castità, questa convivenza (dalla quale è difficile tornare indietro, tanto più perché state organizzando il vostro matrimonio) non ti impedisce di essere attualmente in grazia di Dio, di confessarti regolarmente e anche di fare la S. Comunione dove non sei conosciuta come convivente.
Dio è tornato ad essere presente nel tuo cuore, che è la casa o il tempio che si è formato per essere la tua delizia nel tempo e nell’eternità.
Adesso, con la sua presenza, sei diventata pura.
Anche tu sei tra quelli che “hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello” (Ap 7,14).
I tuoi peccati il Signore li ha perdonati.
Valgono anche per te queste sue parole: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana” (Is 1,18).

4. Il Signore non ha cancellato invece da te il ricordo dei tuoi peccati.
Ed è proprio questo rimorso che ti fa sentire ancora in qualche modo inquinata.
Ma vedo che sei dispiaciuta di quello che hai fatto.
E proprio in questo vedo il segno del tuo stato di grazia.
Perché finalmente si è purificati davanti a Dio quando si è dispiaciuti del male commesso. Anzi si desidererebbe non averlo mai compiuto, perché ha profanato una realtà sua ed è stato causa della passione e della morte del Signore.

5. Tuttavia anche in questo rimorso c’è un disegno misericordioso del Signore perché così non monti in superbia e sei stimolata ad aver compassione di tutti quelli che vivono nel peccato e ne desideri la liberazione.
Nello stesso tempo, senza essere troppo sicura di te e persuasa che possiedi la grazia come un tesoro in un vaso di creta (2 Cor 4,7), cercherai di renderti più forte attraverso la preghiera e anche attraverso qualche esercizio di penitenza fatto in spirito di espiazione e di invocazione davanti a Dio per una grazia ancora più grande.

6. Per non rimanere nel vago, a proposito di preghiera ti chiederei di essere fedele alla pratica del Santo Rosario quotidiano, possibilmente recitato insieme col tuo ragazzo. So di non chiederti troppo perché prima di me l’ha chiesto per tutti più e più volte la nostra Madre celeste, la Madonna.
Per quanto riguarda la penitenza: anche qui non ti voglio chiedere niente di straordinario, ma solo che tu sia fedele alla pratica del venerdì, in memoria della passione e morte del Signore e in espiazione dei tuoi peccati.

7. Aggiungo per i visitatori che il primo sacerdote che ti ha confessato, stando alle tue parole, ti ha dato la benedizione e non l’assoluzione.
Vale a dire: non ti ha assolto dai peccati perché continuavi a vivere in una situazione oggettiva e soggettiva di peccato.
Nel frattempo hai ricevuto la Cresima validamente, ma in stato di peccato.
Quando sei giunta dal secondo sacerdote, il Signore aveva già maturato i tempi e attraverso la sua parola forte e persuasiva ti ha finalmente ricondotta a Sé, ti ha purificata e santificata.

Ti assicuro volentieri la mia preghiera: quello che il Signore ha iniziato in te, lo porti a compimento.
Ti benedico.
Padre Angelo