Quesito

Salve Padre Angelo.
Mi chiamo …., sono giovane e felicemente sposato con figli.
Sono nato e cresciuto in una famiglia Testimone di Geova, (da ora in poi per abbreviare, tdg), quasi tutta la mia famiglia lo è, moglie e amici compresi.
Ho praticato con assiduità e zelo questa religione fin dalla nascita.
Ho fatto tanti sacrifici per essa, principalmente per l’opera di predicazione che come lei sicuramente sa, caratterizza in maniera netta questo culto.
Da qualche tempo però è successo qualche cosa che mi ha spinto a mettere in discussione tutte le mie credenze.
Non so spiegare il perché sia successo, forse perché crescendo, non tanto dal punto di vista biologico, ma da quello cognitivo e spirituale, ho iniziato ad avere una cognizione nonché una visione della vita diversa.
Questo mi ha portato ad analizzare certe dottrine,  che sono anche dei capisaldi di questa religione.
Ho cercato di farlo con una mente libera da pregiudizi e stereotipi tipici dei tdg.
Mi sono reso conto che qualcosa non andava, proprio come dei pezzi di un puzzle che non riescono ad incastrasi.
Ed ho subito realizzato che in effetti ho accettato inconsapevolmente delle dottrine partendo da certi assunti che poi si sono rivelati essere falsi.
Un assunto è qualcosa che diamo per scontato fin dall’inizio, di solito in modo piuttosto inconsapevole.
Fintanto che un assunto è valido, tutto va bene; ma un falso assunto inevitabilmente conduce a false conclusioni, e questo mi ha messo in condizione di chiedermi dove fosse l’errore di partenza.
Mi sono reso conto che lo studio della bibbia così come svolto dai tdg non è corretto, in quanto oltre a mancare di metodo, è tendenzioso e unilaterale.
Mi spiego meglio:
Ai tdg viene fortemente sconsigliato,  (che spesso queste termine nella realtà della congregazione dei tdg significa essere vietato), la lettura di testi religiosi e teologici di altre religioni; i quali vengono anche demonizzati, questo a prescindere dalla loro matrice, protestante o cattolica che sia.
Inoltre è vietato conversare con gli extdg, specialmente con gli “apostati”  ossia quelle che hanno abbandonato o sono stati espulsi dalla congregazione per dissensi dottrinali, anche banali.
Quest’ultimi vengono “bollati ed etichettati” sempre come persone “malvagie”, “servi di satana”, “pozzi vuoti”, “ingannatori”, “maestri sopraffini”, “scrofa che torna a rotolarsi nel fango” e “cane che mangia il suo vomito”.
Penso che questo non sia giusto, in quanto, pur ammettendo che esistano persone cattive e ipocrite, credo però che non possano tutti essere così.
In effetti sono giunto alla conclusione che non si possa giudicare una persona sulla base di un’etichetta che gli è stata attaccata da qualcun altro, ma penso che le argomentazioni presentate nonché le critiche, debbano essere tutte ascoltate ed eventualmente contestate nel merito di esse.
Preciso, nel caso non lo sapesse, che i tdg “disassociano”, ovvero scomunicano o espellono coloro che hanno commesso dei peccati e che non si sono pentiti. (il concetto di pentimento nei tdg è piuttosto articolato e vario).
Per peccato ovviamente si intende non solo per esempio: l’adulterio, il furto, la fornicazione, etc, ma anche per esempio chi inizia a festeggiare un compleanno o chi accetta una trasfusione di sangue perché si trova in pericolo di morte.
Ora in se per se, il concetto di disassociazione (o se preferisce di scomunica) non ha nulla di opinabile,  in quanto ogni realtà o gruppo ha il diritto di espellere chi non rispetta le regole che si sono date.
Questo avviene dappertutto, in politica, nei sindacati, nei vari circoli, etc.
Ma il problema è quello che segue alla disassociazione; cioè queste persone, (anche quelle che si sono dissociate di loro iniziativa), vengono messe al bando e date all’ostracismo.
Questo avviene a prescindere se si tratti di semplici confratelli, amici di vecchia data o addirittura pareti, come figli, genitori, fratelli, etc.
Viene negato non solo ogni rapporto spirituale, ma anche ogni rapporto sociale, persino il semplice saluto.
Tale comportamento non è esclusivo di qualche particolare è fanatico tdg, ma è quelle che sono le direttive o meglio il modus operandi del corpo direttivo dei tdg, ovvero la loro autorità dottrinale; in pratica, (mi permetta il paragone), quello che può essere per un cattolico il Papa e il Magistero.
Chi non rispetta tali regole dopo alcune volte che è stato richiamato all’ordine dagli anziani (o se preferisce pastori), può a sua volta essere disassociato.
Ora tale “corpo direttivo” giustifica questo con le seguenti scritture:
Matteo 18:15-17: «Inoltre, se il tuo fratello commette un peccato, va e metti a nudo la sua colpa fra te e lui solo. Se ti ascolta, hai guadagnato il tuo fratello. Ma se non ascolta, prendi con te uno o due altri, affinché per bocca di due o tre testimoni sia stabilita ogni questione. Se non li ascolta, parla alla congregazione. Se egli non ascolta neanche la congregazione, ti sia proprio come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse». (Traduzione del Nuovo Mondo [TNM]).

 1 Corinti 5:11-13: «Vi scrivo di cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo. Poiché spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro, mentre Dio giudica quelli di fuori? “Rimuovete l’[uomo] malvagio di fra voi”».

2 Giovanni 7-11: «Poiché sono usciti molti ingannatori nel mondo, persone che non confessano Gesù Cristo venuto nella carne. Questi è l’ingannatore e l’anticristo. Prestate attenzione a voi stessi, affinché non perdiate le cose per produrre le quali abbiamo operato, ma otteniate una piena ricompensa. Chiunque va avanti e non rimane nell’insegnamento del Cristo non ha Dio. Chi rimane in questo insegnamento è colui che ha il Padre e il Figlio.  Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non rivolgetegli un saluto. Poiché chi gli rivolge un saluto partecipa alle sue opere malvage».

Ma è chiaro che il corpo direttivo dei tdg nell’interpretare queste scritture non tiene conto del contesto sia biblico che antropologico.
Quindi, mi farebbe piacere ascoltare una spiegazione alternativa, o meglio, la spiegazione ufficiale della teologia cattolica ai versetti che le ho indicato sopra.
Chiedo venia per eventuali errori di sintassi e grammatica, e in attesa di una suo riscontro, e nel scusarmi di nuovo per la lunghezza della lettera, le porgo i miei più sinceri e fraterni saluti.
In Fede


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. da parte della Chiesa Cattolica non vi è un’interpretazione ufficiale dei singoli versetti della Sacra Scrittura.
Per assolvere a questo compito vi sono gli esegeti (interpreti).
In complesso però la Sacra Scrittura va interpretata come è sempre stata interpretata.
Infatti come è la Chiesa che ci ha dato le Sacre Scritture e le ha definite come tali, così ugualmente vanno interpretate come sono sempre state interpretate fin dall’inizio.
E qui trovi un primo grave errore dei tdg, che è comune anche ai protestanti e degli evangelici: quello di ricevere dalla Tradizione le Scritture, anzi da una Tradizione fissata dalla Chiesa, ma negando nello stesso tempo l’autorità della Tradizione e della Chiesa.
Non si accorgono così di squalificare se stessi.

2. Il problema dell’interpretazione delle Scritture si è affacciato ben presto nella storia della Chiesa, soprattutto con l’emergere dello gnosticismo, secondo il quale solo alcuni pochi iniziati erano veri cristiani.
All’inizio si fronteggiò l’errore dei gnostici opponendo ad un versetto un altro versetto che diceva il contrario.
Ci si accorse ben presto che questa non era la strada giusta, perché è necessario esaminare il contesto in cui vengono fatte le singole affermazioni.
Gesù, ad esempio, dice di pregare nel segreto chiudendo la porta.
Tuttavia Egli stesso ha pregato davanti agli altri, come si legge chiaramente nel capitolo 17 del Vangelo di Giovanni. Così faceva anche quando andava nelle sinagoghe nel giorno di sabato o nel Tempio a Gerusalemme in occasione delle feste.
Per questo i primi cristiani pregavano nel segreto delle loro case e pregavano anche insieme, come si evince da At 2,42 e da tanti altri passi.

3. Si risolse il problema facendo così: andando nelle Chiese dove erano vescovi coloro che avevano ricevuto l’imposizione delle mani dagli apostoli o dai loro immediati successori per conoscere come era stata intesa la predicazione di Gesù e soprattutto come era stata vissuta.
Si individuarono così tre criteri per avere l’esattezza dell’interpretazione delle Scritture: ciò che dovunque, da tutti e da sempre era stato creduto (quod ubique, quod a omnibus, quod a semper creditum est).

4. Ora venendo ai passi che mi hai citato (a parte la terminologia come congregazione che non è correttissima, perché nel testo sacro in greco si parla di ecclesìa, tradotto in latino con Ecclésia e non con congregatio) l’espulsione o la scomunica è stata attuata già nelle prime comunità cristiane.
San Paolo a Corinto attua una scomunica, scrivendo tuttavia così: “questo individuo venga consegnato a Satana a rovina della carne, affinché lo spirito possa essere salvato nel giorno del Signore” (1 Cor 5,5).
Il secondo testo che tu mi hai portato trae le mosse proprio da questo fatto. Ora, come puoi notare, sebbene Paolo scomunichi l’incestuoso, tuttavia lo fa con spirito di carità, come emerge dalle parole “affinché lo spirito possa essere salvato nel giorno del Signore”.
Non vi è niente dunque del livore fanatico di cui tu mi parli.
I cristiani devono esercitare la carità con tutti, anche con quelli che errano nella fede.
Questo non significa confondere il male col bene. In determinati casi il male dovrà essere estirpato, ma sempre con viscere di carità: “Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti” (Rm 12,17-18).
Rimane sempre valido il precetto del Signore nei confronti di tutti: “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Mt 5,44-45).

5. Quando si legge che bisogna togliere il saluto bisogna intenderlo all’interno del costume di quella gente: il saluto non consisteva nel dire semplicemente buon giorno o buona sera. Era qualcosa di molto più complesso, consisteva in molte domande e risposte.
Per questo il Signore dice agli apostoli, quando li manda predicare, di non  salutare nessuno per strada: “non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada” (Lc 10,4). Non chiede loro di essere maleducati, ma di essere solleciti della loro missione.
Anche Eliseo raccomandò la stessa cosa al suo servo: “Eliseo disse a Giezi: «Cingi i tuoi fianchi, prendi in mano il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli»” (2 Re 4,29).
Togliere il saluto che consiste in una sola parola o in un solo gesto di cortesia è maleducazione, è mancanza alla carità.
Come vedi l’interpretazione dei tdg non è evangelica, non è cristiana.

6. Ma al di là delle interpretazioni di questi versetti c’è qualcosa di fondo che divide i tdg dai cristiani. Questi credono che Gesù è Dio fatto carne, accolgono la sua vita dentro di loro mediante la grazia e per mezzo di essa custodiscono la presenza di Dio dentro di sé come ha detto il Signore: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).
Custodire dentro di sé la presenza di Dio come in un tempio è l’esperienza più bella ed esaltante che si possa fare nella vita.
La auguro anche a te e a tutti i tuoi famigliari, soprattutto ai tuoi tre carissimi figli.
Questa sera vi ricorderò nella celebrazione della S. Messa, che è il memoriale della morte del Signore (1 Cor 11, 26), la perpetuazione del sacrificio di Cristo (Lc 22,19 e 1 Cor 11, 24-25) a nostro favore, e dunque anche a vostro favore.

Ti ricordo al Signore e ti benedico con tutti i tuoi cari.
Padre Angelo