Quesito

Salve, Padre Angelo.
Mi chiamo D., ho … anni e sono di Napoli.
Le premetto che provengo da una famiglia di solidi principi e valori cristiani, non mi sono sposato sinora perché ho sempre creduto nell’amore che è dono reciproco e – fino a due mesi fa – non avevo mai trovato una donna che fosse della mia stessa “linea di pensiero”.
Due mesi fa ho incontrato una donna mia coetanea che mi è stata presentata da amici comuni. Sembrava fosse una persona di solidi principi morali e cristiani, anche se non praticante, e me ne sono innamorato sinceramente con il proposito di condurla all’altare.
Riguardo al suo non essere praticante, all’inizio mi ero riproposto di discutere con lei – con tatto e gentilezza – delle motivazioni che la tenessero lontana dalla Chiesa, ma ho incontrato un muro di mattoni.
Non un ribattere con argomentazioni, proprio un muro di indifferenza all’argomento. La palese contraddizione tra il suo dichiararsi credente ed il suo *non solo* non essere praticante ma non volerne neanche discutere mi ha indotto a parlare della questione con i suoi familiari che – per rispetto e correttezza – ho voluto rapidamente conoscere.

Qui è saltata fuori la prima verità: lei (M.) non appena diventata maggiorenne, si è rifiutata di continuare ad andare in chiesa con i suoi, rivelando che fino a quel momento aveva soltanto finto di essere cattolica “per non essere rotta le scatole”. Uguale finzione nella Prima Comunione, nella Cresima ed in ogni atto religioso. I suoi non le hanno imposto ulteriormente di frequentare la chiesa perché al tentativo persuaderla ha risposto “volete essere presi in giro? per me nessun problema a prendere la comunione in peccato mortale, come voi dite”.
In buona sostanza della religione cattolica non gliene importa assolutamente niente, si dichiara cattolica solo per non dare spiegazioni.
Lei è di mentalità relativista e crede soltanto in un essere supremo ” X ” che può essere Dio, Allah o Geova ma al quale non riconosce alcun diritto di culto nè di guida né di ingerenza nella sua vita. Per sua stessa affermazione l’unica autorità che riconosce su sé stessa è solo lei stessa. Di questo i suoi genitori, cattolici e praticanti, soffrono immensamente ma ormai hanno rinunciato a qualsiasi tentativo di discutere la cosa con lei, vista l’assoluta inutilità (come si dice a Napoli, l’argomento le entra da un orecchio e le esce per l’altro… non che assuma atteggiamenti ribelli o tracotanti, semplicemente ha sempre manifestato una tale indifferenza da rendere palese l’inutilità di ogni discorso).

Venuto a conoscenza di questo aspetto della sua mentalità, aspetto per niente secondario se si vuole creare una famiglia, le ho parlato per l’ennesima volta quattro giorni fa e lei per l’ennesima volta ha ribadito il suo pensiero, utilizzando però una definizione che mi ha aperto gli occhi: lei crede nel “grande architetto dell’universo” e intende seguire la sua via.
Le ho chiesto apertamente se fosse massone o avesse intenzione di diventarlo e lei mi ha risposto che la sua iniziazione è prevista per settembre.

In breve: le ho detto che già il fatto che lei non fosse praticante (e neppure cristiana cattolica, visto il suo modus pensandi) per me era un dolore, ma che per amor suo sarei stato disposto ad accettarlo ed a pregare per lei e per la sua conversione, ma che il fatto che voglia diventare massone per me è inammissibile e quindi deve fare una scelta.
La sua risposta è stata “preferisco la massoneria a te, se non ti sta bene non ti trattengo, sei libero”.

Inutile dire che sono andato immediatamente via da quella casa e che non la sto più chiamando nè cercando, ma non posso nemmeno lavare via i sentimenti con un colpo di spugna.
Cosa mi consiglia di fare ? Amandola mi verrebbe da pensare “io la sposo ugualmente e tenterò di convertirla, di farle abbandonare l’ideale massonico”, ma allo stesso tempo mi domando se il matrimonio sarebbe valido (so che i massoni sono ipso facto scomunicati) e soprattutto se la carità cristiana di volerla convertire (o almeno tentare) non si possa tradurre in un salto nel vuoto.

Mi raccomando e raccomando soprattutto la persona in questione alle sue preghiere.
Sia lodato Gesù Cristo.
D.


Risposta del sacerdote

Caro D.,
1. avevo già preparato in modis ed formis una risposta alla mail qualche giorno fa, ma poi non l’ho più trovata. Devo averla inopinatamente cancellata.
Mi accontento di darti una risposta essenziale.

2. Hai già provato diversi dolori frequentando la ragazza di cui mi parli, non ultimo la comunicazione che si farà massone e che preferisce la massoneria a te.
Già questo è un motivo sufficiente per non imbastire un matrimonio con lei: andresti incontro ad una croce pesantissima.

3. Non dobbiamo dimenticare che l’obiettivo del matrimonio è la perfezione vicendevole dei coniugi e la generazione ed educazione dei figli.
Il primo obiettivo sarebbe difficile da raggiungere: non ci sono le premesse. Gli antichi dicevano che l’amicizia si fa tra affini oppure rende affini (aut similes invenit aut facit).
È vero che tu ti impegneresti a pregare e a fare penitenza per la conversione della moglie. Ma questo obiettivo lo puoi perseguire anche al di fuori del matrimonio. Per ora resta il fatto che non c’è l’intesa sui principi di fondo.
Anche il secondo obiettivo del matrimonio, della medesima importanza del primo, verrebbe in qualche modo a mancare: a parte la generazione dei figli, quale educazione dare loro?
Su tutto avrete da discutere e il comportamento dell’uno distruggerà praticamente l’edificazione data dall’altro.

4. C’è anche il fatto della scomunica che le proibisce di ricevere i sacramenti.
Tuttavia se li riceve, li riceve validamente sebbene illecitamente (e cioè commettendo un peccato grave) ad eccezione della penitenza, che per la validità richiede il pentimento.
Da parte tua sarebbe necessaria una dispensa da parte dell’Ordinario del luogo per poterti sposare con una persona scomunicata.

Ti sono vicino con al preghiera in questo momento particolarmente delicato e decisivo per la tua vita. Prego anche per lei e per la sua conversione.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo